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Sciopero (1924)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Sciopero: assente
Ritmo ritmo in Sciopero: forte
Impegno impegno in Sciopero: molto forte
Tensione tensione in Sciopero: forte
Erotismo erotismo in Sciopero: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Sciopero

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Sciopero (voti: 21 media: 4,33) 21

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La trama

Ejzenstejn mette in scena le lotte operaia nella Russia dello Zar e inventa l'estetica del cinema.

In una fabbrica della Russia zarista il suicidio di un operaio ingiustamente punito provoca lo sciopero dei suoi compagni, già in subbuglio per le durissime condizioni di lavoro e l'esiguità dei salari. I padroni non trattano, gli scioperanti impegnano o vendono i loro miseri averi, la polizia tenta in ogni modo di rompere il fronte dei lavoratori. Alla fine avviene un massacro di uomini, donne, bambini. È la prima regia di S. M. Ejzenstejn: innovativa, epica, di grande impatto figurativo. Autentica protagonista è la massa, il lavoro sperimentale sul montaggio è agli inizi ma già preannuncia i capolavori successivi. 

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 11/05/2009 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto ottimo

Il volto in negativo del film è una sinistra e tronfia caricatura del potere capitalistico e militare, dedito allo sfruttamento e all'oppressione; ad essa fa da contorno la ridicolizzazione dei suoi gregari, tramite l'accostamento fisiognomico ad animali selvatici. Le spie del regime sono equiparate a bestie di un serraglio. Il movimento è concitato ma ordinato, sviluppato su più piani, in un saliscendi di persone che riproduce il funzionamento dei grandi macchinari industriali. Gli uomini arrampicati sulle strutture metalliche sono l'emblema della rivoluzione industriale: la fusione tra uomo e macchina realizza un ingranaggio produttivo che mette in moto anche i meccanismi del pensiero, innescando quei processi mentali ed ispirando quelle iniziative capaci di generare svolte storiche. L'arrampicata diviene allora ascesa e infine conquista: gli scioperanti che si passano la voce da un lato all'altro della fabbrica sono la metafora del modo in cui, nel popolo, si diffondono le idee politiche, dando vita ad un'azione concertata. Il treno e il serpentone umano sono le forme in cui, nel film di Ejzenstejn (vedi, soprattutto, "Ottobre") la fiumana della rivoluzione si fa avanti nel mondo: un flusso inarrestabile, eppure diretto e disciplinato, secondo il principio leninista della massa come entità che trae la propria forza dall'organizzazione. Il corteo dei manifestanti è come una valanga, che si ingrossa mano a mano che progredisce, mettendo sottosopra il paesaggio. I primi giorni dello sciopero sono quiete laboriosa per gli operai, rabbioso ozio per i dirigenti: un contrasto che Ejzenstejn gestisce con scrupolo pittorico verso i personaggi, le ambientazioni e gli oggetti. I lavoratori vivono una pace allegra e quasi bucolica nelle loro piccole case affollate, mentre i padroni affondano nella desolazione del loro impero muto e deserto. Le architetture fredde e vuote si contrappongono alle ambientazioni campestri, popolate dagli operai, e alle loro modeste stanze, in cui, però, anche la povertà delle cose è colore e movimento. La fame ha una dignità drammatica di fronte alla quale il lusso si riduce ad un trastullo giullaresco. La classe operaia appare dotata di una vitalità aperta e combattiva che attraversa tutti gli stati dell'essere, ossia la rabbia, la gioia, il dolore, mentre sull'altro lato della barricata si compiono solo sterili atti burocratici e si ordiscono vili e macchinosi sotterfugi. I due operai in fuga sono assai più furbi e veloci della spia che li bracca; e gli scioperanti sono abbastanza avveduti da non cadere nel tranello teso loro da un gruppuscolo di provocatori prezzolati usciti da una sorta di corte dei miracoli. L'essenza portante di questo film è il tumulto, che è peso in movimento, lotta ed invasione, ed è, pertanto, l'immagine della incontrastabile pressione della storia. Questa non è un'astratta spinta ideologica, bensì un impeto in carne ed ossa, che, in quanto tale, può essere represso solo lacerando la carne e spezzando le ossa.
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SI

Opinioni su Sciopero


11 maggio 2009 Opinione di OGM su "Sciopero"
OGM

Il volto in negativo del film è una sinistra e tronfia caricatura del potere capitalistico e militare, dedito allo sfruttamento e all'oppressione; ad essa fa da contorno la ridicolizzazione dei suoi gregari, tramite l'accostamento fisiognomico ad animali selvatici. Le spie del regime sono equiparate a bestie di un serraglio. Il movimento è concitato ma ordinato, sviluppato su più piani, in un saliscendi di persone che riproduce il funzionamento dei grandi macchinari industriali. Gli...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Sciopero (1924)

