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Tristana (1970)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Tristana: minimo
Ritmo ritmo in Tristana: forte
Impegno impegno in Tristana: forte
Tensione tensione in Tristana: presente
Erotismo erotismo in Tristana: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Tristana

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Tristana (voti: 20 media: 4,05) 20

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La trama

Orfana, sedotta dall'anziano tutore, lo sposerà. Poi lo lascerà morire.

La giovane Tristana, rimasta orfana, viene affidata all'anziano tutore libertino Don Lope di cui ben presto diventa l'amante. Quando, però, conosce Orazio, un pittore, Tristana se ne va con lui. Due anni più tardi, ammalata, tanto che le devono amputare una gamba, la donna torna da don Lope e lo sposa. Ma quando l'uomo è colto da una crisi cardiaca mortale, Tristana non fa nulla per soccorrerlo.Un compendio dei temi classici nell'opera di Buñuel: l l'inestricabile groviglio fra il male e il bene nella debolezza della natura umana, l'inutilità di una scelta tra i due opposti poli, la feroce satira del perbenismo. Con impeccabile eleganza.  

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 06/12/2009 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto ottimo

Il particolare interesse che nutro verso il cinema di Buñuel l’ho già ampiamente testimoniato dedicandogli – qualche anno fa – ben tre play. Difficile quindi per me, considerando che è davvero uno dei rari nomi che amo incondizionatamente e “a prescindere”, districarmi all’interno del suo percorso artistico, per definire una sicura e certa scala di valori fra le singole opere, tanto è l’entusiasmo “generalizzato” che mi lega a ogni frammento del suo “fare arte cinematografica” (anche nelle opere più fiacche o meno riuscite ci trovo infatti disseminati “accecanti bagliori” di sublime creatività che - ai miei occhi -  riscattano largamente e nobilitano, comunque la si pensi, l’esito complessivo del risultato).
Non è altresì un mistero, perché più volte palesata, anche la mia altrettanto “speciale” aderenza empatica verso il suo Tristana che, pur nella sua apparente anomalia formale (a mio avviso però  nemmeno così “realisticamente” comprovata, come cercherò di evidenziare in seguito) io ritengo di dover annoverare fra i suoi vertici assoluti (credo che al di là dell’indiscusso valore che ormai  dovrebbe essere universalmente riconosciuto, giochi – riguardo al mio entusiasmo sperticato - il fatto che fin da quando mi ci sono approcciato per la prima volta nell’ormai lontano 1971, anno in cui il film fu distribuito in sala, ci ho ritrovato dentro quella che si potrebbe definire una “affinità elettiva”, o meglio o una “riconoscibilità” identificativa, più che verso la storia, che è poi quella di una liberazione mancata (Fofi), proprio nei confronti della “condizione” rappresentata, che si definisce chiaramente, dopo le prevaricanti prepotenze iniziali di don Lope sull’indifesa ragazza a lui affidata, nel ribaltamento della dialettica vittima/carnefice, quell’ambiguo rapporto contrapposto che ha spesso condizionato con le sue connotazioni un po’ perverse (una irresistibile e a suo modo affascinante attrazione morbosa), persino il mio personale vissuto (Tristana infatti imparerà presto e bene, sia pure al prezzo di una devastante tragedia personale, la lezione di ipocrisia e crudeltà impostale dal suo tutore, così da poterla poi utilizzare con deliberata e sadica determinazione, proprio contro di lui).
Tristana (uno dei candidati all’Oscar per il 1971 quale miglior film non in lingua inglese), dopo l’anteprima madrilena del 29 marzo 1970, fu presentato fuori concorso alla 23esima edizione del Festival di Cannes di quell’anno, dove Buñuel (sia pure ex-aequo con L’inverno ti farà tornare), aveva già vinto nel 1961 la Palma d’Oro con Viridiana. 
Si colloca quindi subito dopo Bella di giorno (meritato Leone d’oro alla mostra del cinema di Venezia del 1967, con il quale condivide anche il nome della protagonista femminile) e La via lattea (1968) e immediatamente prima de Il fascino discreto della borghesia (1972). ESPANDI +
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Opinioni su Tristana


