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Dove vai sono guai (1963)

[Who's Minding the Store?, USA 1963, Commedia, durata 90']   Regia di Frank Tashlin
Con Jerry Lewis, Jill St. John, Ray Walston, Agnes Moorehead



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Dove vai sono guai: forte
Ritmo ritmo in Dove vai sono guai: forte
Impegno impegno in Dove vai sono guai: assente
Tensione tensione in Dove vai sono guai: assente
Erotismo erotismo in Dove vai sono guai: assente

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locandina di Dove vai sono guai

La trama

Lewis al suo meglio unisce le proprie forze con quelle del regista tashlin, che veniva dai devastanti acrtoni animati della scuola di Tex Avery. Risate a volontà.

Un giovane che si guadagna da vivere portando a spasso dei cani non sa che la sua fidanzata è una ricca ereditiera, la cui madre boicotta in ogni modo la relazione facendogli affidare i compiti più assurdi. 

L'opinione più votata

Di FABIO1971 scritta il 06/12/2011 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto buono

“Jerry non prova mai. Un ciak e via. Con Jerry se provi muori. Così non si può fare niente di interessante con la macchina da presa: le sue abitudini ti dettano lo stile. Certe volte, quando sono costretto a ripetere una scena, lui me la cambia e la trasforma in qualcosa di completamente diverso. È il suo fascino, questo: non si sa mai che cosa sta per fare. Non legge le sue battute finchè non entra sul set, e comunque non le dice mai così come sono nel copione: di solito le migliora. Io mi limito a spiegargli a grandi linee la scena e lui la fa, una botta e via, ed è bravissimo. Ma non ci sono medaglie da prendere, quando dirigi un film di Jerry Lewis“.
[Frank Tashlin - estratto da: Peter Bogdanovich - Chi ha fatto quel film? - Fandango Libri, 1997-2010]

Norman Phiffier (Jerry Lewis), dog-sitter ventiseienne, è fidanzato con la ricca ereditiera Barbara Tuttle (Jill St. John): la modesta posizione sociale di Norman, però, si scontra con il volere e le aspirazioni della signora Tuttle (Agnes Moorehead), la dispotica madre di Barbara, decisamente contraria alla relazione tra i due giovani. La donna, infatti, ha iniziato a indagare sul conto del possibile, futuro genero, sulle sue doti tutt’altro che brillanti e sulla sua cronica incapacità a conservarsi un posto di lavoro (non ha neanche superato i test per fare il postino: “Spalle a bottiglia, la borsa gli scivolava via”…), tanto da non credere ai propri occhi di fronte ai filmati delle “imprese” di Norman che le mostrano gli investigatori: “Si alleva una figlia, le si danno tutte le più belle cose che il denaro possa comprare e quella ti incontra un coso del genere, se ne innamora, lascia la sua bella casa per andare ad abitare in una specie di catapecchia, si cambia il nome perché nessuno sappia che è un’ereditiera e lavora in incognito in uno dei miei negozi, uno dei magazzini che dovrà ereditare”. Intenzionata a risolvere una volta per tutte la spiacevole situazione, la signora Tuttle decide di far assumere Norman ne suo grande magazzino, dove lavora anche Barbara, per affidargli “i lavori più impossibili e schifosi che esistano” e screditarlo, così, agli occhi della figlia. Norman, a cui Barbara ha evitato di rivelare ogni riferimento alla propria ricchezza sapendo che altrimenti lui non accetterebbe, per orgoglio, di sposarla, apprende con gioia la notizia del suo nuovo incarico, con cui potrà finalmente dimostrarle di non essere un incapace e di meritare il suo amore. Il primo giorno di lavora, ancora elettrizzato per l’opportunità concessagli, si mette subito a disposizione del direttore, il signor Quimby (Ray Walston), pronto a farsi valere. Farà, letteralmente, sfracelli…
Settima regia di Frank Tashlin per Jerry Lewis: scritto dallo stesso Tashlin insieme a Harry Tugend (qui al suo ultimo script), incorniciato nel coloratissimo Technicolor della fotografia di W. Wallace Kelley (alla sua seconda collaborazione con il regista e per la quinta volta insieme a Lewis) e sorretto da ritmo, verve e trovate sempre incontenibili, Dove vai sono guai appare, rispetto al film gemello Pazzi, pupe e pillole, girato l’anno seguente, titolo meno esilarante ma altrettanto distruttivo: entrambe, comunque, prodigiose opere estreme nell’esaltazione della propria, sfrenata vena parodistica e nella comune aspirazione alla selvaggia devastazione di codici, segni, oggetti, corpi, equilibri, trasfigurando nella comicità più cartoonesca (im)possibile l’elegiaca adorazione del Caos, altare ideale su cui sacrificare l’illusione del cinema. ESPANDI +
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Opinioni su Dove vai sono guai


