Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Falso movimento (1975)

[Falsche bewegung, Germania 1975, Drammatico, durata 103']   Regia di Wim Wenders
Con Rüdiger Vogler, Marianne Hoppe, Hanna Schygulla, Nastassja Kinski



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Falso movimento: assente
Ritmo ritmo in Falso movimento: presente
Impegno impegno in Falso movimento: forte
Tensione tensione in Falso movimento: minimo
Erotismo erotismo in Falso movimento: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Falso movimento

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Falso movimento (voti: 9 media: 3,67) 9

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina non disponibile

Acquista Falso movimento

Scegli tra i formati disponibili

Falso movimento disponibile in DvdFalso movimento non disponibile in Blu-RayFalso movimento non disponibile in Umd

La trama

Il giovane Wilhelm parte dalla sua cittadina nel nord della Germania per Bonn. Strada facendo fa una serie di incontri: un ex nazista e la giovane figlia; Therese, una donna che incontra in treno; Bernard, poeta vagabondo. Tutti finiscono nella villa di un industriale che si suicida. Vagabondano sul Reno, poi il gruppo si sfalda. Wilhelm passa una notte con Therese, poi parte per le Alpi. Sulla funivia del Grossglockner scambia la sua penna con una cinepresa.  

Il protagonista del film, che Peter Hanke ha tratto liberamente dal "Wilhelm Meister" di Goethe, compie un viaggio geografico e interiore: attraverso la propria anima (lo scambio simbolico tra la penna e la cinepresa) e la terra tedesca nella quale sono ancora vivi i fantasmi del passato. Esordio di Nastassja Kinski col suo vero cognome.

Incluso nelle taglist:

L'opinione più votata

Di ligeti scritta il 11/09/2011 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Wim Wenders si ispira lontanamente al romanzo Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister di J. W. Goethe (adattato da Peter Handke) per affrontare — nel secondo capitolo della cosiddetta “trilogia della strada” — tematiche non da poco come l’alienazione dell’uomo moderno, la sua difficoltà nel comunicare coi propri simili, e soprattutto il “falso movimento” (titolo bellissimo) di chi, desiderando in apparenza muoversi verso gli altri per liberarsi della propria solitudine, non nutre in realtà alcuna intenzione di percorrere un solo centimetro in tale direzione: «In realtà il mio unico desiderio era di rimanere solo e indisturbato nella mia apatia. Lì, sullo Zugspitze, aspettavo che succedesse qualcosa; ma non accadde nulla. Perché ero fuggito? Perché avevo lasciato gli altri? […] Era come se avessi perduto e continuassi a perdere qualcosa ad ogni nuovo movimento...». È forse questo il motivo per cui, se questo film può essere considerato un road-movie al pari degli altri due capitoli della trilogia, ci si sposta comunque molto meno che in Alice nelle città o Nel corso del tempo, e quasi sempre ci si muove a piedi in lunghi ed estenuanti piani-sequenza. Indotto dalla madre, il giovane Wilhelm lascia la sua piccola città natia, poiché la soffre, lo corrode e lo infastidisce. È alla ricerca del tutto, essendo uno scrittore in vesti romantiche, ma conosce anche perfettamente i suoi limiti, l’incapacità di relazionarsi con le cose. La sua è sicuramente una ricerca che va oltre la possibilità di scrivere e di esplorare fisicamente nuovi luoghi. Nel suo viaggio che attraversa la Germania Occidentale fino alle Alpi, Wilhelm si rivela una magnetica attrazione di girovaghi: nello stesso scompartimento siedono Lafrest e Mignon, un ex-nazista e la giovane figlia; Therese è un’attrice il cui sguardo si incrocia con quello di Wilhelm nella fluidità del movimento dei treni che viaggiano parallelamente sui binari di una Germania solitaria; Bernard è un poeta vagabondo. Falso movimento ribalta abbastanza genialmente l’idea alla base del road-movie, in cui il viaggio è in genere visto come occasione formativa e di crescita in cui si impara a vivere: Wilhelm non apprende nulla dal suo viaggio né raggiunge una qualsiasi meta, ne esci anzi più confuso e disorientato di prima. Il suo (falso, appunto) interessamento nei confronti degli altri nasce dall’esigenza di trovare nella vita reale spunti per scrivere, un’attività che notoriamente si pratica in solitudine. Temi senz’altro veri e importanti, quindi, quelli alla base di Falso movimento, che però vengono affrontati in questo caso in modo troppo diretto (programmatico) e soprattutto troppo letterario: si avverte qui — come avverrà purtroppo anche in seguito, a partire da Il cielo sopra Berlino — la prevalenza della sceneggiatura dell’austriaco Handke sulle immagini di Wenders, soprattutto nella verbosità didascalica e intellettualistica dei dialoghi, che finiscono per appesantire il film, mentre solo nelle sequenze urbane e paesaggistiche il regista sembra come riappropriarsi del film con il suo, inconfondibile, stile. Il comparto più felice è senz’ombra di dubbio quello degli attori, a partire dalla quindicenne Nastassja Kinski — che esordisce qui accreditata col suo vero nome di Nakszynski — e da una sempre grande Hanna Schygulla: memorabile la sua entrata in scena, che è in grado di riassumere il senso del film con una pregnanza figurativa dinnanzi alla quale nulla possono dialoghi metafisici e cascami letterari. Mentre la fotografia a colori, ancora una volta firmata da Robbie Müller e Martin Schäfer, messa a confronto con quelle in bianco e nero degli altri due capitoli fa tornare in mente una battuta di Samuel Fuller ne Lo stato delle cose: «La vita è a colori ma il bianco e nero è più realistico». VOTO: 2,5/5

