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L'inferno (1993)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'inferno: minimo
Ritmo ritmo in L'inferno: presente
Impegno impegno in L'inferno: presente
Tensione tensione in L'inferno: forte
Erotismo erotismo in L'inferno: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a L'inferno

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a L'inferno (voti: 30 media: 3,70) 30

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La trama

Paul è finalmente riuscito a diventare proprietario di un bell'albergo e adesso lavora a ritmo sfiancante per mandarlo avanti. Ma lo stress gli gioca un brutto scherzo: lui si mette infatti in testa che la moglie lo tradisce con un garagista. L'ossessione di Paul si aggrava di giorno in giorno, l'uomo fa ricorso all'alcol e ai sonniferi. Un medico lo visita e promette che l'indomani lo farà ricoverare... Claude Chabrol ha ottenuto i suoi esiti più lusinghieri quando ha affrontato i nidi di vipere nascosti sotto un'apparente calma piatta. Qui confeziona un film bello e terribile, elegante e angoscioso, dove il rapporto amore-gelosia, mette paura.  

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Stefano Della Casa - FilmTV n. 19/1994

Qual è il confine tra amore e gelosia? Lo stesso che intercorre tra normalità e pazzia, come dimostra la vicenda di questo albergatore di provincia. Regia nervosa e sorprendente di Chabrol e una grande prova della Béart

Paul ha tutti motivi per essere soddisfatto di se stesso. A trentacinque anni è riuscito a rilevare l'albergo in cui lavora, a rimetterlo a posto e a farlo diventare una specie di paradiso per clienti che cercano pace e tranquillità. E poi ha convinto la bella Nelly a sposarlo e a dargli un erede; non solo, ma la donna si dimostra un'abile collaboratrice nella gestione dei turisti. Forse il punto è proprio questo: Nelly è troppo abile. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 27/04/2011 - utile per 13 utenti

Voto al film: voto buono

Paul (Francois Cluzet) rileva un vecchio albergo in una località situata sulla riva di un lago vicino ai Pirenei. Lo rimette a nuovo facendolo diventare una specie di paradiso in terra per gli affezionati clienti. Sembra avere tutto ciò di cui si ha bisogno per essere felice, compresi una moglie bella e innamorata (Emmanuelle Bèart) e un figlio adorabile. Un giorno però, Paul scopre la moglie in compagnia di un amico a guardare delle diapositive in una stanza buia dell'albergo. Non stanno facendo nulla di male, ma da quel giorno l'equilibrio mentale di Paul si fa sempre più precario, ogni gesto di Nelly si trasforma ai suoi occhi come un indizio inconfutabile di tradimento. La crisi del loro idillio mette a repentaglio i buoni affari dell'albergo e l'ottima reputazione che da sempre si accompagnava alla casa. Va detto subito che Claude Chabrol riprende un discorso interrotto da Henry George Cluzot che nel 1964 non riuscì a portare a termine il film interpretato da Romy Shneider e Serge Reggiani a causa di seri problemi fisici. Poi va aggiunto che "L'inferno" è un film di fredda precisione analitica e di affascinante architettura stilistica, sapientemente giocato sul fascino provocante di una brava Emmanuelle Bèart e sulla sottile vena erotica che lo percorre. Come spesso accade con Chabrol, si riflette sulla natura "primordiale" di un sentimento per indagarne i potenziali effetti regressivi che è capace di produrre sull'uomo e sul suo ambiente. L'inferno "senza fine" a cui si fa riferimento a partire dal titolo è il demone della gelosia, quello che può trasformare l'amore nella sua esatta negazione, l'amico in nemico, il rispetto in possesso, quello che rende veramente labile il confine tra "normalità" e follia e che può portare a considerare ogni uomo come un potenziale nemico. Insomma, il film è tutt'altro che l'esposizione lineare di un amorevole pace familiare interrotta dalla possibile intromissione di un terzo incomodo, evenienza questa che, se non giustificherebbe la folle regressione emotiva di Paul, almeno ne qualificherebbe una genesi razionale. Perchè non esiste alcun amante palese, non si sa se Nelly ne abbia o meno avuto uno, e neanche interessa saperlo, perchè le probabilità che l'allegra disponibilità della donna, le sue genorose grazie, veicolassero la legittima maliziosità di un dubbio, non sono nulla rispetto alle certezze d'adulterio partorite dalla delirante gelosia di Paul. Ciò che interessa Chabrol è catturare, lungo tutto il suo percorso evolutivo, la smania di Paul di far corrispondere alle proprie ossessioni delle prove di tradimento che non esistono, dargli le fattezze di due corpi che godono al piacere di ingannarlo. Lo fa accrescendo gradualmente la sensazione di straniamento dell'uomo, che nel suo iniziare a confondere la vita reale con l'oggetto della sua delirante immaginazione, deforma la realtà in funzione di quello che viene pretestuosamente elaborato dalla sua fantasia malata. Ogni gesto di Nelly innesta un sospetto, ogni sua assenza dall'albergo, ogni ritardo, ogni parola scambiata con un cliente, diventa una prova della sua infedeltà, il pretesto per accendere la fervida immaginazione di Paul. Sogno è realtà iniziano a confondersi, la matrice sessuale del primo prende il sopravvento sulla natura familiare del secondo, i dubbi diventono certezze e la reciprocità di un rapporto di coppia lascia decisamente il passo all'arbitraria cecità di una passione. Nelly regredisce al rango di un oggetto su cui detenere l'esclusiva e la sua gioviale bellezza apre le porte all'insana possessività di un corpo. Il finale rimane volutamente aperto, sospeso tra realtà e fantasia, tra l'elaborazione mentale di un ossessionante gelosia e la triste conclusione di un amore criminale. Grande film.         
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SI

