Opinione di mm40 su Piccolo grande amore
Con Barbara Snellenburg, Raoul Bova, David Warner, Susannah York
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Il muso porcino della Snellenburg sintetizza lo spessore dell'opera: i Vanzina mettono in scena un fotoromanzo piatto, insulso, da rendere increduli per la catastrofica serie di banalità e luoghi comuni inanellati con invidiabile veemenza, senza neppure preoccuparsi di conferire una patina elegante al prodotto. Bellocci incapaci (e Bova è la sintesi umana perfetta della definizione, almeno nel 1993, quando ancora è costretto ad essere doppiato) allo sbaraglio, una trama da far rabbrividire persino un accanito consumatore di Harmony, uno squallore registico davvero inarrivabile: Piccolo grande amore ha come suo unico pregio quello di affossare ulteriormente la canzone di Baglioni, legandola stretta e con duplice nodo nella memoria collettiva a questo sottoprodotto perfino troppo ridicolo per riuscire ad innervosire lo spettatore. Siamo davvero dalle parti del Nulla Assoluto, ed in Italia solo i figli di Steno (ahilui!) sono arrivati a scavare così tanto a fondo, vantandosi per giunta.
Sulla trama
La principessa del Lichtenhaus non vuole sposare il brutto e grassoccio pretendente, nobile anch'esso, impostole dai genitori. Fugge e si ritrova a fare la barista in un villaggio sardo; qui conosce un surfista belloccio ed aitante e se ne innamora.
Commenti
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6 marzo 2010, 17:22 di steno79
Questo è sicuramente uno dei peggiori film in assoluto dei Vanzina, degno di un voto zero... anch'io una volta ebbi la disgrazia di vederlo e concordo. Fra l'altro, nel cast ci sono nomi come Susanna York, David Warner e Paul Freeman... cosa non si fa per mangiare...
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6 marzo 2010, 19:00 di mm40
Hai ragione! E dato il tuo nick, immagino la rabbia : D La cosa che mi infastidisce di più è pensare che i Vanzina in futuro verranno perfino rivalutati (anche perchè non c'è limite al peggio) ed osannati non tanto per ciò che hanno fatto (cioè scempio del cinema italiano), quanto per ciò che hanno detto di aver fatto (andarsene belli in giro raccontando di essere fustigatori dei vizi ed osservatori acuti dei costumi dell'Italia di questi anni). Se oggi Giovannona Coscialunga è cult, il pensiero che i nostri nipoti considereranno cult un film come Piccolo grande amore mi causa una profonda tristezza.
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6 marzo 2010, 21:41 di Inside man
Ti comprendo Miguel, ma il fatto che Giovannona Coscialunga sia considerato un cult è lo specchio del periodo odierno e del "medioevo culturale" che stiamo vivendo; non necessariamente in futuro le cose dovranno andare peggio. Anzi, credo sarà difficile proseguire a lungo verso questa china, ad un certo punto si toccherà il fondo e, in base alle ciclicità storiche, potrebbero "forse" ripresentarsi le condizioni per un "rinascimento" (speriamolo almeno per i ns figli!). Ad onor del vero però, leggendo gran parte delle tue recensioni Miguel, noto sì che stronchi regolarmente Fenech e compagnia, ma sei pure fra i maggiori picconatori dell'arte cinematografica del "900, e spesso, lasciami dire, con eccessiva superficialità (in tema di "lentezza", "ritmi" e quant'altro), e quindi alla fin fine, penso facciamo tutti parte di generazioni ancora immerse appieno nell'humus degenerante del ns tempo, più di quanto noi stessi crediamo...
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7 marzo 2010, 10:55 di mm40
Non posso che sperare che tu abbia ragione, Inside man (scusami, non so/non ricordo il tuo nome); per mia natura mi preparo sempre al peggio e mi pare di poter tranquillamente affermare che i Vanzina sono già ora ben considerati, sicuramente più di quanto un Laurenti o un Martino potevano essere stimati trent'anni fa. Quindi le condizioni per l'ipervalutazione del loro catalogo di nefandezze ci sono tutte; se poi al medioevo attuale seguirà un rinascimento, bè, tanto meglio e ben venga! Nessuna persona sana di mente potrebbe avere interesse ad opporvisi. Come darti torto sulle mie stroncature? Probabilmente alcuni giudizi, a distanza di 2 o 3 anni, li stravolgerei (anche per il fatto che un paio di anni fa una mia opinione consisteva di 3 o 4 righe al massimo, spesso e volentieri), ma credo in linea di massima che al 90-95% i voti definitivi siano quelli. Si tratta di 'gusti', una questione vecchia come il mondo e inutile a dibattersi: se Visconti mi intristisce per la sua lentezza e De Oliveira mi esalta per la sua lentezza, è perchè il primo - a mio ultramodestissimo parere - non riesce a darmi ciò che il secondo invece sa fare (per maggiori dettagli apriamo un convegno della durata di una settimana! : ) ). Le varie Giovannone sono da stroncare (anche se di culto, anche se a qualcuno di esse siamo sicuramente affezionati) perchè sono film dozzinali, punto e basta; sui grandi nomi e sui lavori più complessi, in cui per lo meno la tecnica innegabilmente c'è, si torna per forza di cose alla storiaccia dei gusti personali... E allora lì la questione è motivare, e non sempre (ma nemmeno tanto spesso) l'ho fatto adeguatamente, te ne dò atto.
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