L'inferno (1993)
Con François Cluzet, Emmanuelle Béart, Marc Lavoine, Nathalie Cardone
La trama
Paul è finalmente riuscito a diventare proprietario di un bell'albergo e adesso lavora a ritmo sfiancante per mandarlo avanti. Ma lo stress gli gioca un brutto scherzo: lui si mette infatti in testa che la moglie lo tradisce con un garagista. L'ossessione di Paul si aggrava di giorno in giorno, l'uomo fa ricorso all'alcol e ai sonniferi. Un medico lo visita e promette che l'indomani lo farà ricoverare... Claude Chabrol ha ottenuto i suoi esiti più lusinghieri quando ha affrontato i nidi di vipere nascosti sotto un'apparente calma piatta. Qui confeziona un film bello e terribile, elegante e angoscioso, dove il rapporto amore-gelosia, mette paura.
La recensione di FilmTv
Di Stefano Della Casa - FilmTV n. 19/1994
Qual è il confine tra amore e gelosia? Lo stesso che intercorre tra normalità e pazzia, come dimostra la vicenda di questo albergatore di provincia. Regia nervosa e sorprendente di Chabrol e una grande prova della Béart
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 27/04/2011 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [5]
- positive [10]
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27 aprile 2011 Opinione di Peppe Comune su "L'inferno"
Paul (Francois Cluzet) rileva un vecchio albergo in una località situata sulla riva di un lago vicino ai Pirenei. Lo rimette a nuovo facendolo diventare una specie di paradiso in terra per gli affezionati clienti. Sembra avere tutto ciò di cui si ha bisogno per essere felice, compresi una moglie bella e innamorata (Emmanuelle Bèart) e un figlio adorabile. Un giorno però, Paul scopre la moglie in compagnia di un amico a guardare delle diapositive in una stanza buia...
voto al film: 
12 ottobre 2010 Opinione di ligeti su "L'inferno"
Claude Chabrol riprende qui una sceneggiatura che Henri-Georges Clouzot aveva iniziato a mettere in scena nel 1964 con Serge Reggiani e Romy Schneider, prima di essere colto da infarto e dover abbandonare il progetto. Paul è un uomo di successo, è proprietario di un bell’albergo ed ha appena sposato una bella donna, Nelly. Poco dopo il loro matrimonio, però, Paul inizia a cadere sempre più preda di uno stato allucinatorio che lo porta a credere che sua...
voto al film: 
18 maggio 2010 Opinione di mm40 su "L'inferno"
Il soggetto è di Henri-Georges Clouzot, che negli anni '60 tentò di ricavarne un film, poi interrotto per motivi di salute del regista. Non sapendo (come e) cosa volesse tirarne fuori Clouzot, è difficile valutare l'effettivo impatto di questo Inferno ri-sceneggiato da Chabrol. Atmosfere cupe come quelle del delirio tutto racchiuso nella mente del protagonista, per un lavoro che inquadra le psicologie dei personaggi in maniera forse poco approfondita e per questo non...
voto al film: 
15 aprile 2010 Opinione di ed wood su "L'inferno"
E' vero che il tema è risaputo e che lo sviluppo della vicenda è piuttosto ripetitivo. Però Chabrol ha il gusto della messinscena e allestisce sequenze di pedinamento degne del maestro Hitchcock. Film visionario, illuminato da una stratosferica Beart. Quello che lo rende plausibile, al di là del caso patologico, è il fatto che chiunque di noi (almeno credo) potrebbe trovarsi (o si è già trovato) in una situazione simile a quella del...
voto al film: 
4 ottobre 2009 Opinione di jonas su "L'inferno"
Un albergatore si convince che la bella moglie lo tradisce: piano piano la sua diventa un’ossessione sempre più assoluta, mentre parallelamente i tentativi di lei per smentirlo diventano sempre più deboli. Chabrol riprende un soggetto di Clouzot per descrivere l’inferno mentale in cui precipita un uomo troppo innamorato e troppo possessivo, con i fantasmi dell’immaginazione che prendono via via il sopravvento sulla realtà. Inquietante l’ultima...
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20 giugno 2008 Opinione di OGM su "L'inferno"
Un film in cui è invisibile il confine tra verità ed immaginazione. La folle gelosia del protagonista è talmente potente da trascinare nel suo delirio anche le persone del suo entourage (la moglie, il medico). Il suo è uno stato d'animo ossessivo e apparentemente immotivato, che ha il disperato bisogno di un motivo reale a cui aggrapparsi. E lo trova forzandolo ad esistere, sia pur solo nella mente sua e degli altri, a suon di pensieri, azioni e parole. Una soluzione psicanalitica,...
voto al film: 
8 marzo 2007 Opinione di bradipo68 su "L'inferno"
Una piccola gemma di genere incatalogabile incentrato sulla folle gelosia di un proprietario d'albergo per la moglie troppo affabile con i clienti.Il tutto è narrato in una dimensione quasi onirica,non sappiamo se tutto quello che vede il marito è vero perche'realta' e fantasia sono fuse e si rincorrono senza soluzione di continuita'.Addirittura anche il finale chiuso con un emblematico "senza fine"è sospeso perche'non sappiamo se il marito ha commesso o meno l'uxoricidio che si intuisce...
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- negative [1]
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