Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
scrivi la tua opinione

Opinione di mondolariano su Aleksandr Nevskij

[Aleksandr Nevskij, URSS 1938, Storico, durata 97', b/n]   Regia di Sergej M. Ejzenstejn
Con Nikolaj Cerkasov, Nikolaj Okhlopkov, Aleksandr Abrikossov




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

Non ancora bookmarkato  
2010-01-23 13:08:30 voto al film: voto buono

Sul film

Propaganda da leccarsi le orecchie. Che l’invasione nazista fossa già stata intuita tre anni prima da Stalin, e che i nazisti avessero a loro volta intuito l’espansione sovietica in Europa, è materia che riguarda il revisionismo storico. Che Stalin non fosse un patriota russo, ma che fu costretto a diventarlo per vincere la guerra, è un dato di fatto incontestabile. Comunque, ciò che importa qui è la maestria con la quale Ejnzenstejn tratta la vicenda portandola nel Medioevo, senza perdersi in inutili divagazioni e puntando tutto sulla semplicità sia delle scene di guerra che dei lunghi preparativi iniziali. Dialoghi laconici, che non dimenticano però la tipica affermazione hitleriana: “Abbattiamo l’orso sovietico finché si trova nella sua tana.”
Ai teutoni spetta una maggiore cura dei dettagli estetici, chiusi nei loro elmi decorati e ricoperti delle loro croci con la benedizione della Chiesa, perfettamente in linea con la politica sovietica che identificava nel nemico non soltanto i tedeschi ma l’intero occidente cristiano.
Alcune scene ristagnano e sono tirate un po’ per le lunghe, ma il grandioso arrivo della cavalleria nemica, il duello tra i due capi e la scenografia del lago ghiacciato con gli alberi mossi dal vento appartengono ormai alla storia dell’arte. Da segnalare, infine, una delle rare musiche da film scritte personalmente da un compositore annoverato tra i grandi della musica classica - in questo caso Prokof’ev - che come Stalin morì nel 1953.      
 


SI

Commenti

Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?


Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?