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Il processo (1963)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il processo: assente
Ritmo ritmo in Il processo: forte
Impegno impegno in Il processo: presente
Tensione tensione in Il processo: molto forte
Erotismo erotismo in Il processo: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il processo

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il processo (voti: 37 media: 3,76) 37

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locandina di Il processo

La trama

Joseph, un anonimo impiegato di banca, viene a sapere che su di lui si sta istruendo un processo. All'inizio pensa a uno scherzo, poi capisce che stanno facendo sul serio. E senza che mai nessuno gli abbia rivelato i capi d'imputazione. Welles, con l'aiuto di una fotografia allucinata e di uno stuolo impeccabile d'attori, compone uno dei suoi migliori film. Tratto dal romanzo di Kafka, che Welles tradisce e rilegge (specie nel finale). 

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L'opinione più votata

Di FABIO1971 scritta il 03/03/2010 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto ottimo

"Questa storia è stata narrata in un romanzo intitolato Il processo: qualcuno ha detto che la sua logica è la logica di un sogno. Di un incubo...". Nella sua allucinata e personale rilettura del capolavoro di Franz Kafka, il genio di Orson Welles non si limita a comporre una moderna e lucida traduzione cinematografica del termine "kafkiano", ma affianca lo smagliante impatto visivo dei barocchismi della messinscena, depurandoli con la classicità stilistica del suo cinema, alla rappresentazione, mutuata dall'Espressionismo tedesco, di un universo sul baratro dell'apocalisse, allucinante, spettrale e claustrofobico, che i virtuosismi mozzafiato della regia amplificano fino a sublimarlo in una teorizzazione estetica della follia e della raggelante ineluttabilità del Caos, un dolente e disperato requiem per l'uomo moderno oppresso dal totalitarismo del Potere: nel mondo sconvolto e sconvolgente in cui il protagonista Josef K. conduce la sua anonima esistenza, l'incubo in cui precipita improvvisamente (la polizia gli piomba in casa a consegnargli un atto di comparizione in tribunale, si ritrova imputato, e poi condannato, in un processo senza che nessuno gliene sappia comunicare i motivi) e che lo condurrà, sempre più agonizzante, fino alla morte, viene dipinto da Welles con ipnotiche movenze, tra sfondi surreali (soffitti bassissimi, prospettive distorte, labirintici corridoi) e deviazioni oniriche, estremizzando il fatalismo di Kafka in un angosciante crescendo drammaturgico che solo nel finale viene lasciato deflagrare, travolgendo definitivamente l'insignificanza degli uomini e le storture opprimenti della società. Girato a budget ridotto tra Zagabria, Parigi e Roma, aperto da una sequenza animata (realizzata da Alexander Alexeieff e Claire Parker con la tecnica dello schermo di spilli retrattili, con cui l'illusione del movimento dell'immagine era ottenuto, grazie al sapiente uso dell'illuminazione, attraverso le ombre proiettate dagli spilli) e concluso dalla devastazione di un'esplosione atomica, Il processo contrappunta, poi, gli scarti nell'Assurdo delle pagine di Kafka accompagnando il peso della tragedia con la leggerezza dell'humour nero ed il gusto grottesco del paradosso, col risultato di accentuarne ancor di più l'asfissiante insostenibilità emotiva. Di potente suggestione e magistrale resa spettacolare, infine, il décor visivo in cui Welles immerge i suoi personaggi, dalla cura maniacale nella composizione delle inquadrature, al sontuoso cast d'interpreti (Anthony Perkins, Romy Schneider, Jeanne Moreau, Akim Tamiroff, lo stesso Orson Welles, Elsa Martinelli, Arnoldo Foà), dalle ombre inquietanti evocate dalla magnifica fotografia di Edmond Richard, al fascino struggente dell'Adagio per archi e organo in sol minore di Tomaso Albinoni in colonna sonora e alle straordinarie scenografie curate da Jean Mandaroux. Un capolavoro tragicamente moderno.
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SI

Opinioni su Il processo


13 settembre 2011 Opinione di steno79 su "Il processo"
steno79

Generalmente relegato fra le opere minori di Welles, per una supposta intraducibilità in immagini del romanzo di Kafka a cui si ispira, Il processo è, invece, un adattamento per molti versi rischioso e originale dell'opera letteraria dello scrittore boemo. Qui era inutile aggrapparsi alla fedeltà alla lettera del romanzo, ma la fedeltà allo spirito c'è sicuramente, e la si trova nella logica allucinata della narrazione. Lo stile di Welles resta fedele a un...

voto al film: steno79 assegna il voto buono a Il processo (1963)

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9 luglio 2011 Opinione di emmepi8 su "Il processo"
emmepi8

Il Processo di Kafka non avrei mai pensato che potesse essere portato al cinema se non da Orson Welles, le prove sullo scrittore al cinema sono relativamente poche, mi ricordo di un film non del tutto riuscito di Sodembergh con Jeremy Irons, attore fisicamente giusto, ma film che non è riuscito ad arrivare al cuore delle tematiche proposte. Welles, prendendosi le sue libertà, è riuscito a farci entrare nei meandri e nei corridoi della mente dello scrittore, con un inizio da...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Il processo (1963)