SE TI È PIACIUTA QUESTA RECENSIONE, VISITA IL MIO BLOG —> http://ifilmliberanolatesta.blogspot.com/
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su Falso movimento


11 settembre 2011 Opinione di ligeti su "Falso movimento"
ligeti

Wim Wenders si ispira lontanamente al romanzo Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister di J. W. Goethe (adattato da Peter Handke) per affrontare — nel secondo capitolo della cosiddetta “trilogia della strada” — tematiche non da poco come l’alienazione dell’uomo moderno, la sua difficoltà nel comunicare coi propri simili, e soprattutto il “falso movimento” (titolo bellissimo) di chi, desiderando in apparenza muoversi verso gli...

voto al film: ligeti assegna il voto sufficiente a Falso movimento (1975)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

14 maggio 2011 Opinione di mm40 su "Falso movimento"
mm40

Sospeso, nella filmografia di Wenders, a cavallo fra Alice nelle città (1973) e Nel corso del tempo (1976), questo Falso movimento - probabilmente l'anello più debole dell'ideale trilogia costituita dai tre titoli - è una dolente parabola sulla creatività come unico mezzo concreto per lasciare un messaggio ai contemporanei e ai posteri. Perchè la comunicazione, e non soltanto nel protagonista, è realmente utopia, eterno malinteso, mancanza di...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Falso movimento (1975)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


1 luglio 2008 Opinione di sasso67 su "Falso movimento"
sasso67

Di sicuro questo film non può essere liquidato semplicemente come la trasposizione cinematografica del "Wilhelm Meister" di Goethe. Vi è sicuramente, alla base, il testo goethiano, ma come sedimentato nelle teste di Wenders e di Handke, che hanno scritto la sceneggiatura con una loro idea di cinema. Si tratta di un bel film, al di là delle miriadi di interpretazioni che se ne possono dare. I personaggi si muovono sulla scena come in un romanzo, come spinti da una forza superiore, che è...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Falso movimento (1975)


22 gennaio 2005 Opinione di kotrab su "Falso movimento"
kotrab

Torna il motivo del viaggio nel cinema dei Wenders, e qui l'artista vaga compiendo solo azioni vuote, movimenti sbagliati, in bilico fra amore e insofferenza. 7

voto al film: kotrab assegna il voto sufficiente a Falso movimento (1975)




scrivi la tua opinione su Falso movimento


Voti a Falso movimento



login

hai dimenticato la password?