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Aleksandr Nevskij (1938)

[Aleksandr Nevskij, URSS 1938, Storico, durata 97', b/n]   Regia di Sergej M. Ejzenstejn
Con Nikolaj Cerkasov, Nikolaj Okhlopkov, Aleksandr Abrikossov



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Aleksandr Nevskij: assente
Ritmo ritmo in Aleksandr Nevskij: presente
Impegno impegno in Aleksandr Nevskij: molto forte
Tensione tensione in Aleksandr Nevskij: presente
Erotismo erotismo in Aleksandr Nevskij: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Aleksandr Nevskij

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Aleksandr Nevskij (voti: 36 media: 3,83) 36

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La trama

Il principe Alexander Nevskij è incaricato di contrastare l'avanzata dei cavalieri teutoni che minacciano il suolo russo. Elegantissimo saggio storico e pregevole racconto: celeberrima la sequenza della battaglia sul ghiaccio, con la musica di Prokofiev. 

L'opinione più votata

Di ZioMaro scritta il 03/04/2012 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

Dopo un periodo di assenza piuttosto lungo dietro la macchina da presa, nel 1938 Ejzenštejn gira un film-panegirico sul condottiero Alexandr Nevskij, principe di Novgorod e santo della chiesa ortodossa russa, che fu il capostipite della dinastia dei principi di Mosca e dunque uno degli storici fondatori della “grande patria”. In questo risponde alle direttive del regime sovietico, che pretendeva di sovrapporre la figura semi-leggendaria e santificata di Nevskij a quella di Stalin, celebrare la sua personalità e la sua politica “autarchica” e repressiva e inasprire la propaganda anti-nazista. Ma c'è da chiedersi cosa rende “Alexandr Nevskij” un film immortale nelle immagini, pur essendo propagandista e apparendo a tratti verboso nella sua retorica figurativa epica, che forse risulta anche più accentuata rispetto a un tempo dopo la breve permanenza in America. In tempi di imposta estetica di realismo socialista, che prescriveva un recupero delle tradizioni russe, una lettura tendenziosa delle ricostruzioni storiche e un utilizzo ideologico dei mezzi espressivi ai fini di una pretesa rivoluzione permanente, Ejzenštejn riesce a smarcarsi da questi limiti indotti non rinunciando alla personalissima padronanza del mezzo cinematografico. In questo film deve ancora molto al suo cinema muto: per esempio nel montaggio dialettico, oppure, quando si tratta di primi piani, nella direzione espressiva degli attori (caratterizzati in essenziali dettagli del fisico, delle pose e dei modi) in inquadrature che valorizzano il ruolo di ciascuno in relazione alla posizione che occupano nello scenario. Per sottolineare la “statura” di ciascun personaggio, specialmente per l'eroe protagonista, si scelgono inquadrature orientate dal basso. Il senso di un orizzonte epico è dato dai campi lunghissimi sugli sconfinati paesaggi di una Russia medievale (anzi, primitiva) con cui il film esordisce, quando il principe Nevskij riceve nelle proprie terre l'ambasciata dei Mongoli: le vedute, anch'esse ribassate, lasciano ampio spazio ai cieli sotto cui si estenderà un impero, si combatteranno battaglie e si compiranno gesta eroiche. I Teutoni che avanzano minacciano la città di Novgorod e si arringa la folla davanti alla cattedrale di Novgorod; nella città occupata di Pskov gli invasori appiccano roghi e commettono crudeltà nella piazza affollata, mostrate dal regista con la consueta enfasi ancora legata al fare del cinema muto. Tra le scene più belle, dopo quelle di combattimento che assumono un tono invece un po' faceto, la sequenza della disfatta dei Teutoni sul lago ghiacciato, e le immagini del campo al termine della battaglia. I carrelli che mostrano i caduti e i feriti, i sopravvissuti che apprendono della vittoria soccorsi dalle donne: un altro ottimo esempio di retorica (oppure, per chi preferisce, di “potenza”) delle immagini, sulle note commeventi di Prokofiev. E con il sonoro Ejzenštejn non poteva trovare collaboratore migliore, perché le immagini trovano il corrispettivo commento nella colonna sonora magniloquente, caratteristica che è il merito di un grande orchestratore. Il musicista si misura con la composizione delle musiche per la pellicola, mentre il regista sperimenta le nuove frontiere del sonoro.
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SI

Opinioni su Aleksandr Nevskij


3 aprile 2012 Opinione di ZioMaro su "Aleksandr Nevskij"
ZioMaro

Dopo un periodo di assenza piuttosto lungo dietro la macchina da presa, nel 1938 Ejzenštejn gira un film-panegirico sul condottiero Alexandr Nevskij, principe di Novgorod e santo della chiesa ortodossa russa, che fu il capostipite della dinastia dei principi di Mosca e dunque uno degli storici fondatori della “grande patria”. In questo risponde alle direttive del regime sovietico, che pretendeva di sovrapporre la figura semi-leggendaria e santificata di Nevskij a quella di Stalin,...

