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Sedotta e abbandonata (1963)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Sedotta e abbandonata: presente
Ritmo ritmo in Sedotta e abbandonata: presente
Impegno impegno in Sedotta e abbandonata: minimo
Tensione tensione in Sedotta e abbandonata: assente
Erotismo erotismo in Sedotta e abbandonata: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Sedotta e abbandonata

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Sedotta e abbandonata (voti: 44 media: 4,09) 44

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La trama

Il fidanzato della sorella la seduce e il padre pretende le nozze riparatrici.

Agnese, sedici anni, viene sedotta dal fidanzato della sorella Matilde. Il babbo pretende le nozze riparatrici, ma il seduttore nicchia. Costretto con le maniere forti, quando l'uomo accetta è Agnese a rifiutare. Il gentore non demorde e la giovane minaccia di rinchiudersi in convento.  

Il film cercò di bissare il grande successo di "Divorzio all'italiana", sempre di Germi. Le concessioni al macchiettismo da commedia nostrana finiscono per essere, nelle mani dell'autore, addirittura funzionali all'equilibrio del racconto. Il personaggio di Leopoldo Trieste, "simpatizzante" (e non esperto) di pastasciutte, è memorabile, come tutte le macchiette e i personaggi secondari.

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 02/05/2011 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto ottimo

L’Onore come valore arcaico e paesano. In una Sicilia cotta dal sole e dall’arretratezza, e verniciata col bianco accecante dell’ipocrisia, Pietro Germi ambienta una commedia esplosiva e furiosa, al limite della follia. A scatenare il delirio è, per don Vincenzo Ascalone e famiglia, l’incubo di perdere la rispettabilità, di essere esposti al pubblico ludibrio in seguito alla gravidanza della figlia sedicenne, che rischia di non essere rimediata dalle classiche nozze riparatrici.  L’incombente scandalo è come un uragano, che si abbatte, su un piccolo centro rurale dell’agrigentino, con la potenza di una maledizione, e trascina tutti i suoi abitanti nel perverso rito collettivo delle finzioni e dei sotterfugi, dei complotti e delle chiacchiere, delle messe in scena organizzate come spettacoli di piazza.  La legge, la religione e la giustizia rimangono sullo sfondo, a far da imbelle cornice ad un mondo in cui l’unica regola vigente è quella di fare ma non dire, di essere ma dissimulare. Il gioco delle parti, su cui si regge il funzionamento della società, è imbrigliato in principi paradossali, che sembrano creati ad arte per impedire un qualunque sviluppo, e prevenire il possibile intervento critico e costruttivo della logica e della ragione. Tutto, a cominciare dal rapporto tra i sessi,  è paralizzato dalla statica contrapposizione tra tesi e antitesi, che rimangono ferme, a guardarsi da lontano, senza mai interagire per dar luogo ad una sintesi: la norma secondo cui “è diritto dell’uomo chiedere, ma è dovere della donna rifiutarsi” è un ossimoro morale che magnificamente riassume questo stato di cose, in cui il rigore e la sicurezza si identificano con un’opprimente rigidità di facciata.  Lo spirito vagamente allucinato, che fa da contrappunto a questa storia di uomini urlanti e donne piangenti, è l’espressione di un’umanità disorientata ed errabonda, che si smarrisce nei meandri degli obblighi e dei divieti, in cui il lato pubblico e quello privato si confondono e si contraddicono a vicenda.  Sedotta e abbandonata dipinge un grandioso ritratto di una Sicilia pervasa da un pirandelliano senso del contrario e del così è se vi pare, dove no significa sì e viceversa. E, intorno a questa doppiezza forzata, che stordisce e fa impazzire, costruisce un magistrale intreccio narrativo in cui ogni svolta è prodotta da un inceppamento dell’ingombrante ingranaggio complessivo, che è antico, e per questo arrugginito, e colossale, e per questo inamovibile.
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SI

Opinioni su Sedotta e abbandonata


14 maggio 2011 Opinione di bukowski91 su "Sedotta e abbandonata"
bukowski91

Un documento importantissimo sui nostri costumi di un tempo(non è che adesso siano molto migliorati). Germi ci raffigura nuovamente la Sicilia dopo "Divorzio all'italiana", stavolta però per i preparativi di un matrimonio e non per un divorzio. Se in "Divorzio all'italiana" c'era già una grande cattiveria qui siamo a livelli molto superiori, gli unici difetti sono forse le troppe macchiette. Un padre che vuole nascondere lo stato di gravidanza della propria figlia per...

voto al film: bukowski91 assegna il voto buono a Sedotta e abbandonata (1963)

2 commenti
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2 maggio 2011 Opinione di OGM su "Sedotta e abbandonata"
OGM

L’Onore come valore arcaico e paesano. In una Sicilia cotta dal sole e dall’arretratezza, e verniciata col bianco accecante dell’ipocrisia, Pietro Germi ambienta una commedia esplosiva e furiosa, al limite della follia. A scatenare il delirio è, per don Vincenzo Ascalone e famiglia, l’incubo di perdere la rispettabilità, di essere esposti al pubblico ludibrio in seguito alla gravidanza della figlia sedicenne, che rischia di non essere rimediata...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Sedotta e abbandonata (1963)

