Buone notizie (1979)
Con Giancarlo Giannini, Angela Molina, Aurore Clément
La trama
Il programmatore di una televisione crede di essere diventato cinico dopo aver visionato filmati crudissimi. Disinteressato a tutto, non raccoglie la richiesta d'aiuto di un amico, convinto di essere perseguitato. Quando però quest'ultimo viene trovato morto, la patina di cinismo del protagonista si incrina.
Il titolo con cui uscì il film era in origine questo: "Buone notizie ovvero la personalità della vittima". Per fortuna l'hanno accorciato, perché bastava a far capire quanto fose pretestuosa e farraginosa la vicenda raccontata. Forse il peggior film dell'autore di "La classe operaia va in paradiso", purtroppo anche l'ultimo.
L'opinione più votata
Di frankwalker scritta il 2008-01-28 14:55:21 - utile per 1 utenti
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2008-10-20 18:49:31 Opinione di mm40 su "Buone notizie"
Un Petri minore, che quasi si accosta al filone della commedia e, pur non rinunciando agli intenti satirici-critici (qui più i primi che i secondi) verso la società contemporanea, sembra aver perso smalto nei suoi affondi. Giannini amministra. Ma anche per lui non è una prova memorabile.
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2008-01-28 14:55:21 Opinione di frankwalker su "Buone notizie"
Nella propria ultima zampata, giocando la consueta carta dell’invettiva feroce e sarcastica, Petri non risparmia stoccate al moloch già allora imperante e tiranno della tivù. In “Buone notizie (o La personalità della vittima)”, lancinante apologo etico-politico, il medium televisivo viene visto all’origine della perdita d’identità nella società contemporanea, tale ne è divenuto il peso da traslarsi in presenza irrinunciabile per l’individuo medio, quest’ultimo reso...
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