La natura ambigua dell'amore (1994)
Con Thomas Gibson, Ruth Marshall, Cameron Bancroft, Mia Kirshner
La trama
David era diventato famoso come protagonista di un telefilm, ma oggi, per ragioni che sa solo lui, si adatta a fare il cameriere di un ristorante. Anche i suoi gusti sessuali sono vaghi: vive con Candy, la sua ex, ma oggi sembra più attratto dai corpi maschili. Il tutto mentre un serial killer terrorizza la città uccidendo giovani donne e collezionando i loro orecchini. Con o senza lobo.
Tratto da un lavoro teatrale (ma quasi non si nota), il film di Arcand tutto sommato colpisce. C'è qualche ingenuità, ma ci sono anche ottimi attori tra i quali Mia Kirshner, protagonista di "Exotica" di Egoyan.
La recensione di FilmTv
Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 38/1994
Ventenni canadesi alla ricerca del senso della vita e dell'amore con condimento di serial killer e di molte banalità
L'opinione più votata
Di BLUKLEIN scritta il 23/04/2005 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [2]
- positive [5]
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25 gennaio 2011 Opinione di michel su "La natura ambigua dell'amore"
CANADIAN PSYCHO Arcand vorrebbe, chissà perché, farci credere che la sua Montreal non è seconda a nessuno in fatto di criminalità e decadenza. Ma alla fine del suo sforzo autolesionista il regista si tira indietro spiattellandoci un inverosimile lieto fine. Insincero e scritto male il film si salva grazie al mestiere di un regista capace di sguazzare nel torbido conservando una certa ironia.
voto al film: 
9 febbraio 2010 Opinione di kotrab su "La natura ambigua dell'amore"
Eclettico "divertissement" acre, cinico, ironico ma anche tenero, con sprazzi di violenza improvvisa disseminata in un montaggio falsificatore e pungente, Love and Human Remains (dal dramma di Brad Fraser, sceneggiatore) danza un balletto su sfondo thriller e ricorrenti notturni metropolitani, tra strade sopraelevate, condomini, discoteche, dove si intrecciano turbamenti amorosi insoddisfatti, crisi d'identità, bizzarrie della vita (per quanto artificiose) e varietà umane. 7 1/2
voto al film: 
9 ottobre 2009 Opinione di bradipo68 su "La natura ambigua dell'amore"
Il declino dell'impero canadese....ovvero il declino dell'impero americano parte due.Questo film non è il seguito di quello or ora citato,ma è legato a quello da un fil rouge molto sottile che riconduce all'ambiguità sessuale.Come nell'altro,qui c'è una grossa confusione per quanto riguarda usi e costumi sessuali e questa incapacità di prendere decisioni in tal senso è il nucleo principale del film.I vari personaggi sembrano come perdersi nei meandri...
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7 dicembre 2008 Opinione di jonas su "La natura ambigua dell'amore"
Per una volta il titolo italiano è ben azzeccato: Arcand torna infatti al prediletto tema dell’ambiguità sessuale (personaggi omosessuali sono presenti in tutti gli episodi della trilogia ‘barbarica’) e ci presenta le storie parallele di due persone che dividono lo stesso appartamento (e, in passato, non solo quello). Lui, gay dichiarato, ex attore di soap e attualmente cameriere, fa da disincantato cicerone a un più giovane collega che sente di condividere i suoi stessi gusti; lei...
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2 dicembre 2008 Opinione di hupp2000 su "La natura ambigua dell'amore"
Insieme al “declino dell’impero americano” e “Le invasioni barbariche”, “La natura ambigua dell’amore” chiude quella che io considero una trilogia di Arcand sui sentimenti umani e la sessualità nell’arco di alcuni decenni. Dico “chiude”, anche se cronologicamente questo sarebbe il secondo capitolo, perché protagonisti del film sono giovani molto più moderni dei teneri e ingenui personaggi del “Declino”, invecchiati di trent’anni nelle “Invasioni”. Il...
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23 aprile 2005 Opinione di BLUKLEIN su "La natura ambigua dell'amore"
Il Canada è nel cono d' ombra degli Stati Uniti, sta più a nord, lì fa più freddo. Le foreste ( di grattacieli e condomini inospitali, gelidi ) nascondono "elfi" cattivi, assassini(i) sgranati come in un rosario, teorie di insoddisfazioni e frustrazioni. Un' agghiacciata nazione costretta a vivere sotto il livello stradale ( in inverno ), può finire con l' essere il lato oscuro di quella vincente che le sta un po' sotto. Cronenberg aveva aperto la strada, Arcand ci s' infila, anche...
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31 agosto 2004 Opinione di barryegan983 su "La natura ambigua dell'amore"
E' il film di Arcand che mi ha convinto meno. La tematica sessuale è ben sviluppata, forse un po' macchiettistica la rappresentazione delle storie omosessuali, ma è nella norma. Ciò che non va è la trama thriller sotterranea che non riesce mai a stimolare reale tensione, ma solo, mi dispiace dirlo, umorismo involontario. Arcand è sempre molto sfrontato nel dissertare circa i massimi e i minimi sistemi, a volte diventa irritante. Da vedere, comunque, come complemento al "Declino" e alle...
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8 febbraio 2004 Opinione di rocky su "La natura ambigua dell'amore"
Film livido, originale, esprime benissimo la disperata pietà che Arcand dimostra in tutti il suo interessantissimo cinema.
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