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27 aprile 2010 Opinione di Baliverna su "Sedotta e abbandonata"
Baliverna

E' fatto benino e spigliato, ma, soprattutto nella seconda parte, i toni si fanno eccessivi e la farsa è dietro l'angolo. Germi iniziava in quegli anni ad avere il dente avvelenato col matrimonio, la famiglia, e il cattolicesimo, e dal film tutti e tre ne escono fatti a pezzi. Sinceramente io non c'ero in Sicilia negli anni '60 (e neppure altrove), ma mi pare che, pur in presenza di certe reali storture nei costumi sociali, il film picchi all'impazzata e decisamente troppo. Si pensi...

voto al film: Baliverna assegna il voto sufficiente a Sedotta e abbandonata (1963)


21 febbraio 2010 Opinione di Antonio08 su "Sedotta e abbandonata"
Antonio08

Un atto di seduzione. Su questa "semplice" tesi il grande Pietro Germi inventa un film capolavoro ambientandolo in una Sicilia che qui rappresenta il senso ipocrita dellìintera società. Film-denuncia, quindi, di un'interessata ipocrisia insinuata anche e soprattutto ai più alti livelli d'una società in quanto stabilitasi in istituzione di comunità, nella quale dovrebbero valere beni e interessi comuni. Germi inventa personaggi favolosi affidandone...

voto al film: Antonio08 assegna il voto ottimo a Sedotta e abbandonata (1963)



7 dicembre 2009 Opinione di luisasalvi su "Sedotta e abbandonata"
luisasalvi

Forse il miglior film di Germi, il più coerente, anche stilisticamente, con più mordente, più attento e penetrante nei costumi e pregiudizi siciliani e in generale del sud dell'epoca, descritti in stile farsesco ma più incisivo, più realistico e più amaro di altri film siciliani.

voto al film: luisasalvi assegna il voto buono a Sedotta e abbandonata (1963)


28 ottobre 2009 Opinione di bradipo68 su "Sedotta e abbandonata"
bradipo68

Dopo il divorzio all'italiana il matrimonio alla siciliana.Lo strano senso dell'onore che c'è in Sicilia viene analizzato con carica dissacratoria dalla cinepresa di Pietro Germi che coglie anche l'occasione di fare notare alcune leggi italiane che definire incongrue è anche un complimento.La vicenda è quella di una famiglia siciliana,gli Ascalone in cui la figlia più piccola è sedotta dal fidanzato della meno attraente sorella maggiore.Da qui parte la...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Sedotta e abbandonata (1963)



25 maggio 2009 Opinione di mm40 su "Sedotta e abbandonata"
mm40

Divorzio all'italiana parte seconda, ma Germi qui è ancora più feroce e sarcastico che nel precedente lavoro. Tutto ruota attorno alla stupidità del concetto di 'onore' che fomenta, paradossalmente, le ingiustizie, i reati e soprattutto le bassezze nella Sicilia contemporanea. Meschinità che arriva al gran finale con il busto intitolato 'onore e famiglia', dedicato al padre della ragazza finalmente accasatasi (ma dopo quale terribile percorso!). Nel piccolo paesino dove tutti sanno e...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a Sedotta e abbandonata (1963)

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1 gennaio 2009 Opinione di antonio de curtis su "Sedotta e abbandonata"
antonio de curtis

Il vero protagonista della pellicola è Saro Urzì, che sforna una favolosa prestazione sul grottesco, con la quale cattura in modo magnetico lo sguardo e l'attenzione. Poi si ricorda Leopoldo Trieste, anch'egli maschera grottesca. Curiosamente passano in secondo piano i due giovani, per quanto decisamente bravi. Film forse meno graffiante rispetto all'ottimo Divorzio all'italiana, ma parimenti imperdibile

voto al film: antonio de curtis assegna il voto buono a Sedotta e abbandonata (1963)



5 agosto 2008 Opinione di sasso67 su "Sedotta e abbandonata"
sasso67

A mio parere, uno dei vertici del cinema di Germi, un genovese che si esprimeva alla grande in Sicilia. Forse manca l'originalità di "Divorzio all'italiana", forse il capolavoro germiano, ma c'è una maturità drammaturgica invidiabile. Clamorosamente azzeccata l'interpretazione di Saro Urzì.

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Sedotta e abbandonata (1963)


10 agosto 2007 Opinione di maxcalifornia su "Sedotta e abbandonata"
maxcalifornia

Un grandissimo film di Pietro Germi che torna di nuovo a raccontare storie popolari. Qui mi trovo una marea di personaggi davvero strampalati e leggendari a partire dal Barone decaduto fino al patriarca Don Vincenzo Ascalone. Memorabili le scene: Leopoldo Trieste che simpatizza le pastasciutte; il sogno infernale di Don Vincenzo; le risse dal pretore e moltissime altre. Il cast è meraviglioso a partire dal bravissimo Saro Urzì fino alla giovanissima Stefania Sandrelli.

voto al film: maxcalifornia assegna il voto buono a Sedotta e abbandonata (1963)




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