6 dicembre 2011 Opinione di FABIO1971 su "Dove vai sono guai"
FABIO1971

“Jerry non prova mai. Un ciak e via. Con Jerry se provi muori. Così non si può fare niente di interessante con la macchina da presa: le sue abitudini ti dettano lo stile. Certe volte, quando sono costretto a ripetere una scena, lui me la cambia e la trasforma in qualcosa di completamente diverso. È il suo fascino, questo: non si sa mai che cosa sta per fare. Non legge le sue battute finchè non entra sul set, e comunque non le dice mai così come sono nel copione: di solito le migliora....

voto al film: FABIO1971 assegna il voto buono a Dove vai sono guai (1963)

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13 gennaio 2011 Opinione di XANDER su "Dove vai sono guai"
XANDER

Insieme a Pazzi pupe e pillole uno dei migliori film di Jerry Lewis. Divertente dall'inizio alla fine senza canzoni (con quella palla di Dean Martin) e pieno di situazioni surreali in cui non si può non ridere. Il film lo si può definire non una commedia ma un film catastrofico poi capirete il perchè.

voto al film: XANDER assegna il voto buono a Dove vai sono guai (1963)



12 gennaio 2011 Opinione di Baliverna su "Dove vai sono guai"
Baliverna

Uno dei migliori film di Jerry Lewis, che io trovo divertente (cosa che non posso dire di tutti i film dell'attore). Gag stile Buster Keaton si susseguono lungo tutto il film, il cui momento più divertente è l'episodio dell'aspirapolvere impazzita. Buona è anche l'idea dei ritratti dei direttori del mega negozio, con dietro il ritratto delle vere “direttrici”. Il quadro del direttore del momento è estremamente riuscito: il suo viso esprime impotenza,...

voto al film: Baliverna assegna il voto buono a Dove vai sono guai (1963)


12 gennaio 2011 Opinione di chribio1 su "Dove vai sono guai"
chribio1

film demenziale,ricco di gags a raffica (molte assai ridicole),qui presente anche la famosa scena della macchina da scrivere. In questo caso,personalmente parlando,mi risulta difficile dare alla pellicola in questione un voto negativo.voto.8.

voto al film: chribio1 assegna il voto buono a Dove vai sono guai (1963)



27 settembre 2009 Opinione di Carlo Ceruti su "Dove vai sono guai"
Carlo Ceruti

Il film è un continuo susseguirsi di gag quasi tutte esilaranti. La trama è solo un pretesto per permettere a un Lewis sempre perfetto di esibirsi. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:3 ritmo:2

voto al film: Carlo Ceruti assegna il voto buono a Dove vai sono guai (1963)


19 luglio 2008 Opinione di spicerLOVEJOY su "Dove vai sono guai"
spicerLOVEJOY

Classico senza tempo.Scritto benissimo e diretto da un Tashlin ispirato,si avvale di un ritmo notevolissimo e di gag inarrivabili.Tutta la parte ambientata nello store della madre della protagonista,dove Lewis commette ogni sorta di catastrofe,è da antologia.Attori strepitosi,a partire da Lewis,ovviamente.

voto al film: spicerLOVEJOY assegna il voto ottimo a Dove vai sono guai (1963)



16 agosto 2006 Opinione di Vegeta85 su "Dove vai sono guai"
Vegeta85

Scatenata commedia "fisica" interpretata da un Jerry Lewis in forma smagliante. Sebbene la trama riprenda varie tematiche del cinema di Tashlin, come l'amore/disprezzo per la figura femminile, la sceneggiatura è abbastanza esile e tenuta insieme solo dalla straordinaria performance di Lewis. Gag come quella dell'aspirapolvere impazzito o della macchina da scrivere inesistente sono divertentissime e il ritmo non da tregua.

voto al film: Vegeta85 assegna il voto buono a Dove vai sono guai (1963)

nessun commento
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26 agosto 2005 Opinione di bondjamesbond su "Dove vai sono guai"
bondjamesbond

Strepitosa prova di comcità pura,a cavallo delle sperimentazioni teoriche fatte con le proprie regie,un film devastante come il suo protagonista che abbatte a colpi di nonsense fisico la nascente civiltà dei consumi.

voto al film: bondjamesbond assegna il voto buono a Dove vai sono guai (1963)



13 giugno 2004 Opinione di u pataru su "Dove vai sono guai"
u pataru

voto al film: u pataru assegna il voto buono a Dove vai sono guai (1963)


13 ottobre 2003 Opinione di u pataru su "Dove vai sono guai"
u pataru

per me il film piu'comico di jerry lewis,e della storia del cinema comico,si ride dall'inizio alla fine,ed e'un caso raro,che altro dire devastante ed esilarante.

voto al film: u pataru assegna il voto buono a Dove vai sono guai (1963)




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