La zingara rossa (1957)
Con Melina Mercouri, Keith Michell, Patrick McGoohan
La trama
Agli inizi dell'Ottocento sir Paul Deverill, che intende sposare la figlia di un ricco vicino per rimpinguare le sue fortune in via di esaurimento, incontra Belle, una zingara, e se ne innamora follemente. Questa, credendolo ricco, lo induce a lasciare la fidanzata e a sposarla, ma quando si rende conto di come stanno veramente le cose, progetta di rifarsi sulla sorella di Paul, che è in attesa di una cospicua eredità.
Delirante rivisitazione mélo, diretta sopra le righe e con mano sicura da Losey, ai suoi primi tentativi in Inghilterra dopo essere emigrato dagli Usa per ragioni politiche.
L'opinione più votata
Di angelina scritta il 2011-06-04 15:57:00 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Nell'Inghilterra della Reggenza,il nobile decaduto Paul Deverill (Keith Mitchell),fidanzato senza amore alla ricca e gentile Vanessa Ruddock,dopo aver dilapidato le sue sostanze al gioco e alle scommesse,vive nella proprietà di famiglia,ipotecata,con la sorella Sarah (June Laverick),che vorrebbe sposare il medico John Patterson contro la volontà del fratello,che auspica per lei un matrimonio più prestigioso.
Durante un incontro di pugilato,Paul incrocia per caso l'impetuosa e spavalda zingara Belle (Melina Mercouri),che si aggira da quelle parti per fare qualche borseggio insieme al suo complice e amante Jess (Patrick McGohan), e ne rimane subito affascinato.
La sera stessa,mentre fratello e sorella rientrano a casa sotto una pioggia scrosciante,Belle ferma con un pretesto la carrozza e riesce facilmente a farsi ospitare per la notte.
Credendolo molto ricco,la gitana (e il suo complice) conta sul suo fascino per carpirgli del denaro.
Completamente asservito alla sua prorompente sensualità,dopo poco tempo,Paul Deverill la sposa,mentre Jess si offre come stalliere per tenere sotto controllo l'intrigo.
La sorella Sarah,in aperto conflitto con i modi tirannici della cognata,le rivela la precaria situazione finanziaria del fratello e abbandona la casa per raggiungere a Londra il fidanzato,facendosi ospitare da Mrs.Haggard (Flora Robson),famosa attrice di teatro e sua cara amica.
Muore una vecchia e ricchissima zia lasciando tutto il patrimonio alla nipote,con la clausola che si sposi entro il ventunesimo anno di età e con la complicità del losco avvocato testamentario Belle induce il marito a ordire un inganno contro la sorella per impossessarsi della sua eredità.
In stato di totale ubriachezza e plagiato dalla moglie,Paul firma il consenso per farla rinchiudere in un istituto per malati di mente e solo il tempestivo intervento di Mrs.Hoggard e del fidanzato riusciranno a salvarla.
Consapevole del suo degrado fisico e morale,dopo aver scoperto l'amore che lega Belle al suo complice e amante,Paul Deverill la trascina con sè verso una tragica fine.
Tratto dal romanzo "Darkness I leave you" di Nina Warner Hooken e sceneggiato da Janet Green,"The Gypsy and the Gentleman",quarto film girato da Joseph Losey in Inghilterra,dopo aver lasciato gli Stati Uniti per motivi politici,è un melodramma "barocco e fiammeggiante",che sotto l'apparente costruzione romantico sentimentale,disvela nella sottotrama alcune precise scelte stilistiche propriamente loseyane,che anticipano film successivi,di ben più complessa struttura,come "Eva" (1962).
Dal tema della decadenza morale di una classe sociale,ben rappresentata dal nobile debosciato Paul Deverill ,all'asservimento sessuale che lega inesorabilmente Paul a Belle e Belle al suo complice e amante, "in una dinamica amorosa dove l'oppresso e l'oppressore possono anche scambiarsi i ruoli,ma entrambi restano all'interno di un cerchio che è impossibile spezzare per ritrovare la libertà." (Angelo Moscariello),secondo una logica di sopraffazione che Losey riprenderà nella trilogia pinteriana.
Alla fastosità visiva (sottolineata da un technicolor d'impronta quasi hollywoodiana) de "La zingara rossa",contribuiscono la recitazione istintiva e sopra le righe dell'affascinante Melina Mercouri e la ricostruzione ambientale del periodo della Reggenza inglese che attinge (soprattutto nella delineazione dei personaggi di contorno) alla ritrattistica acuta e mordace di Thomas Rowlandson ,mentre il commento musicale di Hans May,che in una prima versione Losey avrebbe voluto funzionale a precise scelte stilistiche,venne successivamente composto,per volere della produzione,con una partitura più affine a timbri romantico sentimentali.
Resta però,come segno distintivo della radicale originalità di un regista come Joseph Losey,il bellissimo e tragico epilogo,(molto elogiato da Jacques Lourcelles),che chiude con forza dirompente una mise en scène di duplice lettura.
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2011-06-04 15:57:00 Opinione di angelina su "La zingara rossa"
Nell'Inghilterra della Reggenza,il nobile decaduto Paul Deverill (Keith Mitchell),fidanzato senza amore alla ricca e gentile Vanessa Ruddock,dopo aver dilapidato le sue sostanze al gioco e alle scommesse,vive nella proprietà di famiglia,ipotecata,con la sorella Sarah (June Laverick),che vorrebbe sposare il medico John Patterson contro la volontà del fratello,che auspica per lei un matrimonio più prestigioso. Durante un incontro di pugilato,Paul incrocia per caso...
voto al film: 
2011-06-03 17:52:23 Opinione di chribio1 su "La zingara rossa"
drammone un po' strappalacrime in qualche punto ma che e' interessante solo negli ultimi secondi quando succede l'irreparabile e anche choccante finale.voto.5.
voto al film: 
2011-06-03 16:51:52 Opinione di Mazinho su "La zingara rossa"
Film mediocre, a mio giudizio... La storia è piuttosto banale e non decolla neanche verso la fine; attori non di livello eccelso...
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