Io sono un evaso (1932)
Con Paul Muni, Glenda Farrell, Helen Vinson, Noel Francis
La trama
Benché innocente, viene condannato ai lavori forzati, ma riesce a evadere. Fuori è però costretto a vivere nel crimine. Un capolavoro costruito con crudezza quasi documentaristica. Indimenticabile l'interpretazione di Paul Muni.
L'opinione più votata
Di Grace Margaret Mulligan scritta il 30/04/2009 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
25 luglio 2010 Opinione di sasso67 su "Io sono un evaso"
Impietosa descrizione delle Americhe (ogni Stato dell’Unione sembra un mondo a sé) del post Prima Guerra Mondiale: emergono la superficialità della giustizia, la crudeltà degli istituti di pena, la miseria della Depressione (si vedano le croci di guerra al monte dei pegni), la difficoltà di farsi strada nella terra delle libertà. A questo si aggiunge l’ineluttabilità di un destino segnato, che perseguita il protagonista dovunque vada,...
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7 gennaio 2010 Opinione di ethan su "Io sono un evaso"
Straordinario film della Hollywood dei tempi d'oro, ancora modernissimo, nonostante i quasi ottant'anni. Ritmo infernale, nessuna concessione melò e un protagonista, Paul Muni, decisamente eccezionale. Le due fughe filmate con grande perizia tecnica e indimenticabile la scena finale con l'evaso che, immerso nell'oscurità, alla domanda dell'amata 'Come vivi?', risponde sconsolato 'Rubo' mentre fugge via. Film visto in v.o. Voto: 9.
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20 novembre 2009 Opinione di michel su "Io sono un evaso"
LA SOGLIA Il calvario di un uomo ingiustamente condannato per rapina, stritolato da un ingranaggio giudiziario arbitrario e feroce. È un film sull’individualismo, molto critico nei confronti delle istituzioni di cui condanna le possibili derive. “Io sono un evaso” racconta l’inferno carcerario con un realismo non usuale e senza bisogno di calcare la mano si rivela molto più efficace di film blasonati ma indeboliti dal divismo dei loro interpreti...
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5 agosto 2009 Opinione di FABIO1971 su "Io sono un evaso"
Un appassionato capolavoro di crudo realismo, in perfetto equilibrio tra dramma carcerario e denuncia sociale, tratto dagli scritti autobiografici di Robert E. Burns: sorretto da una regia di vibrante efficacia espressiva e squisita raffinatezza formale (splendida la fotografia di Sol Polito), teso ed implacabile nell'andamento della narrazione, evita i rischi della retorica descrivendo con stile quasi documentaristico l'angosciante...
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25 luglio 2009 Opinione di emmepi8 su "Io sono un evaso"
il capostipite del genere Prison Movie, enon solo per films americani, ma della cinematografia in genere; ha tutti i germi che poi si svilupperanno in varie altre situazioni cinematografiche. Siamo nei lontanissimi anni 1932, eppure il film, a parte qualche sentimentale, è modernissimo ed in più deriva dal momento milgiore del cinema muto, puntando su una fotografia indirizzata ai movimenti ed alle espressioni forti, che qui sono necessarie, e...
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23 maggio 2009 Opinione di jonas su "Io sono un evaso"
Tornato dalla prima guerra mondiale con grandi ambizioni, un uomo abbandona l’impiego che aveva e va in cerca di fortuna. Finisce quasi subito a fare il barbone, poi rimane coinvolto senza colpa in una rapina finita col morto e viene condannato a dieci anni di lavoro forzati. Riesce a evadere, e questa volta gli va meglio: passo dopo passo si fa una posizione nel campo dell’edilizia, realizzando il suo sogno. Però la padrona di casa, che ha scoperto il suo passato, col...
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30 aprile 2009 Opinione di Grace Margaret Mulligan su "Io sono un evaso"
Grande film di LeRoy, un perfetto mixdi noir, dramma e denuncia sociale. L'uomo imprigionato nella sua cella, prima piccola e con le sbarre in un tetro penitenziario e poi sempre più grande fino ad arrivare alle dimensioni della vita stessa. Dalla prigione di se stessi non si esce. Da brividi gli ultimi fotogrammi, pazzia e dramma purissimi.
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10 marzo 2009 Opinione di Dalton su "Io sono un evaso"
Amarissimo pamphlet anticarcerario di rara intensità, un'oasi nella cinematografia dell'epoca. Analogico e vorticoso, nemmeno fosse un film del miglior Fritz Lang, è un invito universale a non cedere alle garanzie "verba volant" delle istituzioni e a non basare il proprio destino sui compromessi. Gli ufficiali armati non sono più semplici macchiette come lo erano nelle comiche di Mack Sennett, bensì veri e propri aguzzini; il singolo e la comunità restano schiacciati da una macchina...
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27 ottobre 2008 Opinione di teaestefano su "Io sono un evaso"
E' un film di grande impatto, che incatena fin da subito lo spettatore, il quale finisce per partecipare emotivamente alle sorti del protagonista. E' tratto da un romanzo autobiografico. La narrazione è molto veloce e compressa, poiché racconta in neanche un ora e mezza diversi anni della vita del protagonista, con tutte le vicissitudini che ebbe. Rimane impressa la rappresentazione dei campi di lavori forzati che allora (e oggi?) si trovavano negli Stati Uniti, con il lavoro spossante, il...
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11 luglio 2008 Opinione di HarryLime su "Io sono un evaso"
Straordinario film di denuncia delle condizioni disumani della carceri statunitensi degli anni '30 (solo?), dall'eccellente tenuta narrativa, con un grande Paul Muni e un finale che rimane impresso nella mente e nel cuore.
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