Opinione di LorCio su Un attimo una vita
Con Al Pacino, Marthe Keller, Anny Duperey, Romolo Valli
- negative [2]
- sufficienti [8]
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Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Un attimo, una vita. Istantanea di una storia. Si chiude, appunto, con una foto, irrequieta ed afflitta, proiezione figurativa dell’emozione e fermo-immagine esistenziale. Occhi che cercano l’altrove oltre l’obiettivo, smarriti nel turbinio della vita che mangia le anime e le richiama a sé. Corre, Bobby, sfrecciando sulla pista in quel malato gioco della velocità. È costretto a rallentare il suo passo, deve aspettare Liliana che, in realtà, corre mentalmente molto più di lui – che si limita a farlo fisicamente, perché a ben vedere è uno che va lento. A far da cornice alla loro crepuscolare storia è una Firenze non banale, immortalata nei suoi aspetti più avvolgenti e meno inflazionati. È l’ideale contesto per Bobby e Liliana, sospesi tra il tempo che morde l’attimo e l’esistenza che urla le sue ragioni. La luce fiorentina accarezza i volti segnati dal dolore, li accoglie tra il verde rigoglioso della prosperità della natura, cerca di consolare l’inevitabile afflizione che di lì a poco si manifesterà arrogante. Drammatizzando il tema dell’amore contrastato dalle cause di forza maggiore e spostando su toni tragici la partitura sentimentale che già caratterizzava il migliore “Come eravamo” (dove c’era un’altra storia a scadenza, che però va oltre, non si ferma alla convenzione), Pollack dirige con classe ma non si sporca le mani fino in fondo: illustra con eleganza, si lascia apprezzare, ma non coinvolge nell’esegesi del sentimento da parte di una sceneggiatura priva della forza necessaria. Lecite lacrime potrebbero sfiorare il vostro volto, ma è tutto un po’ programmato, come l’ineludibile scorrere di una storia con ineludibile epilogo.
Sulla regia di Sydney Pollack
Romantica ed illustrativa.
Sull'interpretazione di Romolo Valli
Piccola parte, diligente.
Sull'interpretazione di Anny Duperey
Sensibile.
Sull'interpretazione di Marthe Keller
Esimia e dolente interpretazione.
Sull'interpretazione di Al Pacino
Recitazione misurata e sensibile.
Sulla colonna sonora
Prevedibile.
Cosa cambierei
Voto: 6.
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