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21 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Sciopero"
steno79

Primo film di Ejzenstejn, rimane fra i migliori del cinema muto : è un'opera giovanile, piena di foga e d'energia, straripante di immagini organizzate in un montaggio frenetico, meno disciplinato di quello del Potemkin. La vicenda è semplice e ridotta alle sue componenti mitiche : la massa indistinta degli operai è la protagonista del film, in opposizione ai borghesi capitalisti resi in maniera caricaturale e leggermente sopra le righe. Il soffio epico è...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a Sciopero (1924)

1 commento
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27 agosto 2007 Opinione di mmciak su "Sciopero"
mmciak

"Sciopero" diretto nel 1924 da Sergej M. Ejzenstejn, devo dire che non esagero definendolo un capolavoro della settima arte. La storia tratta che in una fabbrica della Russia zarista il suicidio di un operaio ingiustamente accusato di un furto provoca lo sciopero dei suoi compagni, già in subbuglio per le durissime condizioni di lavoro e l'esiguità dei salari. La pellicola è l'esordio folgorante di quello che sarebbe diventato un maestro del Cinema cioè Sergej M....

voto al film: mmciak assegna il voto ottimo a Sciopero (1924)

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19 marzo 2007 Opinione di PP su "Sciopero"
PP

Voto 7. Il film ha più di 80 anni e quindi il giudizio deve almeno in qualche misura essere storicizzato. Intendiamoci: il film è una discreta polpetta, anche se dura poco più di un’ora. Con gli occhi di oggi assume rilievo non tanto per quello che racconta ma soprattutto per come lo racconta. Nonostante la semplicità della storia, la narrazione non è affatto lineare ed è anzi spudoratamente anticonvenzionale. Si susseguono creazioni visive ricche di forza suggestiva; la sensazione...

voto al film: PP assegna il voto buono a Sciopero (1924)



13 febbraio 2007 Opinione di scandoniano su "Sciopero"
scandoniano

Nella Russia che precede la famosa “Rivoluzione di Ottobre”, all’interno di una delle tante fabbriche, scoppia una rivolta. Uno degli operai, ingiustamente accusato di furto, si impicca, ed i suoi compagni, per vendicarlo, decidono di scioperare. I capitalisti, con l’aiuto della polizia, reprimeranno lo sciopero, facendo finire la vicenda nel sangue. Primo lungometraggio di Ejzenstein (anche se per gli standard attuali sarebbe un mediometraggio). Questo “Stacka”, nel 1924, è il...

voto al film: scandoniano assegna il voto buono a Sciopero (1924)


5 febbraio 2007 Opinione di chribio1 su "Sciopero"
chribio1

film che pensavo una pallosita' enorme (come molti films russi),ma che ha nell'insieme un'interessante sviluppo e si fa abbastanza tranquillamente guardare.certo,ci sono dei pezzi un po' noiosetti ma si puo' tranquillamente sorvolarci sopra.voto.6.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto nd a Sciopero (1924)



30 settembre 2004 Opinione di valien88 su "Sciopero"
valien88

Grande Ejzenstejn. Un miliardo di geniali soluzioni visive e un montaggio da applauso.

voto al film: valien88 assegna il voto buono a Sciopero (1924)


28 marzo 2004 Opinione di mise en scene 88 su "Sciopero"
mise en scene 88

Primo lungometraggio di Sergej M. Ejzenštejn. Un film prettamente sperimentale , basato sul principio della massa protagonista. Buon montaggio.

voto al film: mise en scene 88 assegna il voto buono a Sciopero (1924)



17 marzo 2004 Opinione di ed wood su "Sciopero"
ed wood

il primo film di Eisenstein e' in bilico fra tradizione narrativa e sperimentalismo linguistico. Montaggio frenetico, uso dello spazio decisamente in anticipo sui tempi, sequenze di forte impatto epico, ma anche momenti di fiacca (specie nella seconda parte). Le metafore ci sono, anche se l'impianto generale dell'opera e' in gran parte realistico. Caso raro di film i cui protagonisti non sono individui ma classi sociali: l'intero universo della societa' capitalista (e di quella comunista...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a Sciopero (1924)


20 novembre 2003 Opinione di Dr.Lynch su "Sciopero"
Dr.Lynch

caspita, non pensavo fosse così. mi aspettavo un mattone pesante da digerire invece...tanto di cappello

voto al film: Dr.Lynch assegna il voto buono a Sciopero (1924)




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