I giorni del vino e delle rose (1962)
Con Jack Lemmon, Lee Remick, Charles Bickford, Jack Klugman
La trama
Joe Clay e Kirsten Arnesen sono due alcolisti. Lui riesce a guarire. Lei no, ma Joe non la lascia sola. Molto più vino che rose per un Blake Edwards atipico.
L'opinione più votata
Di Sor Vichi scritta il 14/04/2012 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
L'augurio che si facevano reciprocamente era: Insieme in cielo."
Arrivo in inqualificabile ritardo su questo capolavoro del papà di Hollywood Party.
I giorni del vino e delle rose è il classico film che sai a priori essere un capolavoro ma che, prevedendo la mole di fazzoletti che consumerai, procrastini all'infinito.
Personalmente ne avevo sentito parlare per la prima volta in "Non è successo niente", altro struggente gioiello di (ex?) ubriacone geniale quale Tiziano Sclavi.
Mi ci sono voluti otto anni, ma finalmente qualche giorno fa, complici le meraviglie del Muletto (non quello col volante..), mi sono fatto forza ed ho appallottolato il mio buon mezzo chilo di Toffly, versione da discount dei Tempo (“… ho una percentuale sugli incassi.”)
Che altro dire? Vedetelo se, come il sottoscritto, siete ancora vergognosamente ignoranti. Rivedetelo se, sempre come il sottoscritto, la demenza senile comincia a tiranneggiare i neuroni. Due interpreti incredibili - statuetta ad entrambi, quando forse valevano qualcosa – e un'atmosfera crepuscolare à la Capra che legge Leopardi, leggerezza di tocco che schiva elegantissima ogni patetismo tentatore d’ogni autore, un finale che... Beh, come ammiccherebbe allusiva la burrosa Folliero, buona visione!
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26 aprile 2012 Opinione di XANDER su "I giorni del vino e delle rose"
Ammetto che l'inizio era troppo lento e non mi piaceva affatto. Ma dopo la metà film abbiamo uno stravolgimento totale che vira verso una drammaticità eccezionale con interpretazioni di un grandissimo livello. Ottima sceneggiatura. Da vedere anche il meraviglioso "Giorni perduti" di Billy Wilder di cui loi ho apprezzato ancora di più
voto al film: 
14 aprile 2012 Opinione di Sor Vichi su "I giorni del vino e delle rose"
"Tra mia madre e mio padre c'era un amore riservato. L'augurio che si facevano reciprocamente era: Insieme in cielo." Arrivo in inqualificabile ritardo su questo capolavoro del papà di Hollywood Party. I giorni del vino e delle rose è il classico film che sai a priori essere un capolavoro ma che, prevedendo la mole di fazzoletti che consumerai, procrastini all'infinito. Personalmente ne avevo sentito parlare per la prima volta in "Non è successo niente", altro struggente gioiello di...
voto al film: 
22 ottobre 2010 Opinione di jonas su "I giorni del vino e delle rose"
Comincia come una commedia sentimentale: lui e lei si incontrano, si piacciono e si sposano; c’è appena un retrogusto amarognolo, perché Lemmon sembra quello di L’appartamento, un impiegato untuoso e servile che si salva grazie all’amore. Il dramma cresce lentamente, tanto lentamente che i personaggi se ne accorgono anche prima degli spettatori, incapaci di collegare elementi apparentemente insignificanti sparsi qua e là: è una discesa agli...
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9 agosto 2008 Opinione di sasso67 su "I giorni del vino e delle rose"
Nel filone di "Giorni perduti", un buon dramma (da parte di un regista che si specializzerà in futuro nella commedia) sul problema dell'alcolismo. Riuscite anche le interpretazioni. Curiosamente, tra gli attori compare Lemmon, il Felix Unger della "Strana coppia" cinematografica, insieme a Jack Klugman, che sarà Oscar Madison nella serie televisiva.
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14 maggio 2007 Opinione di rosario su "I giorni del vino e delle rose"
Un intenso capolavoro sui drammi dell'alcolismo.Lemmon e' estremamente ispirato ed efficace nel dipingere piaceri e debolezze indotte dall'uso e dall'abuso del nettare degli dei.
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5 giugno 2005 Opinione di ed wood su "I giorni del vino e delle rose"
Assieme a “Giorni Perduti” di Wilder e’ uno dei due capolavori hollywoodiani sul tema dell’alcoolismo. Il copione non ha una sbavatura, la regia, brillante ed intensa, evita ogni moralismo e sentimentalismo; Lemmon ci regala una delle sue performance d’antologia. Commovente il personaggio del padre di Kirsten. Tra le tante sequenze memorabili, come non citare quella in cui Lemmon cerca disperatamente la bottiglia nella serra!!! E’ un esempio riuscito di commedia sentimentale che...
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24 marzo 2005 Opinione di emmepi8 su "I giorni del vino e delle rose"
Film anomalo per la carriera di Edwards, voluto espressamente da Lemmon, tenendo conto dei toni di commedia iniziale, una commedia sempre amarognola, di denuncia della società del tempo e non solo. Un film che ci può riportrae in parte all'Appartamento, ma solo in parte, perché poi la fase drammatica prende campo, riallanciandosi con Giorni perduti, sempre di Wilder, sul tema dell'alcolismo. La storia prende campo ed i progonisti reggono bene il dramma in maniera poco Hollywoodiana, e...
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