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Bob Roberts (1992)

[Bob Roberts, USA 1992, Drammatico, durata 100']   Regia di Tim Robbins
Con Tim Robbins, Gore Vidal, Susan Sarandon



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Bob Roberts: minimo
Ritmo ritmo in Bob Roberts: forte
Impegno impegno in Bob Roberts: forte
Tensione tensione in Bob Roberts: presente
Erotismo erotismo in Bob Roberts: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Bob Roberts

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Bob Roberts (voti: 4 media: 3,75) 4

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locandina di Bob Roberts

La trama

Bob Roberts, popolarissimo cantante country e imprenditore di successo, si butta in politica e si candida al Senato in contrapposizione al democratico Brickley Paiste. Pur di raggiungere il suo scopo, Bob è disposto a tutto. Con un look da bravo ragazzo e il supporto di efficientissimi collaboratori, diventa il paladino degli elettori più reazionari e trasforma in comizi i suoi concerti country. Ma le sue attività private non sono poi così specchiate e i problemi non tardano ad arrivare. Esordio lucido e cattivo dell'attore Tim Robbins, con lo stile di un finto documentario.Lo scrittore Gore Vidal è l'avversario democratico di Roberts. 

L'opinione più votata

Di Aquilant scritta il 18/09/2006 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto buono

Bob Roberts è un uomo per tutte le stagioni (“Bob dresses and talks reactionary like Bush, campaigns in a bus like Clinton, think of it :on the road with Bob on guitar and Bill on sax, spouts racist bile like Duke and finances his own hype like Perot”, così lo descrive la critica americana). Aspirante senatore della Pensilvania, cantautore reazionario che riscrive in chiave destrorsa le ballate di Bob Dylan ("Times Are Changing Back") e di Woody Guthrie ("This Land Was Made for Me") riadattandone la mentalità e i modi, nemico dichiarato degli anni ’60 e ’70, sostenitore della guerra nel Vietnam giunto al vertice a 35 anni dopo oscure storie di traffici di droga, grande manipolatore mediatico e, dulcis in fundo, nemico dichiarato di tutto ciò che è in odore di sociale. Personaggio che riunisce in sé tutti i luoghi comuni di un conservatorismo retrogrado ed ipocrita, usando come scudo una serie di ideali perseguiti soltanto a parole (patria, famiglia, chiesa, lotta alla droga) per buttare fumo negli occhi dei gonzi e mascherare il marciume interiore di cui è cosparso all’interno. Roba da far impallidire d’invidia a ragion veduta tutti i nostalgici della golden era thatcheriana e reaganiana (ma tenete duro ragazzi, stan tornando i tempi bui!). La pellicola è caratterizzata da un taglio prettamente documentaristico, da un ritmo frenetico scandito con implacabile progressione all'insegna del “chi si ferma è perduto” e da un montaggio secco ed essenziale che sbatte implacabilmente in primo piano immagini dirette e taglienti girate direttamente a mano con grande senso di realismo specie nei momenti più concitati, in un registro prevalentemente satirico che svicola sul drammatico nella parte finale. L’uso frequente di filmati di repertorio, interviste, stralci di telegiornali, videoclip, tutti ovviamente fasulli, rappresenta un esempio lampante di falso propagandistico che mira a svelare alcuni aspetti della realtà relegati nell’oblio in ossequio alla legge del più forte. L’eclettico Tim Robbins, ideale interprete altmaniano per eccellenza, si cimenta in un riuscito tentativo di combattere il meccanismo mediatico con le sue stesse armi, quelle della comunicazione di massa, appropriandosi diligentemente delle tematiche del maestro, ridisegnandole con grande intuito ed intelligenza e facendo tesoro in special modo della serie TV Tanner ’88. Traccia a questo scopo le coordinate di una nazione tutta chiusa nella sua grettezza interiore, sempre pronta all'evocazione di un sogno americano finito nella spazzatura della storia, da tempo dissolto nel sangue e nella disillusione di una bruciante disfatta vietnamita e nuovamente riproposto dall'istrione di turno, prototipo di politicante ultra reazionario, sua personalissima creazione, ad immagine e somiglianza di una schiera di funesti personaggi che hanno fatto di un populismo demagogico la loro bandiera. Traspaiono tra le righe il gusto dello sberleffo, la satira trasparente mirata al cuore del sistema, l’ipocrisia tipica di un arrivismo strisciante, l’aperta condanna di una concezione tutta mirata alla politica dell’immagine, ovvero al vuoto assoluto, la vibrante denuncia dei raggiri della politica, sublimati nelle immagini rivelatorie di un’opera tutt’altro che priva di un suo fascino interiore, impastata di una concezione pessimistica di fondo sulle potenzialità dell’individuo quale essere in grado di trascendere gli impulsi più gretti ed oscurantisti della sua personalità e riappropriarsi dei veri valori smarriti nel corso della sua esistenza. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Bob Roberts


30 giugno 2007 Opinione di Paul Hackett su "Bob Roberts"
Paul Hackett

Bizzarro ed interessante finto documentario sull’irresistibile ascesa di un ambiguo e laido candidato del partito repubblicano. Il cast è eccellente (bravissimo Tim Robbins) e il film è ben congegnato, ottimamente realizzato e assolutamente (e drammaticamente) credibile. Ovviamente si tratta di un film politicamente schierato e quindi potrebbe anche essere irritante per chi non ne condivida l’ideologia di fondo. A me è piaciuto molto: voto positivo.

voto al film: Paul Hackett assegna il voto buono a Bob Roberts (1992)


18 settembre 2006 Opinione di Aquilant su "Bob Roberts"
Aquilant

Bob Roberts è un uomo per tutte le stagioni (“Bob dresses and talks reactionary like Bush, campaigns in a bus like Clinton, think of it :on the road with Bob on guitar and Bill on sax, spouts racist bile like Duke and finances his own hype like Perot”, così lo descrive la critica americana). Aspirante senatore della Pensilvania, cantautore reazionario che riscrive in chiave destrorsa le ballate di Bob Dylan ("Times Are Changing Back") e di Woody Guthrie ("This Land Was Made for Me")...

voto al film: Aquilant assegna il voto buono a Bob Roberts (1992)

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21 aprile 2005 Opinione di rosario su "Bob Roberts"
rosario

Intensa,ottima regia di tim robbins..un film politico,di forte denuncia,sostenuto abilmente da una regia agile e decisa e da uno script di altissima caratura....la descrizione del protagonista,lo stesso robbins,in corsa per il senato..un fascista dalla doppia,intrigante personalita'...veste in jeans e gira con la chitarra,,e' una chiara metafora antipolitica per un robbins democratico impegnato...notevole il cast,con le tante partecipazioni speciali...direttamente da the player..UN FILM DA...

voto al film: rosario assegna il voto buono a Bob Roberts (1992)

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