Opinioni su L'inferno


11 giugno 2011 Opinione di danandre67 su "L'inferno"
danandre67

film bello ma troppo ripetitivo

voto al film: danandre67 assegna il voto sufficiente a L'inferno (1993)


27 aprile 2011 Opinione di Peppe Comune su "L'inferno"
Peppe Comune

Paul (Francois Cluzet) rileva un vecchio albergo in una località situata sulla riva di un lago vicino ai Pirenei. Lo rimette a nuovo facendolo diventare una specie di paradiso in terra per gli affezionati clienti. Sembra avere tutto ciò di cui si ha bisogno per essere felice, compresi una moglie bella e innamorata (Emmanuelle Bèart) e un figlio adorabile. Un giorno però, Paul scopre la moglie in compagnia di un amico a guardare delle diapositive in una stanza buia...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a L'inferno (1993)

2 commenti
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12 ottobre 2010 Opinione di ligeti su "L'inferno"
ligeti

Claude Chabrol riprende qui una sceneggiatura che Henri-Georges Clouzot aveva iniziato a mettere in scena nel 1964 con Serge Reggiani e Romy Schneider, prima di essere colto da infarto e dover abbandonare il progetto. Paul è un uomo di successo, è proprietario di un bell’albergo ed ha appena sposato una bella donna, Nelly. Poco dopo il loro matrimonio, però, Paul inizia a cadere sempre più preda di uno stato allucinatorio che lo porta a credere che sua...

voto al film: ligeti assegna il voto sufficiente a L'inferno (1993)

nessun commento
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2 giugno 2010 Opinione di Stilicone su "L'inferno"
Stilicone

Malato. Béart ammaliante.

voto al film: Stilicone assegna il voto ottimo a L'inferno (1993)



18 maggio 2010 Opinione di mm40 su "L'inferno"
mm40

Il soggetto è di Henri-Georges Clouzot, che negli anni '60 tentò di ricavarne un film, poi interrotto per motivi di salute del regista. Non sapendo (come e) cosa volesse tirarne fuori Clouzot, è difficile valutare l'effettivo impatto di questo Inferno ri-sceneggiato da Chabrol. Atmosfere cupe come quelle del delirio tutto racchiuso nella mente del protagonista, per un lavoro che inquadra le psicologie dei personaggi in maniera forse poco approfondita e per questo non...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a L'inferno (1993)

5 commenti

15 aprile 2010 Opinione di ed wood su "L'inferno"
ed wood

E' vero che il tema è risaputo e che lo sviluppo della vicenda è piuttosto ripetitivo. Però Chabrol ha il gusto della messinscena e allestisce sequenze di pedinamento degne del maestro Hitchcock. Film visionario, illuminato da una stratosferica Beart. Quello che lo rende plausibile, al di là del caso patologico, è il fatto che chiunque di noi (almeno credo) potrebbe trovarsi (o si è già trovato) in una situazione simile a quella del...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a L'inferno (1993)



4 ottobre 2009 Opinione di jonas su "L'inferno"
jonas

Un albergatore si convince che la bella moglie lo tradisce: piano piano la sua diventa un’ossessione sempre più assoluta, mentre parallelamente i tentativi di lei per smentirlo diventano sempre più deboli. Chabrol riprende un soggetto di Clouzot per descrivere l’inferno mentale in cui precipita un uomo troppo innamorato e troppo possessivo, con i fantasmi dell’immaginazione che prendono via via il sopravvento sulla realtà. Inquietante l’ultima...

voto al film: jonas assegna il voto buono a L'inferno (1993)


20 giugno 2008 Opinione di OGM su "L'inferno"
OGM

Un film in cui è invisibile il confine tra verità ed immaginazione. La folle gelosia del protagonista è talmente potente da trascinare nel suo delirio anche le persone del suo entourage (la moglie, il medico). Il suo è uno stato d'animo ossessivo e apparentemente immotivato, che ha il disperato bisogno di un motivo reale a cui aggrapparsi. E lo trova forzandolo ad esistere, sia pur solo nella mente sua e degli altri, a suon di pensieri, azioni e parole. Una soluzione psicanalitica,...

voto al film: OGM assegna il voto buono a L'inferno (1993)



20 giugno 2007 Opinione di movieman su "L'inferno"
movieman

Baguette, amore e gelosia...

voto al film: movieman assegna il voto sufficiente a L'inferno (1993)


8 marzo 2007 Opinione di bradipo68 su "L'inferno"
bradipo68

Una piccola gemma di genere incatalogabile incentrato sulla folle gelosia di un proprietario d'albergo per la moglie troppo affabile con i clienti.Il tutto è narrato in una dimensione quasi onirica,non sappiamo se tutto quello che vede il marito è vero perche'realta' e fantasia sono fuse e si rincorrono senza soluzione di continuita'.Addirittura anche il finale chiuso con un emblematico "senza fine"è sospeso perche'non sappiamo se il marito ha commesso o meno l'uxoricidio che si intuisce...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a L'inferno (1993)




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