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Non si uccidono così anche i cavalli? (1969)

[They Shoot Horses, Don't They?, USA 1969, Drammatico, durata 129']   Regia di Sydney Pollack
Con Jane Fonda, Michael Sarazin, Gig Young, Susannah York



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Non si uccidono così anche i cavalli?: assente
Ritmo ritmo in Non si uccidono così anche i cavalli?: presente
Impegno impegno in Non si uccidono così anche i cavalli?: presente
Tensione tensione in Non si uccidono così anche i cavalli?: forte
Erotismo erotismo in Non si uccidono così anche i cavalli?: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Non si uccidono così anche i cavalli?

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Non si uccidono così anche i cavalli? (voti: 29 media: 3,97) 29

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La trama

Durante la grande depressione una coppia partecipa a una maratona di ballo che mette in palio 1500 dollari. La donna però, dopo aver perduta ogni illusione, si fa uccidere dal suo compagno. Claustrofobico e pessimistico apologo pervaso di disperazione, è uno dei migliori film di Pollack e una metafora sul sogno americano. Tratto da un romanzo di Horace Mc Coy. Ebbe 6 nomination all'Oscar e vinse quello per l'attrice non protagonista (Gig Young). 

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L'opinione più votata

Di Aquilant scritta il 08/12/2004 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto buono

1932: anno di profonda recessione in America. La depressione regna sovrana e gli individui in odore di miseria non trovano di meglio che partecipare ad una delle più aberranti forme di tortura che sia stata mai inventata ad uso e consumo delle masse dell’epoca, avide di emozioni forti a buon mercato. Nasce in tal modo la maratona di ballo, uno spettacolo che per taluni versi ricorda quello dei gladiatori, ridondante di un pubblico al limite del sadismo, ansioso di assistere all’impietoso calvario dei partecipanti, di godere delle loro sofferenze, di vederli ridotti col morale a pezzi, coi piedi gonfi, agonizzanti, stremati, estenuati. Un pubblico che butta loro delle monetine come a dei mendicanti, in una gara in cui la cui palma andrà agli ultimi due concorrenti esausti e barcollanti rimasti in gara “che riusciranno ad approdare alla vittoria attraverso un mare di disperazione, calpestando i corpi ed i sogni degli sconfitti”. Ondate di mielosa retorica rovesciate sugli astanti da logorroici e spietati presentatori. Femmine incinte spinte dalla necessità a buttarsi nell’arena a causa della loro indigenza perché l’elemento patetico fa sempre presa sul pubblico ed oltretutto non si può rinunciare ad avere bambini soltanto perché mancano i soldi. Esseri che hanno assistito da piccoli all’abbattimento di cavalli stremati intenti ad ascoltare a mo’ di conforto la voce dell’oceano dal pavimento. Attempati marinai pronti all’appuntamento con la morte in agguato dietro l’angolo. Una massa di reietti vogliosa di vincere anche se, a detta del presentatore, “non serve arrivare primi per avere soddisfazioni dalla vita, ma neanche ultimi.” Pagine tra le più drammatiche della storia del cinema. Sudore, polvere, corpi ansimanti, muscoli che arrancano a forza d’inerzia, concitate immagini a velocità sempre più accelerata, primi piani gessosi, sovraesposizioni spinte all’estremo, macchina da presa destabilizzante che si attacca ai personaggi, immagini d’un bianco cadaverico, esseri ridotti alla stregua di spettri in movimento, pubblico in delirio intento a nutrirsi del sangue e del sudore degli sventurati, che urla, incita, impreca, mentre in contemporanea il sogno americano frettolosamente si sgretola dissolvendosi in mille cocci. E poi Gloria, la ragazza cinica, disillusa, dalla visione totalmente pessimistica del mondo, anima senza alcuna via di sbocco, estranea ad ogni minima parvenza di sentimento, che non comprende il motivo per cui si continuino a mettere al mondo i bambini quando la vita non mantiene le promesse. Gloria, con quella debordante voglia di vincere che le conferisce una forza interiore tale da renderla capace di sorreggere il compagno nei momenti di maggiore stanchezza, in un’ideale inversione dei ruoli tra il cosiddetto sesso forte e quello debole, vogliosa di perdere per sua precisa volontà anche l’ultima sfida, la più importante di tutte, quella con la vita, alla stessa stregua di un cavallo che cade riverso su di un prato, abbattuto da una mano pietosa. Nasce così questo controverso ed avvolgente film dal ritmo ipercinetico, con le sue traumatiche riflessioni morali sul degrado dell’umano sentimento, anche se il suo sconvolgente finale fa sì che la sua visione sia sconsigliabile alle persone più suggestionabili, in quanto non costituisce certo un esempio edificante il paragone tra un cavallo sfiancato ed un essere umano. Ma nonostante l’acuto pessimismo che pervade l’intera vicenda e l’alta drammaticità delle immagini siamo indubbiamente al cospetto di un’opera col respiro grande del capolavoro.
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SI

Opinioni su Non si uccidono così anche i cavalli?


