Io speriamo che me la cavo (1992)
Con Paolo Villaggio, Ciro Esposito, Maria Esposito, Adriano Pantaleo
La trama
Per un errore del computer del Ministero Marco Tullio Sperelli (Villaggio) finisce a lavorare a Corzano, in provincia di Napoli. La classe sarebbe di una ventina di ragazzi, ma lui al suo arrivo ne trova solo tre. Gli altri deve andarli a raccattare in giro, tra piccole storie di ordinaria povertà e di microcriminalità. I ragazzi cominciano ad aver fiducia nel nuovo insegnante, ma proprio allora arriva la notizia del nuovo trasferimento al Nord del maestro. Il libro del maestro D'Orta da cui è tratto il film era soltanto una raccolta di temi scritti da bambini di scuola elementare e poteva riassumersi col sottotitolo: "come far divertire gli adulti alle spalle di bimbi ignoranti". A questo la Wertmüller ha aggiunto una storia, un personaggio principale e un finale edificante.
L'opinione più votata
Di Lina scritta il 07/11/2011 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
- negative [10]
- sufficienti [10]
- positive [7]
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11 maggio 2012 Opinione di wang yu su "Io speriamo che me la cavo"
Opera di denuncia sulle disagiate condizioni di certe aree del napoletano,i ragazzi e Villaggio se la cavano benino.voto 6
voto al film: 
25 febbraio 2012 Opinione di bellahenry su "Io speriamo che me la cavo"
un favoletta positivista ambientata nella peggio periferia di napoli. lo spunto di tutto sono i temi scritti dai bimbi del posto che tra napoletano e errori ortografici raccontano la vita vista con i loro occhi innocenti...o quasi. un buon Paolo Villaggio forse il migliore dal post fantozzi. Non c'è molta originalità ma tutto è raccontato con classe e semplicità...fino al finale strappa lacrime.
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7 novembre 2011 Opinione di Lina su "Io speriamo che me la cavo"
Traendo spunto dal libro omonimo scritto dagli alunni di una scuola elementare di Arzano, è un film che denuncia con graffiante comicità, il degrado sociale del sud-Italia. Sebbene sia di ordinaria ispirazione, la Wertmüller è riuscita a donargli quel sapore autentico che lo rende speciale e genuino. Girato in buona parte a Taranto anzichè a Napoli, possiede una trama spassosa e ricca di buoni sentimenti, anche se sempliciotta. Incidono soprattutto i dialoghi, le battute schiette e...
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28 luglio 2011 Opinione di kael80 su "Io speriamo che me la cavo"
All'epoca sembrava simpatico, ma il film è tutt'altro che originale e ispirato. E' discreta l'interpretazione di Villaggio.
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7 ottobre 2010 Opinione di picciotto su "Io speriamo che me la cavo"
è un gran villaggio interpretato da un gran fantozzi questa volta nei panni di un maestro elementare...troppo forte,villaggio che deve sopportare il comportamento degli alunni napoletani,mentre lui è un maestro partito da genova per andare a napoli a compiere il suo lavoro,davvero gran film e gran cast!
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10 agosto 2010 Opinione di bukowski91 su "Io speriamo che me la cavo"
Lina wertmuller dirige un film carico di stereotipi e luoghi comuni ma che fa divertire ed anche molto riflettere. Viene evidenziata dal punto di vista di un uomo del nord(il genovese paolo villaggio) l'arretratezza del sud che va dal modo di pensare, alla situazione delle scuole, degli ospedali, al lavoro minorile...ma anche l'uomo del nord si affezionerà ai bambini del sud...
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22 dicembre 2009 Opinione di leo$ su "Io speriamo che me la cavo"
Niente di particolarmente speciale.Sufficente.
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14 dicembre 2009 Opinione di mm40 su "Io speriamo che me la cavo"
C'è un motivo se un film della Wertmuller con Villaggio protagonista, tratto da un bestseller tutto italiano (nel senso della nazionalità, non del linguaggio) non è stato quasi mai trasmesso in tv ed è di difficile reperibilità anche come vhs o dvd: il motivo è che questo film è davvero brutto. Una facile storiella di ordinario degrado sociale da paesino povero del sud, confezionata attorno ai temi deliranti e sgrammaticati raccolti dal...
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30 luglio 2009 Opinione di bradipo68 su "Io speriamo che me la cavo"
Un pacioso maestro del Nord in prima linea in una scuola di Napoli.Era praticamente impossibile mantenere intatta la struttura del libro di Marcello D'Orta,un libro formato solamente dai materiali didattici dei suoi brillanti e originali alunni .Un libro,un best seller che faceva della spontaneità la sua arma vincente(oltre alla simpatia innata degli alunni).La Wertmuller ha invece reso centrale la figura del maestro e attorno a lui ha fatto orbitare tutta la sua classe con i vari...
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29 maggio 2008 Opinione di antonio de curtis su "Io speriamo che me la cavo"
fa scompisciare dal ridere.Molto bravo Villaggio ed i bambini
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