Opinione di Mathiasparrow su Bronx
Con Chazz Palminteri, Robert De Niro, Francis Capra, Lillo Brancato
- negative [1]
- sufficienti [5]
- positive [36]
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Sul film
Nascere, crescere e morire nel bronx. De niro sceglie di giocare in casa la sua prima partita da regista. L’attore italo-americano sa che dopo un esordio come questo non potrà sottrarsi al confronto con i vari Scorsese, Friedkin e Coppola, ma prima di un’eventuale magra figura deve dire la sua; nel farlo volge lo sguardo ai grandi maestri con cui ha lavorato anni per trovare tecnica e stile adatti con cui raccontare la sua storia. Ne esce un film che affonda le sue radici nel cuore dell’America moderna e si va a collocare di diritto tra i classici del genere. Per De Niro il racconto del ragazzo protagonista è “solo una storia del Bronx”, e in quanto tale va raccontato senza eccessi o voglia di stupire in particolar modo. Che il neo regista abbia a cuore la sua opera in modo particolare è dimostrato dalla significativa parte che sceglie di interpretare: il padre del ragazzo protagonista. Uno di quei personaggi apparentemente secondari, quasi silenziosi, ma dotati di una personalità talmente imponente da far sentire la propria presenza anche quando non stanno al centro della scena. Sullo schermo troviamo anche l’autore della storia: uno Chazz Palminteri nelle vesti di boss del quartiere, che si muove parallelamente a De Niro senza mai retrocedere in secondo piano. Regista e autore incarnano le due figure più emblematiche della storia e danno vita ad uno scontro di personalità che si manifesta nella giovane mente del protagonista. Naturalmente sarà soltanto il finale a dire chi dei due trionferà, ma il bello del film sta anche nel fatto che non mira a giungere al semplice epilogo della storia bensì provare a raccontare qualcosa di speciale attraverso essa, magari insegnando qualcosa. A conti fatti ciò che stupisce maggiormente non è l’altissimo livello del film (una parte di noi ci diceva che De Niro avrebbe fatto centro) ma l’inaspettata raffigurazione del Bronx. Non un postaccio invivibile e oscuro ma accogliente e protettivo, in cui non si smette mai di imparare e crescere. Un luogo talmente simile a casa nostra che spaventa davvero scoprire quanto può rivelarsi fragile se colpito nel punto giusto. Opere simili a questa ce ne sono già state molte e in futuro non mancheranno di certo, ma sarebbe ingiusto pretendere di descriverle tutte allo stesso modo, riciclando in continuazione le medesime frasi, perché ognuna narra una storia diversa. E ogni storia è unica. La prova sta nel fatto che anche “Bronx” non fa eccezione, pur essendo giunto sugli schermi parecchio dopo quegli straordinari anni ’70 di cinema americano a cui si rifà.
Sulla trama
molto bella e sviluppata alla perfezione in ogni aspetto.
Sulla regia di Robert De Niro
eccellente esordio
Sull'interpretazione di Lillo Brancato
non male
Sull'interpretazione di Francis Capra
bravo
Sull'interpretazione di Robert De Niro
bravo come sempre
Sull'interpretazione di Chazz Palminteri
bravo
Sulla colonna sonora
curiosa la scelta delle musiche... vedere per credere
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