voto al film: ZioMaro assegna il voto buono a Aleksandr Nevskij (1938)

nessun commento
[utile per 6 utenti]

26 ottobre 2010 Opinione di chribio1 su "Aleksandr Nevskij"
chribio1

sara' anche elegante storia saggistica ma e' assai pesantina da digerire.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Aleksandr Nevskij (1938)



25 ottobre 2010 Opinione di OGM su "Aleksandr Nevskij"
OGM

Un Ejzenstejn epico, che utilizza un contesto bellico medioevale per contrapporre, ancora una volta, la rigida e anonima coreografia del potere al disordinato, ma spontaneo fervore delle masse. Le celate, le croci e le tuniche dei  Cavalieri dell’Ordine Teutonico compaiono al posto degli stivali, dei fucili e delle baionette de La Corazzata Potëmkin: dall’altra parte, un popolo russo di braccianti e pescatori, che combatte con le mazze e con gli arpioni, ma anche con le...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Aleksandr Nevskij (1938)

nessun commento
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23 gennaio 2010 Opinione di mondolariano su "Aleksandr Nevskij"
mondolariano

Propaganda da leccarsi le orecchie. Che l’invasione nazista fossa già stata intuita tre anni prima da Stalin, e che i nazisti avessero a loro volta intuito l’espansione sovietica in Europa, è materia che riguarda il revisionismo storico. Che Stalin non fosse un patriota russo, ma che fu costretto a diventarlo per vincere la guerra, è un dato di fatto incontestabile. Comunque, ciò che importa qui è la maestria con la quale Ejnzenstejn tratta...

voto al film: mondolariano assegna il voto buono a Aleksandr Nevskij (1938)

nessun commento
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28 dicembre 2009 Opinione di Genji su "Aleksandr Nevskij"
Genji

Basterebbe la musica di Prokofiev per rendere questo film meritevole della pazienza necessaria per apprezzarlo nonostante il contenuto e lo stile così lontano da noi.

voto al film: Genji assegna il voto sufficiente a Aleksandr Nevskij (1938)


19 febbraio 2009 Opinione di jonas su "Aleksandr Nevskij"
jonas

Opera di propaganda antinazista realizzata su commissione, e si sente. A parte ciò, tutta la prima parte è statica e poco emozionante; di gran lunga superiore, un vero film nel film, la sequenza della battaglia sul lago Peipus ghiacciato (1242), in cui i russi respinsero l’invasione dei cavalieri teutonici. Cavalieri teutonici che nel film hanno gli elmetti modello Wermacht e gli sguardi tutti uguali, cupi e minacciosi, da veri cattivi.

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Aleksandr Nevskij (1938)



21 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Aleksandr Nevskij"
steno79

Opera di propaganda antinazista realizzata dal regista su espicita richiesta di Stalin, è un film ammirevole soprattutto per la sua bellezza plastica (splendida fotografia di Edvard Tissè) : la sequenza della battaglia sul lago ghiacciato rimane una delle più belle che siano mai state girate nel suo genere, ed è resa ancor più epica dalle magnifiche musiche di Prokofiev, arrivando ad occupare da sola quasi un terzo della durata totale del film. Per il resto, bisogna ammettere che alcune...

voto al film: steno79 assegna il voto buono a Aleksandr Nevskij (1938)


13 agosto 2007 Opinione di robynesta su "Aleksandr Nevskij"
robynesta

Il film si basa sulla forza delle immagini (alcune scene come quadri) e sull'importanza del messaggio. La lunga sequenza della battaglia è grandiosa, epica, ma il film è davvero troppo didascalico per appassionare.

voto al film: robynesta assegna il voto sufficiente a Aleksandr Nevskij (1938)



17 luglio 2007 Opinione di PP su "Aleksandr Nevskij"
PP

Voto 7. Iperbolico nella sua potenza visiva, nella sua esasperata retorica. Il film è evidentemente irreggimentato nella sua glorificazione dei valori della patria, della movimentazione contadina, della figura del condottiero; frontale anche l’attacco alla chiesa cattolica. Nonostante questa così forte pregiudiziale ideologica (meno presente in altri eccezionali film del Maestro russo) resta un film stilisticamente straordinario, un potente documento di un cinema non più possibile ma...

voto al film: PP assegna il voto buono a Aleksandr Nevskij (1938)


24 marzo 2007 Opinione di sasso67 su "Aleksandr Nevskij"
sasso67

L'"Alexander Nevskij" è un poema scritto per lo schermo cinematografico ed è il primo film sonoro del grande regista sovietico. La cosa curiosa è che si tratta di una sorta di film - opera, nel senso che le musiche di Prokofiev sono altrettanto importanti che le immagini (fotografate, ancora una volta in maniera eccezionale da Eduard Tisse), anche se si vede abbastanza chiaramente che le immagini girate da Ejzenstejn sembrano uscite da un film muto: in particolare le scene della battaglia...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Alexander Nevskij (1938)




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