Opinione di woody su I cospiratori
Con Richard Harris, Sean Connery, Samantha Eggar, Art Lund
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Dopo due ore di registrazione veder apparire la scritta "Causa problemi con il ripetitore il canale La7 non è attualmente ricevibile" (o quel che diamine diceva) quando mancano solo un paio di minuti alla fine, si rischia davvero o di scagliare il televisore contro una parete, nel migliore dei casi, o di esser colti da un raptus omicida, nel peggiore. Disgraziatamente, non potendo attuare nessuno dei propositi (possedendo una sola TV e non essendoci nessuno a portata di mano), ho dovuto reprimere i miei impulsi (ne risentirà la salute). Non resta che parlare della porzione vista (un congruo 98%)... Alla brutale fatica delle miniere ed alla coriacea resistenza dei lavoratori corrisponde una rappresentazione solida e degna che esalta, ad honorem, sporcandosi delle insalubri profondità e disagevoli condizioni in cui vivono quei disgraziati, tale sforzo fisico e tanta integra dignità senza concessioni a prevedibili scadimenti, comprendendo le ruvide e non tanto esecrabili reazioni, difendendone le motivazioni di base, ma non condannando completamente neppure le più violente e letali gesta dei Molly Maguires. Lo comprova l'atteggiamento ambivalente di Harris. L'inevitabile condanna, di parte, non cambia d'una virgola la situazione, forse (ma che ne posso sapere in fondo, l'ultima fotogramma che ho visto fotograva quest'ultimo e Connery intenti a dialogare amichevolmente e stop, troncatura netta; potrebbe esser finito tutto in un gran balletto collettivo tra coriandoli e cotillons), ma la loro sofferta voce qualcuno l'ha udita. Dove debba posizionarsi la lealtà fra tante ingiustizie è una conflittuale questione interiore non facile da risolversi. Sempre fedele ad un cinema d'impegno - risulta impossibile non notare anche i riferimenti ed il parallelismo con il maccartismo di cui fu personalmente vittima (e dove riprovazione e detestabilità per certi comportamenti, in una lettura più approfondita ed alla luce di quanto accaduto, assumono intensità maggiori) - il regista Martin Ritt. Incisiva la sequenza d'apertura.
Sull'interpretazione di Sean Connery
Un Connery combattente e motivato, rivendica diritti e migliori trattamenti con spirito indomito ma anche con brutale spietatezza, atteggiamenti incarnati con fiero portamento dai suoi lineamenti.
Sull'interpretazione di Richard Harris
Ruolo sgradevole ed ambiguo. La sofferta maschera dell'attore attutisce tutti i colpi. E se la sua burbera e spenta tignosità indispone, indubbiamente risulta adatta al personaggio.
Sulla colonna sonora
Monotona, anomala ed insolitamente spartana - considerate le abitudini - la soundtrack di Henri Mancini. "Tune" forse adeguato, ma niente più.
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