L'orgoglio degli Amberson (1942)
Con Tim Holt, Joseph Cotten, Dolores Costello, Anne Baxter
La trama
La vedova Amberson vorrebbe risposarsi con un antico innamorato. Il figlio orgoglioso ed egoista glielo impedisce, facendola morire di dolore. Solo allora il giovane comprende il proprio errore. Una saga familiare di grandi ambizioni, da un romanzone di Booth Tarkington. La seconda regia di Welles, un capolavoro di cui è difficile parlare senza usare superlativi, anche se è stato disconosciuto dallo stesso autore (che qui si ritaglia la parte del narratore) a causa dei tagli brutali (più di 40 minuti) apportati dai produttori.
L'opinione più votata
Di Marcello del Campo scritta il 17/09/2011 - utile per 17 utenti
Voto al film: 
Di Quarto potere Borges aveva detto che era un film geniale. Avrebbe potuto ripeterlo anche per L’orgoglio degli Amberson, un’opera di stile classico e composto che segue e vanifica il barocchismo di Citizen Kane.
A Truffaut il film fa l’impressione di una lezione di modestia (200 piani sequenza contro i 562 di Citizen).
Orson, il giovane prodigio (appena 26enne) sente che deve distanziarsi dal prepotente bisogno di narcisismo che nel film precedente lo poneva al centro della storia di Kane. Tra l’altro va ingrassando e continuerà fino all’identificazione fisica ed esibizionistica con Falstaff.
Finalmente protagonista è il longilineo Joseph Cotten. In Amberson Welles si discosta dalla story, diventa egli stesso lo speaker, narra, accompagnato da un valzer (di Bernhard Herrmann) lo splendore e la caduta di casa Amberson nell’anno 1873. È il tema, caro a Welles, della decadenza, della corruzione fisica, dell’effimera labilità delle grandi passioni che si accompagnano alla giovinezza e alla stessa maturità. Quelle passioni vengono ridotte a balbettii della memoria o all’erezione di monumenti del passato dalle architetture burocratiche (Xanadu in Citizen, il museo Tatcher in Amberson). L’eternità appartiene solo al denaro, alla merce (la trasparenza del capitale). Il tempo del capitale è l’eterno ciclo della produzione che ne garantisce la ripetizione e la durata. I1 tempo della vita degli Amberson è invece corruttibile, è ciclico solo nel perdurare delle generazioni che tramandano le stesse passioni e gli stessi riti. In Citizen il tempo biologico inesorabilmente avvia alla morte Kane; in Amberson le vittime del tempo sono due generazioni, fino all’esito del non-ciclo nel Processo dove il tempo è bloccato, sospeso, teso a raccontare lo scacco esistenziale a testimoni inesistenti del tempo. Nel Processo la vergogna supererà nel tempo la stessa morte di K. e Welles entrerà in antagonismo con il tempo in Storia Immortale, un tentativo di attualizzare il ciclo della storia (come una parabola orientale) attraverso la favola che i marinai si raccontano (come Marlow e i marinai, di Conrad).
Welles e i navigatori moderni hanno perduto la sfida, il tempo si è perduto: Proust, Mann, Joyce e Musil narrano dei tempo negato. I1 tema del tempo è uno, anzi uno dei tanti modi di approccio all’opera di Welles.
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17 settembre 2011 Opinione di Marcello del Campo su "L'orgoglio degli Amberson"
Di Quarto potere Borges aveva detto che era un film geniale. Avrebbe potuto ripeterlo anche per L’orgoglio degli Amberson, un’opera di stile classico e composto che segue e vanifica il barocchismo di Citizen Kane. A Truffaut il film fa l’impressione di una lezione di modestia (200 piani sequenza contro i 562 di Citizen). Orson, il giovane prodigio (appena 26enne) sente che deve distanziarsi dal prepotente bisogno di narcisismo che nel film precedente lo poneva al centro...
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31 dicembre 2009 Opinione di OGM su "L'orgoglio degli Amberson"
La durezza del ferro che vince sul luccichio dell'oro. Questa metafora riassume il senso del passaggio epocale descritto in questo film: quello tra l'antica autorità aristocratica ed il nuovo potere imprenditoriale, e tra l'elitario prestigio dell'ozio ed il mito democratico del successo conquistato col lavoro. Alla ricchezza immobile ed immutabile del patrimonio di famiglia (la faraonica villa degli Amberson) si contrappone la fluida dinamicità delle finanze investite in...
