Tutti a casa (1960)
Con Alberto Sordi, Serge Reggiani, Eduardo De Filippo, Carla Gravina
La trama
Dopo l'8 settembre, un ufficiale sbandato ritrova nella lotta la perduta dignità.
Il sottotenente Innocenzi, travolto come tutti i suoi commilitoni dall'armistizio dell'8 settembre 1943, cerca di tornare a casa insieme a tre militari del suo reparto. Alla fine - ormai rimasto solo con il geniere Ceccarelli - ce la fa, ma suo padre vorrebbe vederlo arruolato con i tedeschi...
Un classico del nostro cinema, una grande commedia con una morale amarissima. Comencini realizza un film in cui si fondono con eccellente equilibrio i toni della commedia con quelli della tragedia storica. Né retorico né buonista, con una delle migliori interpretazioni di Alberto Sordi. Sceneggiatura di Comencini, Age, Scarpelli e Marcello Fondato.
L'opinione più votata
Di Baliverna scritta il 18/02/2012 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
Alberto Sordi dà una delle migliori interpretazioni della sua carriera, e riesce a rendere la lenta ma effettiva metamorfosi del personaggio da opportunista e vile, a uomo capace di rischiare la propria vita per gli altri. Via dalla retorica e dagli schemi militari, il contatto con la gente comune e la sofferenza lo fanno maturare umanamente. Tuttavia accadono anche certi episodi, come quello del camion di farina, che lo mettono davanti a tutta la sua meschinità. E' quella sana vergogna che purifica dentro.
Il film sa appassionare anche perché riesce nel rappresentare la crudeltà indiscriminata della guerra, tutte le inutili tragedie che produce. Guardando certi episodi è quasi inevitabile chiedersi come certe cose siano potute accadere.
Molto bravi trovo anche Serge Reggiani e Eduardo De Filippo. Menzione di merito per l'attore che interpreta il vicino fascista (chi è?).
Alcune sequenze capolavoro: il passaggio del Po e la fuga con la ragazza ebrea (la sempre bella Carla Gravina), il camion di farina saccheggiato, e l'episodio finale della chiesa. Una sequenza proprio divertente? L'abbuffata sul treno dalla valigia di Ceccarelli.
Quando il cinema italiano sapeva essere grande.
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18 febbraio 2012 Opinione di Baliverna su "Tutti a casa"
Secondo me il titolo appartiene ai migliori film italiani in assoluto. Io quella volta non c'ero, ma il ritratto dello sbandamento e del disordine successivo all'armistizio Badoglio ha tutto il sapore della realtà e del realismo. Comencini dirige con mano sicura, senza inutili didascalismi, senza retorica, e senza ideologia, lasciando parlare i nudi fatti e i personaggi (tutti ben definiti). Il regista riesce inoltre nel difficile connubio tra tragedia e commedia, e pure la sceneggiatura è...
voto al film: 
27 aprile 2010 Opinione di mm40 su "Tutti a casa"
Un classico del cinema italiano ed una delle opere più note sia per Sordi che per Comencini, Tutti a casa è una sorta di continuazione della Grande guerra di Monicelli, uscito l'anno precedente: l'odissea del pavido soldato in tempo di guerra, disposto a tutto pur di sottrarsi al combattimento ed in cerca di un rifugio tranquillo ove attendere che si calmino le acque. E lo stesso ribaltamento morale del personaggio - che immediatamente cancella qualsiasi ipotetico dubbio di...
voto al film: 
29 settembre 2009 Opinione di mosez su "Tutti a casa"
Un film che mi ha tenuto incollato allo schermo fino alla fine. Emozionante, divertente e che fa riflettere. Bravissimo Sordi.
voto al film: 
11 marzo 2009 Opinione di michel su "Tutti a casa"
BASTA RIDERE!! Alla notizia dell’armistizio alcuni soldati cercano di tornare a casa, ma i nuovi nemici, tedeschi e fascisti, sono in agguato. La morale è questa: esistono guerre giuste e guerre sbagliate e a volte la storia non ti consente di stare a guardare. A Comencini sono riuscite alcune belle sequenze dal sapore documentaristico, ma il film, episodico e itinerante, non riesce sempre a conciliare divertimento e impegno. Il cast fa spettacolo a se ma è tutto...
voto al film: 
15 settembre 2008 Opinione di oreteo su "Tutti a casa"
Ottima ricostruzione della situazione creatasi dopo l'8 settembre del 1943 in seguito al tradimento di casa savoia ai danni del popolo italiano.
voto al film: 
11 settembre 2008 Opinione di OGM su "Tutti a casa"
Come dire: il lato autentico e crudele dell'8 settembre, giorno in cui l'improvviso armistizio semina sconcerto e disorientamento in mezzo alle truppe italiane. Lo storico evento, lungi dall'essere il preavviso della fine della guerra, o magari – come taluni sono portati a pensare – un anticipo di pace, è, invece, un impensabile incubo che si scatena: quello dell'alleato tedesco che, d'un tratto, diviene un micidiale nemico in casa, in agguato ad ogni angolo di strada. Per i nostri...
voto al film: 
23 agosto 2008 Opinione di mmciak su "Tutti a casa"
"Tutti a casa" diretto nel 1960 da Luigi Comencini, devo dire che l'ho trovato un Film strepitoso. La storia racconta l'odissea del sottotenente Innocenzi che viene travolto come tutti i suoi commilitoni durante l'armistizio dell'8 settembre 1943. Allora cerca di raggiungere la sua casa, insieme a tre militari del suo reparto. La pellicola si può collocare nel filone della nostra amata "Commedia all'Italiana", ma Comencini è bravo a miscelarlo con il "Cinema d'Autore" e...
voto al film: 
22 luglio 2008 Opinione di colonel blimp su "Tutti a casa"
A Comencini è venuto bene l’impasto tra dramma storico (esemplarmente didattico) e commedia di costume all’italiana; un compromesso quasi necessario dato che si cominciava, nonostante il boom, a metabolizzare la Resistenza. Impressiona di “Tutti a casa”, l’escalation di tensione in ogni “quadro” d’ambiente in cui i protagonisti si trovano a essere coinvolti, controbilanciato da momenti di umanità di forte impatto: esemplare lo “scambio culturale” tra il milite americano...
voto al film: 
10 luglio 2008 Opinione di sasso67 su "Tutti a casa"
Uno dei migliori film degli annni Sessanta, da vedere e rivedere, grazie ad una serie di situazioni buffe e drammatiche, di personaggi indimenticabili, di battute da mandare a memoria. Stupendi i duetti tra due grandissimi attori, come Sordi e Reggiani. Il giovanissimo Castelnuovo fa la corte alla ragazza ebrea Carla Gravina, dicendole «non siamo tutti cristiani alla fine?». (22 giugno 2008)
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25 giugno 2008 Opinione di Spielbergman su "Tutti a casa"
Quando si parla di “film generazionale” bisognerebbe pensare anche alle generazioni che hanno fatto e vissuto la guerra. Quella del tenente Innocenzi, personaggio tipicamente Sordiano (e dunque italiano per eccellenza), combatté in Africa, ascoltò titubante le parole di Mussolini in Piazza Venezia e un giorno si ritrovò senza una patria, senza un punto di riferimento, pur non essendosi mossa da casa sua. Quel giorno era l’Otto Settembre, la Storia d’Italia cambiò per sempre. La...
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