Un chien andalou (1929)
Con Pierre Batcheff, Simone Mareuil, Luis Buñuel
La trama
Un disperato appello al crimine che diede inizio alla cinematografia surrealista.
Un uomo (Luis Buñuel) affila un rasoio per radersi; una nuvola lunga e sottile taglia il disco della luna; l'uomo col rasoio taglia l'occhio di una donna. Due amanti (Pierre Batcheff e Simone Mareuil) si cercano con la forza della disperazione erotica. La mano di lui si riempie di formiche, il suo volto sanguina dal piacere, ma per raggiungerla deve trascinarsi dietro due asini putrefatti, due preti maristi, alcune zucche e un pianoforte a coda... Girato da Buñuel con una parte del patrimonio di famiglia, insieme con l'amico pittore Salvador Dalì, il film mostra immagini che "escludono ogni ricorso al razionale" e danno libero corso al sogno e all'inconscio. Presentata a Parigi, l'opera aprì ai due autori le porte del gruppo surrealista che vi lesse in filigrana "un assoluto, disperato appello al crimine".
L'opinione più votata
Di tafo scritta il 15/01/2011 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
Comunque questa non è una opinione.
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2 agosto 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Un chien andalou"
Una piccola perla in grado di segnare lo spettatore come ha segnato l'epoca in cui uscì. Questo piccolo filmato è un capolavoro per definizione perché racchiude in sè l'essenza distillata di due geni delle arti figurative, entrambi eccelsi nel rappresentare le angosce dell'animo umano in chiave onirica e simbolica. L'occhio reciso, le formiche che sgorgano dalla mano numerose come globuli rossi, l'uomo che trascina un asino putrefatto, il sovrapporsi del seno nudo...
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31 gennaio 2011 Opinione di Snaporaz68 su "Un chien andalou"
E NON C'E' NIENTE DA CAPIRE “Invece di provare a spiegare le immagini, gli spettatori farebbero meglio ad accettarle come sono. Dovremmo accontentarci di sapere se ci ripugnano, se ci emozionano, o ci attirano….Chi avesse trovato questo film bello e poetico è quasi certamente un imbecille.” Luis Bunuel Il film nasce dall’incontro di due sogni: il sogno delle formiche fatto da Salvador Dalì e il sogno dell’occhio reciso di Luis...
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15 gennaio 2011 Opinione di tafo su "Un chien andalou"
Per cambiare il mondo bisogna prima cambiare se stessi. Bisogna prima di tutto riversare il proprio inconscio e farlo diventare un'opera d'arte, bisogna condividere i nostri sogni e liberarci dalle nostre costrizioni estetiche e morali. Quale forma d'arte meglio del cinema si poteva legare al surrealismo? il cinema fatto di dissolvenze, fotomontaggi, dove il tempo e lo spazio appaiono nella loro relatività. Il tempo può andare avanti e indietro molle e flessibile come nei...
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1 marzo 2010 Opinione di Axeroth su "Un chien andalou"
Cortometraggio del 1929 diretto e scritto, nonchè interpretato da Luis Buñuel e Salvador Dalí che dà dell'incredibile. Questo è un capolavoro assoluto della storia del cinema. Primissimo film surrealista, con colonne sonore di Wagner, Beethoven e con qualche tango accompagnate da immagini oniriche e fuori dalla concezione di qualcosa di razionale. Io amo il surrealismo, e in particolare la concezione extradimensionale che questo film riesce a trasmettere....
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1 novembre 2009 Opinione di ed wood su "Un chien andalou"
Lo considero un succoso antipasto de L'Age D'Or. Ci sono tutte le tematiche e i modi surrealisti: il desiderio represso, il peso delle istituzioni morali e religiose, la psicanalisi. Su YouTube è presente una versione ri-musicata, nella quale ogni tema visivo viene abbinato ad un distinto tema sonoro (per lo più elettronico): purtroppo questa scelta snatura quella che è l'essenza del cinema surrealista e cioè il fluire spontaneo, senza soluzione di...
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4 agosto 2009 Opinione di FABIO1971 su "Un chien andalou"
Lo straordinario esordio di Luis Buñuel, scritto insieme all'amico Salvador Dalì, suggestivo e disturbante manifesto cinematografico delle avanguardie surrealiste parigine: un'esperienza visiva e visionaria di affascinante impatto emotivo, un capolavoro macabro e rivoluzionario grondante violenza ed erotismo, irresistibile nella sua spettacolare associazione di immagini deliranti, metafore, simboli e allusioni. Leggendaria...
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4 dicembre 2008 Opinione di mm40 su "Un chien andalou"
Surreale è già stato detto? Inutile qualificare o quantificare la materia esposta in maniera tanto bizzarra e frenetica dai due artisti: quello che conta qui è l'approccio ironico, inventivo, infantile, talvolta semplicemente goliardico all'arte cinematografica. Ne risulta un quadretto di puro delirio onirico della durata di un quarto d'ora.
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12 luglio 2007 Opinione di moran su "Un chien andalou"
questo nn è 1 film..questo è il film..prima d fellini, prima d lynch, prima d kiunque altro c'era bunuel..guardate questo film..capirete ke ness1 si è invetato niente, è lui ke ha aperto la porta..
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3 luglio 2007 Opinione di H.A.L 9000 su "Un chien andalou"
Il MANIFESTO del cinema SURREALISTA. Dalla "coppia" Buñuel - Dalì non poteva nascere altro che un capolavoro. Un'incursione traumatizzante ed estraniante nei "cassetti" più remoti dell'animo umano, una discesa allucinante negli abissi dell'inconscio. Il "principio del piacere" ostacolato dal "principio della realtà", l'uomo e le sue "eterne gabbie auto-inflitte". Un'opera che NON posso NON adorare da folle amante del surrealismo. Una pellicola che dovrebbero vedere tutti quelli che...
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