Il processo (1963)
Con Anthony Perkins, Jeanne Moreau, Romy Schneider, Orson Welles
La trama
Joseph, un anonimo impiegato di banca, viene a sapere che su di lui si sta istruendo un processo. All'inizio pensa a uno scherzo, poi capisce che stanno facendo sul serio. E senza che mai nessuno gli abbia rivelato i capi d'imputazione. Welles, con l'aiuto di una fotografia allucinata e di uno stuolo impeccabile d'attori, compone uno dei suoi migliori film. Tratto dal romanzo di Kafka, che Welles tradisce e rilegge (specie nel finale).
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 03/03/2010 - utile per 16 utenti
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13 settembre 2011 Opinione di steno79 su "Il processo"
Generalmente relegato fra le opere minori di Welles, per una supposta intraducibilità in immagini del romanzo di Kafka a cui si ispira, Il processo è, invece, un adattamento per molti versi rischioso e originale dell'opera letteraria dello scrittore boemo. Qui era inutile aggrapparsi alla fedeltà alla lettera del romanzo, ma la fedeltà allo spirito c'è sicuramente, e la si trova nella logica allucinata della narrazione. Lo stile di Welles resta fedele a un...
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9 luglio 2011 Opinione di emmepi8 su "Il processo"
Il Processo di Kafka non avrei mai pensato che potesse essere portato al cinema se non da Orson Welles, le prove sullo scrittore al cinema sono relativamente poche, mi ricordo di un film non del tutto riuscito di Sodembergh con Jeremy Irons, attore fisicamente giusto, ma film che non è riuscito ad arrivare al cuore delle tematiche proposte. Welles, prendendosi le sue libertà, è riuscito a farci entrare nei meandri e nei corridoi della mente dello scrittore, con un inizio da...
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16 ottobre 2010 Opinione di allanfelix su "Il processo"
Il Processo di Welles, l'oppressione http://ilgemellocattivo.blogspot.com/2010/10/il-processo-di-welles-loppressione.html Considero Rino Gaetano uno dei grandissimi della musica italiana da sempre, tutti i suoi album sono ottimi e ci sono davvero poche canzoni che salto durante l'ascolto. Di certo non vaso sullo skip quando ascolto Jet Set, un pezzo un po' datato perché parla di personaggi che conosco poco come Marina Lante e Gil Cagne' e poi dice ... "Elsa Martinelli, non ha...
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2 aprile 2010 Opinione di Axeroth su "Il processo"
Allucinante, onirico, fuori dagli schemi, fra Dalì e Dorè, fra Escher e Magritte, e in più Kafka, la concezione causa-effetto svanisce, come la scena nel finale. E' difficile spiegare davvero che accade, ma ciò che è certo, è che tutto il film sembra essere la lotta nel subconscio di Joseph K da parte di sè stesso per cercare di uscire da quel labirinto che è la società, il mondo, la cuda realtà, l'eterno ritorno della...
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3 marzo 2010 Opinione di FABIO1971 su "Il processo"
"Questa storia è stata narrata in un romanzo intitolato Il processo: qualcuno ha detto che la sua logica è la logica di un sogno. Di un incubo...". Nella sua allucinata e personale rilettura del capolavoro di Franz Kafka, il genio di Orson Welles non si limita a comporre una moderna e lucida traduzione cinematografica del termine "kafkiano", ma affianca lo smagliante impatto visivo dei barocchismi della messinscena, depurandoli con la classicità...
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3 febbraio 2010 Opinione di jonas su "Il processo"
Liberamente tratto dal romanzo di Kafka, con un prologo corrispondente al raccontino Davanti alla legge. Le ambientazioni, desolate e angoscianti (l’ufficio nella sua squallida vastità, i casermoni della periferia urbana), rendono bene l’atmosfera dell’originale; il protagonista è invece meno remissivo, cerca di chiarire la natura dell’accusa che gli viene lanciata e così riporta il film entro lo schema a inchiesta tipico di Welles. Dopo le...
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28 aprile 2009 Opinione di mm40 su "Il processo"
Ansiogeno e claustrofobico, Welles allestisce un congegno diabolico, una messa in scena piuttosto fedele del romanzo di Kafka che ricrea l'atmosfera cupa ed oppressiva delle pagine del libro. Perkins bravissimo, particina anche per il regista stesso. Sul significato del capolavoro kafkiano è pressochè inutile discutere: metafora dell'incomprensibilità dell'esistenza umana, dell'aggressività del potere o dell'annichilente peso dell'identità in un complesso sociale sordo ed indifferente,...
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25 febbraio 2008 Opinione di sir su "Il processo"
film alla orson..............barocco.......geniale.........pieno di invenzioni alla regia............claustrofobico............perfetto...........frank nè sarebbe stato felice............ grande orson.........ottimo perkins..........da vedere....
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2 dicembre 2007 Opinione di carlos brigante su "Il processo"
Visionario, onirico, cupo, con un'atmosfera oppressiva e claustrofibica. Tale atmosfera è ben resa dallo spazio profondo, ma al tempo steso ben delimitato in ogni sua direzione (...i soffitti....), che fan sì che il protagonista si muova (soprattutto nella prima parte) come un topo in gabbia senza via di scampo. La situazione pare assurda sin dal principio e il protagonista, Anthony Perkins, sembra inizialmente ribellarsi con la sua spavalderia, ma poi poco a poco si immedesima...
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8 febbraio 2007 Opinione di Zarathustra su "Il processo"
Ovvero: quando un genio mette in scena un altro genio!! Welles rilegge Kafka in chiave labirintico/Borgesiana e opprimente/Orwelliana accentuando ancora maggiormente il clima claustrofobico, inquietante e surreale; così facendo è riuscito a rendere al meglio il pensiero e la poetica dell'autore boemo. La lettura di Welles si concentra sull'aspetto onirico e nel racconto/premessa iniziale lo dice chiaramente: "la logica è quella di un sogno"; Kafka è reso nella maniera più sconvolgente...
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