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15 novembre 2009 Opinione di Peppe Comune su "L'orgoglio degli Amberson"
Tratto dal romanzo "The magnificent Amberson" di Booth Tarkington e ambientato in un arco temporale che va dal 1893 al 1912, il film narra le vicende di una ricca famiglia del sud degli Stati Uniti che inizia un lento declino perchè non sa adattarsi ai tempi che stanno cambiando al ritmo dello sviluppo dell'industria dell'automobile. Le cose che accadono all'interno della famiglia, l'amore tra Isabella Minifer Amberson (Dolores Costello) e Eugene Morgan (Joseph Cotten),un pioniere...
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27 agosto 2009 Opinione di steno79 su "L'orgoglio degli Amberson"
VOTO 10/10 Tutti i commenti sul film sono positivi, ma, quando si arriva alla questione delle manomissioni e dei tagli subiti (fra cui alcune scene di raccordo e il finale, non girate da Welles), si legge più o meno la seguente frase: se "L'orgoglio degli Amberson" fosse uscito secondo la versione montata da Welles sarebbe stato un capolavoro assoluto, così è soltanto un ottimo film. Eppure, in mancanza dell'altra versione, noi dobbiamo giudicare questo film, che possiamo comunque...
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3 maggio 2009 Opinione di bradipo68 su "L'orgoglio degli Amberson"
Una saga dolorosa sul potere del denaro e del progresso tecnologico.Ad essere onesti bisognerebbe mettere ingiudicabile nella casella del giudizio,perchè questo non è il film voluto da Welles.E'un film mutilato di più di un terzo della lunghezza,cambiato probabilmente in quelle che volevano essere le intenzioni dell'autore,è un film che lo stesso Welles giudicò apocrifo ritenendolo non suo.Però da cinefilo militante non si può non rimanere allibiti da tanta magnificienza visiva.Una...
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25 gennaio 2009 Opinione di mm40 su "L'orgoglio degli Amberson"
Romanzone con morale. Nonchè film piuttosto problematico, in quanto vive costantemente il dubbio su chi abbia girato quale scena; Welles lo disconobbe dopo i tagli e le aggiunte (molti di più i primi) posti con la forza al suo lavoro, da parte della produzione. Eppure il risultato non è male lo stesso: grande fotografia, che rende al meglio negli interni (seguendo del resto la scia di Quarto potere), ottimi gli attori, un'opera - insomma - bella da vedere. Ma, sia detto con una punta di...
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12 novembre 2008 Opinione di Ivs su "L'orgoglio degli Amberson"
Difficile a credersi, ma la storia della sua realizzazione è interessante quasi quanto il film. L'opera che doveva decretare la definitiva ascesa del 'genio' Welles venne infatti martoriata dalla produzione, in un crescendo di prepotenze che stravolsero l'originario disegno dell' autore. Durante la permanenza del regista a Rio de Janeiro per le riprese del documentario "It's all true" (Trad. "E' tutto vero"), la RKO passò infatti nelle mani di Howard Hughes. E i produttori, incuranti della...
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18 agosto 2007 Opinione di sokurov su "L'orgoglio degli Amberson"
Non accettando il divenire, credendo fermamente al proprio ego monolitico, si arriva al crollo e alla morte. Il finale di "redenzione cristiana" (con il giovane Amberson messo in croce sul letto d'ospedale) non c'entra un tubazzo con il film ed è stato giustamente disconosciuto da Welles; nella sua versione Amberson rifiutava di andare a lavorare e finiva morto sotto le ruote di un auto (la modernità da lui odiata). Voto per il film che sarebbe dovuto essere: 10/10 Voto per l'edizione...
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30 settembre 2006 Opinione di Zarathustra su "L'orgoglio degli Amberson"
Due anni dopo "Quarto potere" Welles fa un film meno "geniale" e più modesto rispetto al primo. Non per questo il film gli è minore infatti, sa essere un altro quadro perfetto di un mondo, un mondo con troppo orgoglio e troppo "viziato". Si può dire che se Kane non avesse da bambino vissuto in povertà (o meglio non in ricchezza) sarebbe stato proprio come il George degli Amberson, un viziato che pensa solo a se stesso dimenticando gli altri, a differenza di Kane, il rampollo degli...
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