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16 ottobre 2010 Opinione di allanfelix su "Il processo"
allanfelix

Il Processo di Welles, l'oppressione http://ilgemellocattivo.blogspot.com/2010/10/il-processo-di-welles-loppressione.html Considero Rino Gaetano uno dei grandissimi della musica italiana da sempre, tutti i suoi album sono ottimi e ci sono davvero poche canzoni che salto durante l'ascolto. Di certo non vaso sullo skip quando ascolto Jet Set, un pezzo un po' datato perché parla di personaggi che conosco poco come Marina Lante e Gil Cagne' e poi dice ... "Elsa Martinelli, non ha...

voto al film: allanfelix assegna il voto ottimo a Il processo (1963)

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2 aprile 2010 Opinione di Axeroth su "Il processo"
Axeroth

Allucinante, onirico, fuori dagli schemi, fra Dalì e Dorè, fra Escher e Magritte, e in più Kafka, la concezione causa-effetto svanisce, come la scena nel finale. E' difficile spiegare davvero che accade, ma ciò che è certo, è che tutto il film sembra essere la lotta nel subconscio di Joseph K da parte di sè stesso per cercare di uscire da quel labirinto che è la società, il mondo, la cuda realtà, l'eterno ritorno della...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a Il processo (1963)

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3 marzo 2010 Opinione di FABIO1971 su "Il processo"
FABIO1971

"Questa storia è stata narrata in un romanzo intitolato Il processo: qualcuno ha detto che la sua logica è la logica di un sogno. Di un incubo...". Nella sua allucinata e personale rilettura del capolavoro di Franz Kafka, il genio di Orson Welles non si limita a comporre una moderna e lucida traduzione cinematografica del termine "kafkiano", ma affianca lo smagliante impatto visivo dei barocchismi della messinscena, depurandoli con la classicità...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto ottimo a Il processo (1963)

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3 febbraio 2010 Opinione di jonas su "Il processo"
jonas

Liberamente tratto dal romanzo di Kafka, con un prologo corrispondente al raccontino Davanti alla legge. Le ambientazioni, desolate e angoscianti (l’ufficio nella sua squallida vastità, i casermoni della periferia urbana), rendono bene l’atmosfera dell’originale; il protagonista è invece meno remissivo, cerca di chiarire la natura dell’accusa che gli viene lanciata e così riporta il film entro lo schema a inchiesta tipico di Welles. Dopo le...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Il processo (1963)



28 aprile 2009 Opinione di mm40 su "Il processo"
mm40

Ansiogeno e claustrofobico, Welles allestisce un congegno diabolico, una messa in scena piuttosto fedele del romanzo di Kafka che ricrea l'atmosfera cupa ed oppressiva delle pagine del libro. Perkins bravissimo, particina anche per il regista stesso. Sul significato del capolavoro kafkiano è pressochè inutile discutere: metafora dell'incomprensibilità dell'esistenza umana, dell'aggressività del potere o dell'annichilente peso dell'identità in un complesso sociale sordo ed indifferente,...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a Il processo (1963)

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25 febbraio 2008 Opinione di sir su "Il processo"
sir

film alla orson..............barocco.......geniale.........pieno di invenzioni alla regia............claustrofobico............perfetto...........frank nè sarebbe stato felice............ grande orson.........ottimo perkins..........da vedere....

voto al film: sir assegna il voto buono a Il processo (1963)



2 dicembre 2007 Opinione di carlos brigante su "Il processo"
carlos brigante

Visionario, onirico, cupo, con un'atmosfera oppressiva e claustrofibica. Tale atmosfera è ben resa dallo spazio profondo, ma al tempo steso ben delimitato in ogni sua direzione (...i soffitti....), che fan sì che il protagonista si muova (soprattutto nella prima parte) come un topo in gabbia senza via di scampo. La situazione pare assurda sin dal principio e il protagonista, Anthony Perkins, sembra inizialmente ribellarsi con la sua spavalderia, ma poi poco a poco si immedesima...

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a Il processo (1963)

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8 febbraio 2007 Opinione di Zarathustra su "Il processo"
Zarathustra

Ovvero: quando un genio mette in scena un altro genio!! Welles rilegge Kafka in chiave labirintico/Borgesiana e opprimente/Orwelliana accentuando ancora maggiormente il clima claustrofobico, inquietante e surreale; così facendo è riuscito a rendere al meglio il pensiero e la poetica dell'autore boemo. La lettura di Welles si concentra sull'aspetto onirico e nel racconto/premessa iniziale lo dice chiaramente: "la logica è quella di un sogno"; Kafka è reso nella maniera più sconvolgente...

voto al film: Zarathustra assegna il voto buono a Il processo (1963)

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