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Opinione di LadyNequitia su Gangster Story

[Bonnie and Clyde, USA 1967, Gangster, durata 111']   Regia di Arthur Penn
Con Warren Beatty, Faye Dunaway, Gene Hackman, Michael J. Pollard, Estelle Parsons




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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24/03/2010 voto al film: voto ottimo

Sul film

Armata di hard disk esterno e vestaglia ho scelto di godermi un pomeriggio a tutto cinema (auto)segregandomi nella mia squallidissima cameretta in affitto. Scorro rapidamente la lista dei (presunti?) "100 film migliori di tutti i tempi" che ho tra le cartelle e scelgo questo Gangster Story, con la testa vivacemente piena di ben più recenti riminescenze di stoniana memoria. Credo di aver già citato in precedenza e a qualche altro proposito un passo del libro "Porci con le ali", e a costo di ripetermi lo riassumerò ancora: la protagonista Antonia, all'uscita del cinema, riflette su come sia infinitamente inutile sedersi in una sala buia per una qualsiasi pellicola western se una volta usciti non si ha la voglia irrefrenabile di camminare a gambe larghe con le mani alla cintura. Con Gangster Story succede esattamente questo: o si va meno avventurosamente a svaligiare la casa del vicino, o ci si ferma per interi minuti a pensare a quante siano 167 proiettili o si corre ad un motore di ricerca per vedere tutte le foto possibili e reperibili dei due (compreso l'amatoriale girato appena dopo la sparatoria). Warren Beatty e Faye Dunaway sono assolutamente perfetti in ogni espressione come in ogni movimento, rappresentanti squisiti di come un film dei '60/'70 sia sempre completamente riconoscibile. Lei una Bonnie che sembra la Twiggy post-Mary Quant, lui che è già sulla buona strada maschile della tendenza al passaggio dall'immagine di duro senza esitazione e senza sorriso a quella del bel tormentato. Due David di Donatello e due Oscar (con maggior riguardo per quello alla fotografia di Burnett Guffey) più che meritati per una pellicola che sente il peso degli anni ma non ne risulta mai opacizzata o appesantita, ma che al contrario perde lucentezza con una dignità ed un'aura romantica che non fa che accrescere il fascino di ogni singolo fotogramma.


SI

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