La Divina Commedia (1991)
Con Maria De Medeiros, Miguel Guilherme, Luis Miguel Cintra, Mario Viegas
La trama
Non è la trasposizione della "Commedia" dantesca, ma una riflessione sulla condizione umana costruita sul dialogare di alcuni ospiti di una casa di cura per alienati mentali che si credono Adamo, Eva, Maria, Marta, Sonia e Raskolnikov di "Delitto e castigo", Ivan e Alioscia dei "Fratelli Karamazov". I grandi temi dell'esistenza e della trascendenza filtrati da De Oliveira con virtuosistica eleganza. Quando ha girato il film il regista aveva 83 anni ed era più fresco e intelligente che mai. Il film è tutto fuorché un sermone. Semmai, un godibilissimo incontro fra il Mistero Sacro e il Mistero Buffo, all'insegna di una classe inarrivabile.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 01/03/2011 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
1 marzo 2011 Opinione di Peppe Comune su "La Divina Commedia"
"Casa de alienados" è una clinica che ospita diverse eccentriche persone, ognuna impersona un personaggio importante della storia dell'umanità e ognuna crede nella bontà delle sue convinzioni. Ci sono Adamo (Carlos Gomes) ed Eva (Leonor Silveira) tormentati dalla natura del loro rapporto, Marta (Maria Joao Pires) e Maria (Julìa Buisel) assorte nella loro fede, un Gesù (Paulo Matos) predicatore e un Profeta (Luìs Miguel Cintra) metitabondo, un Lazzaro...
voto al film: 
23 febbraio 2010 Opinione di mm40 su "La Divina Commedia"
Divina perchè l'argomento principale dell'opera è dio, commedia perchè i protagonisti sono tutti in sostanza attori, volontariamente o meno. De Oliveira omaggia Dostoevskij e Nietszche e la loro visione sperduta e desolante dell'uomo, ma li bilancia con brani biblici in una sorta di dibattito-recita sull'esistenza e sull'eventuale ruolo della divinità: ad 83 anni ormai il Maestro non ha più limiti, nè sarebbe sensato porgliene. Inevitabilmente La...
voto al film: 
28 gennaio 2005 Opinione di Aquilant su "La Divina Commedia"
Favola visionaria sugli sconcerti dell’esistenza che ci mostra in una scioccante sequenza iniziale due redivivi Adamo ed Eva in rigoroso costume adamitico nell’atto di replicare per un’ipotetica platea il fatidico gesto di ribellione all’autorità divina, tra scoppi improvvisi di un temporale che sembra voler immediatamente richiamare la coppia ad un’irriverente condizione di nudità, divenuta all’improvviso demistificante e peccaminosa. Intesa come dialettica di contrari, in...
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