Il bandito (1946)
Con Amedeo Nazzari, Anna Magnani, Carla Del Poggio, Carlo Campanini, Eliana Banducci
La trama
Tornato dalla prigionia in Germania, il giovane Ernesto trova la casa distrutta, morti i genitori, la sorella diventata una prostituta. Durante un diverbio con il protettore, la ragazza rimane uccisa ed Ernesto a sua volta uccide l'uomo. Incomincia così la sua carriera nel mondo del crimine dove però Ernesto si distingue per il suo buon cuore ed è perciò malvisto dagli altri. Troverà la morte dopo essere stato denunciato dalla sua stessa amante. Lattuada ha realizzato un film neorealista girandolo con i modi del poliziesco americano. Ne esce un ritratto crudo e nervoso dell'Italia post-bellica tra volontà e impossibilità di ricominciare una vita normale. Spelndido usodel cast e del bianco e nero di Aldo Tonti.
L'opinione più votata
Di hupp2000 scritta il 12/12/2011 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [3]
- positive [7]
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12 dicembre 2011 Opinione di hupp2000 su "Il bandito"
A dispetto del suo anagrafico invecchiamento e di un finale strappalacrime “fuori tempo massimo”, il primo importante film di Alberto Lattuada può vantare non poche carte vincenti. A metà strada tra “noir” americano (o francese “alla Jean Gabin”) e il miglior neorealismo italiano di quegli anni, tiene viva l’attenzione dello spettatore grazie ad una sceneggiatura ben articolata (i colpi di scena non mancano), una scenografia da sogno (materiale per un documentario di alto...
voto al film: 
12 dicembre 2009 Opinione di mm40 su "Il bandito"
Nazzari sa il fatto suo ed è un vero piacere da vedere; la Magnani al suo fianco è - come sempre - una sicurezza. Per un film così profondamente nero, una coppia di interpreti simile è esattamente ciò che ci vuole. Siamo nel 1946, ma Lattuada non vuole parlarci dell'Italia, della ricostruzione e in fondo neppure della guerra, che pure è la causa da cui scaturiscono le brutte vicende raccontate; non c'è che un accenno di/al neorealismo...
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5 novembre 2009 Opinione di fornarolo su "Il bandito"
Lattuada era un regista troppo debole per affrontare sia un crudo neorealismo sa un forte noir all'americana. Infatti di lui si ricordano sempre le belle immagini. Questo film non è mai credibile.
voto al film: 
31 agosto 2009 Opinione di nicola81 su "Il bandito"
Scritto dal regista in collaborazione con ben cinque sceneggiatori, è uno dei film più insoliti di Lattuada che, inserendo i meccanismi del cinema d’azione americano in un contesto tipicamente neorealista, compone, attraverso gli occhi di un personaggio inevitabilmente destinato alla sconfitta, un affresco impietoso ma assolutamente veritiero dell’ Italia postbellica. Per l' epoca indubbiamente coraggioso, anche se non privo di risvolti melodrammatici e di colpi...
voto al film: 
30 agosto 2009 Opinione di jonas su "Il bandito"
Un reduce, al ritorno dalla guerra, trova che la madre è morta e la sorella si prostituisce. Uccide il suo protettore nel tentativo di liberarla, poi entra in una banda di criminali. Alla fine salva la vita alla figlioletta di un ex commilitone (alla quale mandava regali in incognito, firmandosi come “zio Ernesto”) e si lascia uccidere dalla polizia, per la nostalgia di una purezza perduta e ormai irrecuperabile. Ambientazione neorealistica per una vicenda di gangster con...
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21 agosto 2009 Opinione di bradipo68 su "Il bandito"
Dal neorealismo al melodramma popolare passando per il noir.Il bandito è un film che parte come meglio non si potrebbe:treni carichi di reduci con il loro carico di speranza per il futuro,con i loro sogni e con le loro aspirazioni per superare tutte le privazioni a cui hanno dovuto sottostare.E'una prima parte quasi ancorata al neorealismo,tutta incentrata su volti stanchi,comuni,su vagoni affollati fino all'eccesso e rovine dappertutto.Poi la speranza cade:il protagonista trova casa...
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12 novembre 2008 Opinione di sasso67 su "Il bandito"
Un buon film, che stilisticamente spazia dal neorealismo all'espressionismo, con qualche influenza dell'Ejsenstein di IVAN IL TERRIBILE (com'è rilevabile nell'inquadratura di Amedeo Nazzari quando scopre la sorella nel bordello). Dal punto di vista contenutistico è evidente la derivazione dal noir americano; il finale mi ha ricordato la secchezza di UNA PALLOTTOLA PER ROY (1941) di Raoul Walsh. Buone prove degli attori, sia di Nazzari che della Magnani, ma anche di Campanini.
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8 agosto 2008 Opinione di teaestefano su "Il bandito"
Discreto dramma ambientato nel periodo post-bellico, quando i superstiti delle varie campagne militari rientravano faticosamente - e non sempre con successo - nella vita civile. Amedeo Nazari, comunque bravo, si mangia il film, il quale è incentrato tutto su di lui. Forse però andava meglio approfondito il suo personaggio, le sue motivazioni, e meglio definito il suo passaggio da povero reduce a criminale potente e violento. L'amore per la per la bambina rappresenta la parte di lui ancora...
voto al film: 
10 dicembre 2005 Opinione di emmepi8 su "Il bandito"
Film molto datato, storicamente legato a un bel cast di sceneggiatori: lo stesso Lattuada, autore anche del soggetto, Margadonna (autore dei vari Pane e amore, Due soldi di Speranza) e si vede specialmente nella prima parte, e poi Pinelli.Ma la storia abbastanza stiracchiata finisce per cadere in un melodramma senza troppa fantasia e forzato. Diciamo chi ne esce vincitore è proprio Nazzari, che diventerà più tardi un eroe di questo genere, ma qui alza le penne e fa vedere che sapeva fare...
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25 agosto 2005 Opinione di Mr.Klein su "Il bandito"
Appartiene a quel genere di film la cui traccia narrativa,almeno in Italia,non ha fatto proseliti,percorso com'è da una vena letteraria (dove la letteratura non è "esposta")che ritrae gli umiliati e offesi,gli sconfitti e gli speranzosi. Alberto Lattuada con il suo esemplare copione mimetizza una cultura profonda con un racconto di genere,severo e disincantato,asciugato di ogni retorica e prolissità.Il suo ritratto di un uomo che sceglie al via del male ma tenta,invano,di reimpostarne i...
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