Una pura formalità (1994)
Con Gérard Depardieu, Roman Polanski, Sergio Rubini, Tano Cimarosa
La trama
Arrestato, passa una notte al commissariato. Perché? Realtà o incubo?
Un uomo viene arrestato di notte, sotto il diluvio, e portato in un fatiscente commissariato. È sempre più nervoso, ma quando arriva il commissario la tensione si smorza. Interrogatorio. È stato trovato un cadavere e l'uomo (che si qualifica come un celebre scrittore) non riesce a ricostruire le sue ultime ore. All'alba, finita la schermaglia dialettica, tutto sarà divenuto finalmente "chiaro".
Un film ambizioso nella sua prospettiva "metafisica" e nei moduli kafkiani del racconto. Difficile, insolito (nell'opera di Tornatore, ma anche nel complesso del cinema italiano), intrigante anche se non perfetto. Grande "duello" Depardieu-Polanski.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 23/1994
Due grandi attori, Depardieu e Polanski, in un sofisticato gioco del gatto col topo, diretto da Tornatore che riscopre il cinema di genere
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 15/02/2011 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Lo vidi al cinema e il ricordo fu quello di una serata intera passata a parlarne con i compagni di visione per cercare di comprendere ognuno il punto di vista dell'altro.Una delle serate che ricordo più piacevolmente e il merito è di questo film,a mio parere il capolavoro di Giuseppe Tornatore.
Una pura formalità è un film al di fuori del tempo e dello spazio,immerso in una dimensione altra che cattura inesorabilmente tra le sue spire dopo pochi minuti.Uno sparo,una folle corsa tra i boschi,la serata buia e tempestosa clichet intramontabile di tanti tipi di narrazione,un non luogo disperso nel nulla come un rudere adattato a caserma di polizia.Solo pochi uomini dentro,tante domande,poche risposte.Incertezze,balbettamenti,reticenza.Il film di Tornatore è un gioco al massacro di ferocia inaudita,un Kammerspiel crudele in cui lo spettatore è trascinato in un vortice di dubbi,il suo essere sospeso costantemente tra cinema e teatro è lo specchio della sua stessa ambiguità.Cinema o teatro?Realtà o Metafisica?Vita o Morte?
Gli ambienti bui,umidi,malsani sono il degno sfondo di una rappresentazione virtuosistica,un esercizio di regia brillante che però a differenza degli altri film di Tornatore è tutto fuorchè magniloquente.E'una rappresentazione quasi sperimentale,geometrica di un isteria che aumenta col passare dei minuti, con pochi ambienti,scenografie all'apparenza povere che rendono il film ancora più claustrofobico di quello che è.Scenografie che odorano di teatro.E poi ci sono loro ,gli attori.Magnifici:la fisicità beluina di Depardieu subisce il contrappunto continuo della apparente inamovibilità di Polanski che recita per sottrazione.I loro dialoghi al calor bianco sono l'arma vincente del film,mentre un silenzioso,segaligno Sergio Rubini alle loro spalle si esibisce in una delle prove attoriali più convincenti della sua carriera.
Ritengo che a volte l'aggettivo kafkiano venga usato a sproposito ma in questa pellicola filmata da Tornatore credo che sia l'unico aggettivo che renda al meglio l'idea portata avanti dal regista.Questa è la storia di un signor K qualsiasi,o meglio un signor O(noff),prigioniero inconsapevole in un altroquando carico di simboli dal significato a lui oscuro.
Una pura formalità è una fonte rigogliosa di citazioni dei grandi maestri del cinema,un prezioso esercizio di stile non fine a se stesso ma che fa ricordare una volta in più che il cinema italiano sa essere grande....
