L'isola di corallo (1948)
Con Humphrey Bogart, Edward G. Robinson, Lauren Bacall, Claire Trevor
La trama
Il fascino della bella vedova strega il ruvido ufficiale.
Di ritorno dalla guerra, il maggiore Frank McCloud arriva su un atollo della Florida per i funerali di un suo soldato. L’uomo finisce per innamorarsi dell’affascinante vedova e si trova a dover fronteggiare una banda di contrabbandieri che spadroneggia sull’isola.
Dramma denso e sapientemente amministrato da John Huston, con ottimi interpreti. Oscar (attrice non protagonista) a Claire Trevor, la pupa del gangster. Lauren Bacall, allora compagna di Bogart, ha dovuto aspettare il 1997 per venire nominata - per _L’amore ha due facce_ - nella stessa categoria, ma anche stavolta il suo sogno di vincere l’Oscar si è infranto.
L'opinione più votata
Di Tarabas scritta il 06/04/2011 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
Lì si imbatte in un gruppo di gangsters rientrati clandestinamente da Cuba, che tengono in ostaggio i due in attesa di incontrare altri
criminali.
Un bel film di Huston, nettamente diviso tra la prima parte, debitrice della sua origine teatrale, ambientata nell'hotel e il
finale ambientato in mare aperto.
Bogart e la Bacall scintillano e si vede che non avrebbero bisogno di Stanislavski per i loro duetti.
Robinson rifà per l'ennesima il suo personaggio di gangster amorale e violento, con la sua solita verve.
Interessante.
6 aprile 2011 Opinione di Tarabas su "L'isola di corallo"
Un reduce della seconda guerra mondiale visita il padre e la vedova di un suo commilitone caduto presso l'hotel di famiglia, sulle Florida Keys. Lì si imbatte in un gruppo di gangsters rientrati clandestinamente da Cuba, che tengono in ostaggio i due in attesa di incontrare altri criminali. Un bel film di Huston, nettamente diviso tra la prima parte, debitrice della sua origine teatrale, ambientata nell'hotel e il finale ambientato in mare aperto. Bogart e la Bacall scintillano e...
voto al film: 
13 settembre 2010 Opinione di jonas su "L'isola di corallo"
Un reduce di guerra va in Florida a visitare la vedova e il padre di un commilitone caduto sul fronte italiano e si ritrova invischiato nei traffici di una banda di contrabbandieri; dapprima non reagisce per apatia e disillusione, poi il suo senso morale si risveglia. Curioso ibrido tra film di gangster e dramma da camera, “teatralmente verboso nello sviluppo della situazione” (Morandini) e stranamente disattento alla location esotica: nel complesso è troppo statico, ma si...
voto al film: 
11 maggio 2010 Opinione di mondolariano su "L'isola di corallo"
Noir di medio livello, senza pretese moralistiche o complicazioni psicologiche, tenuto in piedi da un eccezionale Edward G.Robinson in stato di grazia, che a mio parere firma qui la sua massima prova di recitazione. Un volto che sembra nato per interpretare personaggi come questo, sguardi e movenze da cui non traspare una briciola di umanità. Di fronte a lui, perfino la stella di Humphrey Bogart perde parecchia luce, limitandosi ad una parte troppo sobria e taciturna anche secondo i...
voto al film: 
12 aprile 2009 Opinione di teaestefano su "L'isola di corallo"
Gli ingredienti e i personaggi (Huston, Bogart, Bacall, Robinson...) per un film di qualità ci sono tutti, e infatti il risultato non delude le aspettative. All'epoca ci sapevano fare, questa e la verità, perché altrimenti come potrebbe reggere un film girato tutto in interni o, al più, in scenari esterni ricostruiti (molto bene) in teatro? Però, appunto, la vicenda è tesa, gli attori ottimi, i personaggi ben delineati. Che Bogart fosse innamorato anche nella vita di Lauren Bacall lo...
voto al film: 
3 dicembre 2008 Opinione di bradipo68 su "L'isola di corallo"
Lui,lei e i troppi altri.Reduce dalla guerra ritorna per andare a trovare la vedovaa del suo commilitone ucciso e la trova che gestisce un albergo insieme al padre eletto a dimora temporanea da un gangster e dalla sua banda.Segue conflitto serratissimo.L'anima noir di questo film si condensa soprattutto nella scansione dei personaggi che risentono pero'di una certa piattezza.Nonostante le prove istrioniche soprattutto del piccolo ma nerboruto Edward G Robinson e del vecchio Barrrymore non...
voto al film: 
4 ottobre 2008 Opinione di Michael OHara su "L'isola di corallo"
L’etica nell’America postbellica: trionfante ma ferita, tradita e disillusa e con la faccia tosta di un intenso e per niente gigione Humphrey Bogart, eroe-antieroe dal cuore indurito ma ancora pulsante. Un’etica del riscatto, della scelta del bene contro il male. Una scelta inevitabile, ma saggia, studiata e sofferta, figlia dell’ingegno, ma anche dell’istinto. Questa nulla ha a che vedere con il giudizio di un’entità superiore, esemplificato dalla tempesta feroce che,...
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6 settembre 2008 Opinione di Michael OHara su "L'isola di corallo"
L’etica nell’America postbellica: trionfante ma ferita, tradita e disillusa e con la faccia tosta di un intenso e per niente gigione Humphrey Bogart, eroe-antieroe dal cuore indurito ma ancora pulsante. Un’etica del riscatto, della scelta del bene contro il male. Una scelta inevitabile, ma saggia, studiata e sofferta, figlia dell’ingegno, ma anche dell’istinto. Questa nulla ha a che vedere con il giudizio di un’entità superiore, esemplificato dalla tempesta feroce che,...
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16 giugno 2007 Opinione di sasso67 su "L'isola di corallo"
Ho guardato questo film perché nelle prime scene c'è una sequenza che fu a suo tempo ridoppiata in livornese, con accenti ovviamente scurrili, dal Nido del Cuculo di Paolino Ruffini, ma, pur non essendo uno dei lavori migliori di Huston, non è affatto un film da trascurare. La trama scorre via veloce, accennando en passant a diverse tematiche, come quella dei criminali esiliati anziché messi in carcere (e nella versione italiana, l'italoamericano Johnny Rocco, diventa un più anglofilo...
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