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La Divina Commedia (1991)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La Divina Commedia: forte
Ritmo ritmo in La Divina Commedia: presente
Impegno impegno in La Divina Commedia: forte
Tensione tensione in La Divina Commedia: presente
Erotismo erotismo in La Divina Commedia: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La Divina Commedia

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La Divina Commedia (voti: 8 media: 4,13) 8

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La trama

Non è la trasposizione della "Commedia" dantesca, ma una riflessione sulla condizione umana costruita sul dialogare di alcuni ospiti di una casa di cura per alienati mentali che si credono Adamo, Eva, Maria, Marta, Sonia e Raskolnikov di "Delitto e castigo", Ivan e Alioscia dei "Fratelli Karamazov". I grandi temi dell'esistenza e della trascendenza filtrati da De Oliveira con virtuosistica eleganza. Quando ha girato il film il regista aveva 83 anni ed era più fresco e intelligente che mai. Il film è tutto fuorché un sermone. Semmai, un godibilissimo incontro fra il Mistero Sacro e il Mistero Buffo, all'insegna di una classe inarrivabile. 

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 01/03/2011 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto buono

"Casa de alienados" è una clinica che ospita diverse eccentriche persone, ognuna impersona un personaggio importante della storia dell'umanità e ognuna crede nella bontà delle sue convinzioni. Ci sono Adamo (Carlos Gomes) ed Eva (Leonor Silveira) tormentati dalla natura del loro rapporto, Marta (Maria Joao Pires) e Maria (Julìa Buisel) assorte nella loro fede, un Gesù (Paulo Matos) predicatore e un Profeta (Luìs Miguel Cintra) metitabondo, un Lazzaro (Miguel Yeco) che si aggira furtivo con la sua bara e un "fariseo" (Luìs Lima Barreo) tentatore. Inoltre, il filosofo "nietzschiano" dell'Anticristo (Mario Viegas), Sonia (Maria De Medeiros) e Raskolnikov (Miguel Guilherme) di "Delitto e castigo" e Ivan (Diogo Dòria) e Aliosha (Josè Wallenstein) Karamazov. Ognuno di loro è portatore di un particolare sistema di valori e tutti insieme fanno uno spaccato emblematico della cultura occidentale. "La Divina Commedia" di Manoel De Oliveira sembra un gioco tremendamente serio inscenato per alleggerire il carattere filosofico delle dissertazioni sull'esistenza senza snaturarne i contenuti speculativi. Si oscilla tra il sacro e il profano con soave leggerezza condensando in un quadro di pura eleganza stilistica e di raffinata delineazione dialettica le convinzioni di fede e gli argomenti della ragione, le debolezze del corpo e i tormenti dello spirito. Attraverso la presenza di alcuni archetipi fondamentali della storia dell'occidente si compie un escursus intelettuale dentro alcune tra le pagine più significative della storia del pensiero filosofico dando così corpo ad un intreccio di voci solinghe che, tra momenti di dolorosa partecipazione emotiva ed altri di mera descrittività testuale, concretano di fatto la sostanziale contiguità concettuale tra il genio e la follia. Emblematiche sono le parole che il giovane Ivan pronuncia al direttore della clinica ((Ruyo Furtado) quando va in visita del fratello Aliosha. Gli chiede se ci sono dei posti liberi perchè l'incessante attività intellettuale l'ha stancato e vorrebbe tanto riposarsi. Ecco, la clinica ospita delle persone fiaccate dal peso delle rispettive speculazioni filosofiche, dall'urgenza di farle corrispondere il più possibile con la realtà fattuale, essa stessa diventa il luogo simbolo dell'incontro-scontro tra diversi modi di concepire l'ordine dell'universo, dove si discetta sulla fallibilità dell'uomo come peccatore e sulle sue enormi potenzialità come agente razionale. Un luogo aperto al mondo e alle sue insondabili questioni umane. Come spesso accade, con De Oliveira ad avere un ruolo importante è la parola, quella eternamente custodita nei libri e quella che si muove sinuosa a formare raffinate costruzioni dialettiche, quella che affascina per quanto è capace di generare bellezza e quella che scuote per come sa insinuare il dubbio in dichiarazioni di principio che si ritenevano buone una volta e per sempre. Col suo cinema si è immersi in un atmosfera tipicamente letteraria ed è richiesta un attenzione supplementare per penetrarvi con lo spirito adeguato. Può difettare in lentezza e peccare di eccessivo didascalismo (come in questo caso) talvolta, ma conserva l'indubbio pregio di rappresentare un invito continuo a rivedere criticamente le posizioni date e a rileggere la storia seguendo strade non convenzionali. E' come quei libri che occorre conservare con estrema cura perchè possono sempre tornare utili. Il cinema di Manoel De Oliveira va oltre lo sguardo.
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SI

Opinioni su La Divina Commedia


1 marzo 2011 Opinione di Peppe Comune su "La Divina Commedia"
Peppe Comune

"Casa de alienados" è una clinica che ospita diverse eccentriche persone, ognuna impersona un personaggio importante della storia dell'umanità e ognuna crede nella bontà delle sue convinzioni. Ci sono Adamo (Carlos Gomes) ed Eva (Leonor Silveira) tormentati dalla natura del loro rapporto, Marta (Maria Joao Pires) e Maria (Julìa Buisel) assorte nella loro fede, un Gesù (Paulo Matos) predicatore e un Profeta (Luìs Miguel Cintra) metitabondo, un Lazzaro...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a La Divina Commedia (1991)

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23 febbraio 2010 Opinione di mm40 su "La Divina Commedia"
mm40

Divina perchè l'argomento principale dell'opera è dio, commedia perchè i protagonisti sono tutti in sostanza attori, volontariamente o meno. De Oliveira omaggia Dostoevskij e Nietszche e la loro visione sperduta e desolante dell'uomo, ma li bilancia con brani biblici in una sorta di dibattito-recita sull'esistenza e sull'eventuale ruolo della divinità: ad 83 anni ormai il Maestro non ha più limiti, nè sarebbe sensato porgliene. Inevitabilmente La...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a La Divina Commedia (1991)



28 gennaio 2005 Opinione di Aquilant su "La Divina Commedia"
Aquilant

Favola visionaria sugli sconcerti dell’esistenza che ci mostra in una scioccante sequenza iniziale due redivivi Adamo ed Eva in rigoroso costume adamitico nell’atto di replicare per un’ipotetica platea il fatidico gesto di ribellione all’autorità divina, tra scoppi improvvisi di un temporale che sembra voler immediatamente richiamare la coppia ad un’irriverente condizione di nudità, divenuta all’improvviso demistificante e peccaminosa. Intesa come dialettica di contrari, in...

voto al film: Aquilant assegna il voto buono a La Divina Commedia (1991)


13 luglio 2004 Opinione di zaccaria su "La Divina Commedia"
zaccaria

8

voto al film: zaccaria assegna il voto buono a La Divina Commedia (1991)




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