- sufficienti [2]
- positive [24]
- leggi tutte le opinioni
25 agosto 2011 Opinione di maso su "Una pura formalità"
E' un piccolo gioiello questo grande film di Tornatore moooolto bravo nel risolvere le insidie che nasconde un film ambientato prevalentemente in un luogo chiuso ed incentrato sul dialogo serrato basta pensare in tal senso alla miriade di frames e flashbeck sparsi per tutto il racconto che però non servono a svilupparlo ma se mai a complicarlo ed arricchirlo, solo verso la fine i ricordi del misterioso Onoff si faranno più comprensibili ed anche più...
voto al film: 
5 luglio 2011 Opinione di onoff su "Una pura formalità"
sono stato assistente nel film. piano sequenza iniziale con musica titoli testa, meravigliosi.
voto al film: 
11 giugno 2011 Opinione di wang yu su "Una pura formalità"
il regista crea un atmosfera sospesa con successo, ma un grande film deve avere non solo buone tecniche, ma anche un contenuto più ampio.il risultato finale è un eccessiva staticità che in certi momenti porta ad annoiare e far perdere lo spettatore.Comunque questo è un film che ha avuto parecchi consensi e non solo su filmtv.it.
voto al film: 
26 maggio 2011 Opinione di onoffbiagiofebbraio su "Una pura formalità"
Sono stato assistente alla regia nel film. Il piano sequenza dei titoli di testa con la musica di Morricone e la corsa di Depardieu è da cineteca.
voto al film: 
9 marzo 2011 Opinione di Peppe Comune su "Una pura formalità"
La canna di una pistola inquadrata in primissimo piano. Poi uno sparo e quindi una corsa a perdifiato mostrata in soggettiva sotto una pioggia battente tra i dedali di un bosco in piena notte. Alla fine due occhi e un respiro affannoso rompono la fragorosa litania di violini impazziti. La corsa è interrotta da un posto di blocco della polizia, che chiede i documenti al corpulento e ancora anonimo individuo il quale dice di averli dimenticati a casa. Viene perciò condotto in...
voto al film: 
8 marzo 2011 Opinione di bukowski91 su "Una pura formalità"
Un Tornatore buio e oscuro, un pò come quello de "il camorrista" o de "la sconosciuta", contrapposto a quello più "solare" di "nuovo cinema paradiso" o "baaria". Un uomo viene fermato dalla polizia sotto una pioggia torrenziale e condotto in centrale e già qui capiamo che qualcosa non va: infatti la centrale è buia, spettrale, isolata e soprattutto fa acqua da tutte le parti(non è una battuta), è praticamente un incubo. Il protagonista Onoff, uno...
voto al film: 
15 febbraio 2011 Opinione di bradipo68 su "Una pura formalità"
"Dimenticate Onoff" Lo vidi al cinema e il ricordo fu quello di una serata intera passata a parlarne con i compagni di visione per cercare di comprendere ognuno il punto di vista dell'altro.Una delle serate che ricordo più piacevolmente e il merito è di questo film,a mio parere il capolavoro di Giuseppe Tornatore. Una pura formalità è un film al di fuori del tempo e dello spazio,immerso in una dimensione altra che cattura inesorabilmente tra le sue spire dopo...
voto al film: 
10 gennaio 2011 Opinione di Snaporaz68 su "Una pura formalità"
RICORDARE E' UN PO' MORIRE Un film che fa entrare Tornatore nell’olimpo dei grandi, una elegia di un anima vagabonda nella selva oscura della notte, un piccolo gioiello di compattezza e rigore morale, magistralmente interpretato da Roman Polanski e Gerard Depardieu. Lo sparo che apre il film è un gran bell’inganno, accompagnato dai violini isterici e satanici di Morricone, in una fuga forsennata e dispnoica sotto una pioggia da giudizio universale. In un...
voto al film: 
15 ottobre 2010 Opinione di mm40 su "Una pura formalità"
Testa a testa fra due grandi interpreti, Depardieu (che, forse anche per il ruolo predominante nella storia, pare avere un pochettino la meglio) versus Polanski, con una direzione intrigante che sbircia fra le inquietudini dei luoghi e dei personaggi. Un'atmosfera oscura ed umida (fuori il diluvio, dentro i catini ed i secchi), perennemente tesa e febbricitante, fotografata da Blasco Giurato (già in Nuovo cinema paradiso, nonchè fratello dello sgangherato volto tv Luca); un...
voto al film: 
20 agosto 2010 Opinione di aleacido su "Una pura formalità"
un "piccolo " capolavoro. , che supera alla grande le solite "ridondanze" e i luoghi comuni spesso presenti nei film di Tornatore. Il suo miglior film
voto al film: 
- sufficienti [2]
- positive [24]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:



























