Impiegati (1984)
Con Claudio Botosso, Consuelo Ferrara, Elena Sofia Ricci, Luca Barbareschi, Nik Novecento
La trama
Luigi, al suo primo impiego, è assunto in una banca di Bologna. L'ambiente è formato da funzionari che sono per lo più suoi coetanei, con qualche esperienza in più. Sia le relazioni umane che gli intrighi sul posto di lavoro si rivelano ben presto una ragnatela che lo intrappola sempre di più. Alla fine ci scappa anche il morto (un suicidio?), ma apparentemente tutto andrà avanti come prima. Avati si muove tra commedia e dramma, tratteggiando con finezza una serie di ritratti di yuppies da quattro soldi. Assenti i toni a lui più consueti della memoria e della fiaba, ne esce un quadro contemporaneo tanto feroce quanto sfumato.
L'opinione più recente
Di Carlo Ceruti scritta il 30/01/2012
Voto al film: 
- negative [6]
- sufficienti [4]
- positive [3]
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30 gennaio 2012 Opinione di Carlo Ceruti su "Impiegati"
L'idea di base non era male, ma nel complesso il film è andato sprecato. Morde solo a tratti e la noia e la ripetitività si fanno sentire. Tabellino dei punteggi di Film Tv ritmo:2 impegno:2 tensione:2
voto al film: 
27 marzo 2010 Opinione di mm40 su "Impiegati"
Pupi Avati scrive (con il fratello Antonio, anche suo produttore, e Cesare Bornazzini) e dirige questo 'piccolo' (pochi personaggi, trama fatta di situazioni piuttosto ordinarie) e semplice film sul mondo del lavoro impiegatizio negli anni '80, in particolare sul fenomeno degli 'yuppies', i giovani arrivisti figli di buona famiglia. Il protagonista, che non ne fa parte, li osserva muoversi (e mordersi) attorno a sè, ma pur non giudicandoli apertamente, riesce a rimanerne sempre...
voto al film: 
20 dicembre 2009 Opinione di colonel blimp su "Impiegati"
Un Avati solito, con la consueta voglia di raccontare le cose semplici, assieme a un'introspezione grossolana e ad attori in grado di incarnare quell'inconfondibile aria "regionale". Consigliato a chi oggi non può sopportare le interpretazioni concitate degli interpreti drammatici italiani. Voto: 6
voto al film: 
23 ottobre 2009 Opinione di hallorann su "Impiegati"
IMPIEGATI è la storia principalmente di un giovane neolaureato assunto come impiegato di banca, la sua introduzione in un microcosmo di futuri (piccolo) borghesi, le difficoltà, gli incontri, gli scontri e i compromessi per entrare a far parte di un sistema lavorativo e di una categoria, quella impiegatizia. Amori, amicizie sbagliate, incomprensioni, solitudini, arrivismi ed infine definitiva integrazione/rassegnazione. Pupi Avati usa i suoi consueti toni morbidi, affettuosi,...
voto al film: 
15 dicembre 2008 Opinione di teaestefano su "Impiegati"
Ecco il secondo film di quel filone che Avati aveva inaugurato con "Una gita scolastica". E' una pellicola velata di tristezza e mestizia che ritrae l'umanità moderna (non siamo poi tanto diversi rispetto all'84) e le sue piaghe. La vita dell'ufficio è rappresentata in modo realistico, e i personaggi hanno un sapore di particolare realismo e realtà. Avati è senza dubbio un grande osservatore del comportamento umano e sa definire a fondo i suoi personaggi e i loro sentimenti con pochi...
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20 marzo 2007 Opinione di PP su "Impiegati"
Voto 5. Grottesco e surreale, il film si concentra sul tema della incomunicabilità, sviluppato attraverso l’affannosa ricerca condotta dal protagonista di contatti, anzi appigli, con altri esseri umani; l’atmosfera è velatamente angosciata, merito della regia, che è trattenuta e non si abbandona ad alcun eccesso, anche se è vagamente compiaciuta. Ma pesa un senso complessivo di incompiuto, di pessimismo chic, che si rifiuta – in fondo – di prendere una posizione. Un po’ come...
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4 marzo 2007 Opinione di Utente rimosso (buzzin´ fly) su "Impiegati"
Avati riesce a rendere bene il senso di vuoto e il grigiore predominante nella vita di questi impiegati perennemente insoddisfatti e alla ricerca di sensazioni forti; comunque non e' tra i migliori del regista.
voto al film: 
10 febbraio 2007 Opinione di emmepi8 su "Impiegati"
Non credo che si possa catalogare questo film fra le commedie, è un dramma inquadrato in un ambiente piccolo borghese, ma sempre dramma è. Non c'entra niente con le commedie parafantozziane o quasi, ma nasce da un malessere giovanile e corporativo. Un tipo di cinema lontano dai precedenti e successivi film di Avati, con cui faceva sperare molto di più e non con quei fiumiciattoli e rivoli a cui oggi si è adeguato sempre per galleggiare. Evidentemente ha avuto paura di allonarsi dalla...
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5 agosto 2005 Opinione di La Coruna su "Impiegati"
Tutte le volte che riguardo questo film, ho come una sensazione di soffocamento. Potrei definirlo tranquillamente un " horror " per come viene rappresentato l'ambiente nel quale il protagonista - faticosamente - si muove. Con questo film Avati è riuscito ad eternare lo squallore che regna in molti ambienti lavorativi e nel quale i " puri " nuotano con difficoltà.
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