11 luglio 2011 Opinione di emmepi8 su "Tristana"
emmepi8

Una storia rigida che ci porta in via drammatica ad una vendetta senza tregua contro l’abuso dell’innocenza. Bunuel sceglie di nuovo  la Deneuve, costruendole un bel ruolo a tutto tondo, che si adatta alle sue corde ed al suo fisico in maniera forte e determinante. Una severa  messa in scena che però non trascura il racconto anche dal punto  vista classico, ma non nascondendo mai le sue frecce contro un sistema religioso e politico a cui non risparmia...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Tristana (1970)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

19 agosto 2010 Opinione di OGM su "Tristana"
OGM

Spesso libertà e identità sono termini antitetici, e ciò è più che mai vero nel contesto patriarcale ritratto da Buñuel nei film del suo ciclo messicano: moglie, sorella, amante, madre o figlia, fanciulla innocente o donna navigata sono le tipologie in cui un certo tipo di società ama suddividere l’universo femminile. Eppure le sue esponenti più forti cercano di sfuggire alla classificazione, facendo in modo che la loro vita si...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Tristana (1970)

nessun commento
[utile per 4 utenti]


6 dicembre 2009 Opinione di spopola su "Tristana"
spopola

Il particolare interesse che nutro verso il cinema di Buñuel l’ho già ampiamente testimoniato dedicandogli – qualche anno fa – ben tre play. Difficile quindi per me, considerando che è davvero uno dei rari nomi che amo incondizionatamente e “a prescindere”, districarmi all’interno del suo percorso artistico, per definire una sicura e certa scala di valori fra le singole opere, tanto è l’entusiasmo...

voto al film: spopola assegna il voto ottimo a Tristana (1970)

10 commenti
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14 ottobre 2009 Opinione di kotrab su "Tristana"
kotrab

Bunuel si immerge nella più normale ordinarietà di un triangolo borghese, ma ordinario nella apparenza del tratto stilistico, così pacato, lineare, non sguaiato. A sua volta però la pacatezza si rivela travestita, perché lontana dalla dolcezza (ancora, la dolcezza tra Rey e la Deneuve è in realtà aguzza, morbosa, egoistica, fino al ribaltamento dei ruoli). La metamorfosi della Deneuve ha il suo cardine nella perdita di una gamba, fatale...

voto al film: kotrab assegna il voto buono a Tristana (1970)

7 commenti
[utile per 2 utenti]


24 aprile 2009 Opinione di mm40 su "Tristana"
mm40

Il racconto di un rapporto difficile, di due vite strette dalla furia di una perversione sadomasochistica incolmabile. Deneuve e Rey ad alti livelli, Bunuel si impegna nella descrizione delle psicologie dei personaggi ancor prima e meglio che in quella dei fatti concreti (in verità abbastanza esigui come quantità e ben ordinati logicamente, a dispetto dell'usuale narrazione delirante-surreale del regista). Tristana, nonostante il ruolo di vittima nei confronti del carnefice-tutore, si...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Tristana (1970)


1 maggio 2007 Opinione di luca826 su "Tristana"
luca826

Voto 8,5 Spietato

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Tristana (1970)



25 febbraio 2007 Opinione di Zarathustra su "Tristana"
Zarathustra

Il film più complesso di Bunuel che riapre il discorso sul "sogno totale" che aveva accennato già con "Bella di giorno". I personaggi sono quelli tipici, dal borghese feticista di Fernando Rey alla ragazzina pura e ingenua della Deneuve. L'atto mancato freudiano qui si manefesta con l'amputazione della gamba, segno di inconsistenza e incapacità che rendono però la protagonista più autoritaria che mai, sicura di sè e del suo agire. Tutto però sembra una prolessi, un raconto di un tempo...

voto al film: Zarathustra assegna il voto buono a Tristana (1970)


22 aprile 2005 Opinione di michii su "Tristana"
michii

Mi sembrano secoli che non lo rivedo, un film di Bunuel, uno dei miei numi tutelari di sempre. Tristana è uno dei suoi capolavori.

voto al film: michii assegna il voto buono a Tristana (1970)




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