16 giugno 2010 Opinione di sasso67 su "Non si uccidono così anche i cavalli?"
sasso67

Metafora sull'America, in quanto società basata sulla logica dello spettacolo, dove conta quello che serve ad attrarre l'attenzione (e i soldi) dei possibili spettatori e a questo fine va bene tutto: un matrimonio, il dolore, la morte. La valenza del film di Pollack prescinde dalla sua ambientazione nel periodo della Depressione (che funge, casomai, da detonatore della vicenda), per assumere un carattere pressoché universale. E tuttavia, dopo quarant'anni, il film risulta un...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Non si uccidono così anche i cavalli? (1969)


16 marzo 2010 Opinione di Michaela su "Non si uccidono così anche i cavalli?"
Michaela

Mi ha lasciata perplessa. Un ritmo quasi inesistente, anche nelle scene in cui dovrebbe essercene. La storia non è una cattiva idea, anzi è intrigante e stuzzicante, ma Sydney ha fatto davvero di meglio.

voto al film: Michaela assegna il voto mediocre a Non si uccidono così anche i cavalli? (1969)



13 febbraio 2010 Opinione di ed wood su "Non si uccidono così anche i cavalli?"
ed wood

Gli manca qualcosa per figurare tra i capolavori assoluti della prima New Hollywood, al pari di Gangster Story e Wild Bunch. Anzitutto il personaggio della Fonda è troppo monocorde (e anche la sua interpretazione, nonostante la statura "iconica" di Jane, non convince del tutto); le figure di contorno sono anch'esse definite in maniera talvolta superficiale. Ci sono alcuni tempi morti, fasi di stanca, passaggi a vuoto; e una dose di retorica forse eccessiva per il contesto. Manca...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a Non si uccidono così anche i cavalli? (1969)

nessun commento
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18 agosto 2009 Opinione di emmepi8 su "Non si uccidono così anche i cavalli?"
emmepi8

  Un film che si rifà ad un romanzo, ma che ha il suo punto alto nella sceneggiatura (James Poe e Robert E. Thompson) e nella regia di Pollack che ha lavorato talmente di fino da fare del film una fotografia unica, di personaggi ed ambiente, perché malgrado la trama si rivolga ai due interpreti, il film è ampiamente corale. Un'analisi profonda, che dà il la ad iniziare dal titolo, e si costruisce benissimo la storia attraverso dei flash back che...

voto al film: emmepi8 assegna il voto ottimo a Non si uccidono così anche i cavalli? (1969)

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12 luglio 2008 Opinione di bianic su "Non si uccidono così anche i cavalli?"
bianic

troppa carne al fuoco e premesse non mantenute che si risolvono in un non finale, come spaccato della società statunitense tra le due guerre è certamente valido, ma il resto, senza adeguato coinvolgimento dello spettatore, mette a dura prova la sua pazienza.

voto al film: bianic assegna il voto sufficiente a Non si uccidono così anche i cavalli? (1969)

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21 gennaio 2007 Opinione di luca826 su "Non si uccidono così anche i cavalli?"
luca826

Voto 8 Insostenibile

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Non si uccidono così anche i cavalli? (1969)



2 ottobre 2006 Opinione di bradipo68 su "Non si uccidono così anche i cavalli?"
bradipo68

Visto e rivisto,copia di vhs gelosamente custodita per uno dei film migliori di Pollack;una piccola storia nella Grande Depressione,concorrenti che cercano soldi per sopravvivere in estenuanti maratone di ballo con regole severe e vengono trattati come bestie al macello.La tragedia è continuamente dietro l'angolo e quando avviene sei cosi'stanco e avvilito che non riesci neanche a reagire.Attori in stato di grazia,film claustrofobico e martellante,se non è capolavoro poco ci manca.

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Non si uccidono così anche i cavalli? (1969)

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14 maggio 2006 Opinione di GREENY su "Non si uccidono così anche i cavalli?"
GREENY

Veramente particolare ed a tratti surreale,film che solo nelle premesse appare lungo ed estenuante,ma che in realtà è ritmato e denso di awenimenti.Brioso,amaro e disincantato:grande film!...

voto al film: GREENY assegna il voto buono a Non si uccidono così anche i cavalli? (1969)



8 dicembre 2004 Opinione di Aquilant su "Non si uccidono così anche i cavalli?"
Aquilant

1932: anno di profonda recessione in America. La depressione regna sovrana e gli individui in odore di miseria non trovano di meglio che partecipare ad una delle più aberranti forme di tortura che sia stata mai inventata ad uso e consumo delle masse dell’epoca, avide di emozioni forti a buon mercato. Nasce in tal modo la maratona di ballo, uno spettacolo che per taluni versi ricorda quello dei gladiatori, ridondante di un pubblico al limite del sadismo, ansioso di assistere...

voto al film: Aquilant assegna il voto buono a Non si uccidono così anche i cavalli? (1969)

1 commento
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3 settembre 2004 Opinione di Nexus-6 su "Non si uccidono così anche i cavalli?"
Nexus-6

Mmm, la prima opinione... Mettiamola così: visto quanto tengo al film, e data la mia fede cieca nel potere dei capolavori, non scriverò nulla. Guardate e postate gente.

voto al film: Nexus-6 assegna il voto buono a Non si uccidono così anche i cavalli? (1969)




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