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Opinione di luisasalvi su Bersaglio di notte

[Night Moves, USA 1975, Giallo, durata 99']   Regia di Arthur Penn
Con Gene Hackman, Jennifer Warren, Melanie Griffith, James Woods




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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2008-11-24 09:28:36 voto al film: voto buono

Sul film

Ignorato da Di Giammatteo, esaltato (ma travisato) da Mereghetti, che gli inventa temi e fatti: Harry non è più perdente di tanti altri investigatori privati classici; anzi, le azzecca quasi tutte e quasi del tutto, nonostante le continue novità, anche se spesso troppo tardi per prevenire nuovi omicidi (ma anche questo è tipico in molti polizieschi, in cui i morti ammazzati si sprecano) e alla fine è forse l'unico che se la cava (ma non è certo); che lui si dichiari perdente non significa che lo sia. Il fatto che la moglie vada a vedere La mia notte con Maud può sembrare "uno sberleffo cinefilo" solo a chi non ha capito né questo film né quello e che vuol darsi tono di competente: semmai un modesto sberleffo è nel commento di Harry invitato a vederlo, che non merita andare al cinema per sbadigliare; piuttosto la citazione suggerisce che Harry si lasci sedurre da Paula (dopo aver resistito facilmente alla ninfetta che doveva riportare a casa) proprio per poter confessare sinceramente alla moglie di aver tradito anche lui come lei, come fa (mentendo) il protagonista di La mia notte con Maud. Tutt'altro che perdente: solo dolente, in un mondo pieno di violenza e di tradimenti, che lui sa accettare e comprendere. Rivisto il 22-3-01, ma ancora da rivedere. Joey, uomo di cinema (regista? produttore? attore?) amico di Harry ed ex-amante dell'ex-attrice Arlene, madre di Delly, la ragazzina scomparsa, d'accordo con Tom, ex-marito di Arlene, e con un cascatore e abilissimo pilota, fa contrabbando di opere d'arte messicane di immenso valore, con l'aiuto di Paula. Harry si trova coinvolto in questa storia mentre cerca Delly, che vuole possedere tutti gli uomini già avuti dalla madre: con l'amico Quentin, innamorato di lei, Delly va da Joey, lascia Quentin per unirsi al cascatore già amante della madre, poi lascia anche questo per andare dal patrigno Tom al Florida Keys, dove la trova Harry che la sta cercando per riconsegnarla alla madre. Lei non vuole seguirlo, ma Tom è dell'idea che lei torni dalla madre. La sera per caso scoprono un aereo precipitato in fondo al mare e Delly riconosce nel pilota il cascatore, ma non lo dice ad Harry né al pubblico; ne è sgomenta e atterrita e accetta di tornare dalla madre, o per lo meno di andarsene di lì; missione perfettamente compiuta per Harry, che al ritorno cerca di recuperare il rapporto con la moglie, ancor più desiderosa di lui di ricominciare bene. Ma Delly con Quentin raggiunge Joey, si fa assumere come attrice e muore in un finto incidente d'auto guidata da Joey. Harry indaga, raccoglie le (false) confidenze di Joey e accusa Quentin; questi, insospettito, va a sua volta a indagare presso Tom; anche Harry ci va, e trova il cadavere di Quentin, ucciso (come Delly) perché aveva scoperto qualcosa. Ora anche Harry comincia a capire, e Tom cerca di ucciderlo, ma ne viene sconfitto e probabilmente ucciso; Harry si fa portare da Paula al posto dove giace l'aereo con il cadavere del cascatore; arriva in aereo Joey che cerca di ucciderlo ma precipita e si schianta con l'aereo proprio contro il recuperato pezzo d'arte messicana; nello schianto resta uccisa anche Paula: muoiono tutti i "cattivi", mentre solo Harry (forse) si salva e torna alla recuperata moglie. Harry riconosce Joey solo mentre questo sta morendo affogato, e finalmente capisce, e noi dovremmo capire con lui; ma non è così facile, e ho dovuto rivederlo più volte per chiarire molti dettagli. Resta (volutamente) indeterminato il finale, in cui è vero che Harry è l’unico che si salva, ma su una barca che compie giri e che lui non è più in grado di manovrare. Il tutto proprio secondo i canoni classici del noir, ricco di complicazioni. Harry non è un perdente, non più di quanto lo siano convenzionalmente i vari detectives, Marlowe in testa: risolve il caso, fa un lavoro che gli piace, recupera la moglie. Né il mondo è più brutto; anzi, se c'è una banda di cattivi infidi, inevitabile in un noir, c'è però un recupero di coloro che inizialmente sembravano negativi, i due ragazzini; perfino Arlene è meglio di quanto sembrasse; soprattutto, il "nero" è schiarito da tanti sprazzi di luce teneri e molto efficaci, sulla comprensione amorevole anche dei difetti altrui, senza giudicare: i rapporti fra i due coniugi che si amano e vogliono recuperare un rapporto di comprensione e affetto, per cui lui è disposto a rinunciare al lavoro che gli piace e lei è disposta a lasciarglielo fare ancora; Delly impaurita che cerca e trova conforto paterno in Harry, fra le cui braccia si addormenta; perfino, ironicamente, nel rapporto con Paula, che finge di cercare in Harry conforto per le delusioni della sua vita che gli confida solo per intrattenerlo e non fargli scoprire le manovre del suo compagno; da parte di Harry poi il cedimento, oltre che dettato da compassione, sembra suggerito anche dal riferimento al film di Rohmer come aiuto per comprendere e superare il tradimento della moglie. Insomma, un film meno sfiduciato e meno cupo del noir classico. Rivisto ancora, mi piace sempre più e credo di poter confermare le ultime analisi fatte (con qualche ulteriore ritocco grazie ad alcune ottime osservazioni di bradipo68). Il film lascia la bocca amara come gli altri di Penn, ma solo superficialmente; a ben vedere non è amaro, confrontato per esempio con Il mistero del falco, che sembra voler richiamare (come è ovvio, essendo il primo illustre esempio del genere), anche per l'oggetto misterioso che muove l'azione, un prezioso pezzo archeologico, che appare brevemente nel finale in entrambi, e in questo ricorda molto il falco dell'altro; anche quello di Huston non è negativo come di solito si intende, ma questo è nettamente più positivo, nonostante l'apparente delusione imposta dall'interruzione un po' brusca che non concede il lieto fine esplicito.


SI

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