La fuga (1947)
Con Humphrey Bogart, Lauren Bacall, Agnes Moorehead
La trama
Vincent Parry è un innocente vittima di un errore giudiziario. Evade, si fa aiutare da Irene e scopre che il suo migliore amico è stato ucciso. Così si fa fare la plastica facciale e non riconoscibile va a caccia di assassini.
Delmer Daves, adattando un romanzo di David Goodis, firma il suo capolavoro: un noir sperimentale girato per 64 minuti in soggettiva. Bogart è talmente grande da affascinare anche se non lo vediamo per più di un'ora. Lauren Bacall vive di riflesso la rabbia del partner "invisibile". Teso, cupissimo, spietato nonostante l'happy end. Simile a "La donna del lago", altro noir in soggettiva, ma dieci volte più bello.
L'opinione più votata
Di jonas scritta il 25/09/2010 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
- sufficienti [1]
- positive [11]
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25 settembre 2010 Opinione di jonas su "La fuga"
Il sogno di ogni uomo: risvegliarsi da un’operazione di chirurgia plastica e ritrovarsi con la faccia di Bogart. È ciò che succede al protagonista di questo film, che non vediamo in viso per tutta la prima parte: ingiustamente accusato di uxoricidio, costretto a nascondersi, perseguitato dalla vera assassina, rimasto privo anche dell’unico amico (“chi poteva avere interesse a ucciderlo? il suo unico desiderio era andare in Sudamerica”) ma ovviamente...
voto al film: 
7 settembre 2009 Opinione di luisasalvi su "La fuga"
Madge è una donna che non rinuncia a ciò che vuole, tanto meno a un uomo di cui si innamora ma che la rifiuta. Ne uccide la moglie, che è sua amica; poiché l’uomo la rifiuta ancora, testimonia in tribunale che l’amica morente le ha detto che è stato lui a ucciderla. L’uomo è condannato, ma evade. Lei lo scopre per caso, perché ne riconosce la voce mentre è rifugiato a casa di una sua amica; lei pensa che questa abbia...
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2 settembre 2009 Opinione di OGM su "La fuga"
La fotografia fora lo schermo, e le riprese in soggettiva danno le vertigini: il film, nella prima parte, brilla di un'incisività psicologica che la pellicola, significativamente, perde quando il protagonista, avendo cambiato i propri connotati, si rifugia sotto un'apparenza anonima e normale. Allora l'occhio spalancato ed i sensi amplificati dell'animale braccato si coprono di un velo, sotto il quale il rancore e il sentimento giungono lentamente a maturazione, sostenendo un disegno...
voto al film: 
29 agosto 2009 Opinione di Mathiasparrow su "La fuga"
L’idea di girare gran parte di un film in soggettiva è senz’altro pullulata nella testa di Daves molto prima della scelta del soggetto adeguato, anche se le fonti affermano il contrario. L’insolito uso di questa tecnica potrebbe indurre i denigratori a parlare di esercizio di stile, ma in “Dark Passage” appare evidente come ogni scelta del regista sia stata valutata con cura, ai fini di ottenere effetti dirompenti sullo spettatore; un lavoro accurato, che...
voto al film: 
29 agosto 2009 Opinione di emmepi8 su "La fuga"
Un vero film affascinante, certo la trama contribuisce, ma la sceneggiatura e la regia contrbuiscono in maniera determinate. L scelta temeraria di non far vedere il protagonista per quasi un'ora e scegliendo la soggettiva premia in assoluto tutta l'operazione, scusando anche un po' il finale sempliciotto, non come immagine finale, ma come situazione. Il fascino di Bogart arriva anche quando non si vede, e da qui la consistenza vera del mito che lo avvolge. Il titolo italiano fa...
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13 agosto 2009 Opinione di billykwan su "La fuga"
Humphrey Bogart è probabilmente il più grande mito cinematografico di tutti i tempi. La gente andava al cinema per vedere Bogart e Delmer Daves ha il coraggio di nasconderlo alla mdp per ben 64 minuti. Analogo coraggio ebbe Bogey ad accettare una parte che, per più di un’ora, lo costringe a recitare nell’ombra soltanto col corpo e con gli occhi dietro le bende che gli avvolgono il volto. La storia è tirata per i capelli, ai limiti della...
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28 settembre 2008 Opinione di luanizza su "La fuga"
Gran bel film! Un ottimo noir, sentimentale...e con attori che la sanno lunga! Voto 8
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10 marzo 2008 Opinione di carlos brigante su "La fuga"
Indubbiamente un buon noir, ma mi aspettavo un qualcosa di imperdibile e non c'è stato. L'uso della soggettiva che impedisce al pubblico di vedere Bogart per due terzi del film è un escamotage che funziona ed è ben realizzato. Gli incubi durante l'operazione sono di sicuro effetto e rimangono impressi. Tutto il cast è di prim'ordine. Dunque, un gran film? Ripeto, di sicuro un buon film, ma l'intreccio è prevedibile e la suspance non è sempre alta. Inoltre l'happy end (che ci può...
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7 marzo 2008 Opinione di teaestefano su "La fuga"
Certo che essere solo il terzo a commentare questo capolavoro... Bellissimo noir, con una grande coppia di protagonisti. L'intreccio è complesso e avvincente, e la regia solida e asciutta di Daves (autore anche della sceneggiatura) fa il resto. La soggettiva di tutta la prima parte è usata benissimo e coinvolge completamente nella vicenda. Interessanti anche i personaggi secondari, ben definiti con pochi tratti; la ex di Bogart in particolare: donna malvagia oltre ogni dire, che non può...
voto al film: 
- sufficienti [1]
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