Opinione di Lina su Il corvo
Con Brandon Lee, Michael Wincott, Rochelle Davis, Ernie Hudson
- negative [2]
- sufficienti [7]
- positive [52]
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Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Il corvo è un film impareggiabilmente accattivante e poetico.
I suoi ambienti dark che trovano ispirazione dalla Gotham City di Batman, si rivelano uno dei suoi punti di forza perchè sono molto suggestivi. Tuttavia, l'elemento più coinvolgente in assoluto, è la vena romantica fatta di brevi flashback che mostrano, provocando una forte pietà e nostalgia nello spettatore, il tenerissimo amore condiviso da una coppia in fondo come tante.
Dunque, siamo dunque di fronte ad un horror stilisticamente ben studiato perchè sorretto da una sceneggiatura che presenta dialoghi diretti ed efficaci e che amalgama con maestria azione, fantasia, passione, amore, morte, vita oltre la morte e vendetta.
La storia viene vista e narrata attraverso l'esperienza di una ragazzina che insieme al personaggio di Shelly, rappresenta l'elemento più puro della trama. Invece, l'insistente citazionismo del racconto di Edgar Allan Poe e della vita di Gesù unito ai vari aforismi e agli accenni poetici e proverbiali proferiti con una certa frequenza, rendono il tutto più influente che mai. Tali elementi li troviamo in quantità anche più abbondante nel fumetto ed il film, pur essendo un po' più semplice e diverso, riesce comunque a trasmettere molte emozioni grazie alla presenza di situazioni che fanno riflettere sul significato della vita, della morte, del perdono e della vendetta. La sua morale però è tutt'altro che cristiana e si rivela fin da subito potente e contagiosa perchè condiziona lo spettatore convincendolo del fatto che sia opportuno che chi uccide, debba essere giustiziato.
Questa parabola dark, tende dunque a sottolineare che in ognuno di noi esiste una parte buia che a volte ci fa a malapena comprendere la differenza fra le tenebre e la luce.
Il corvo che per alcune antiche leggende è il simbolo metaforico del traghettatore di anime, rappresenta ciò che nell'al di là ci permette di realizzare quello che desideriamo inconsciamente, anche la vendetta se lo riteniamo giusto. Solitamente, accompagna in un lungo viaggio (come vediamo fare nella Divina Commedia di Dante) tutte quelle anime tormentate che non trovano pace (perchè continuano a vivere anche dopo la morte fisica una realtà sgradevole, tipo una sorta d'inferno dal quale non riescono ad uscire) alle quali talvolta concede di risorgere e di poter vedere attraverso i suoi occhi il tragitto da percorrere per espletare le proprie vendette. Insomma, siamo di fronte ad un'opera nichilista molto più ispirata ed impegnativa di quanto può sembrare.
La trama è molto magra, ma intensa: una coppia in procinto di sposarsi che vive in una città soggiogata da una grave corruzione e criminalità, viene barbaramente aggredita, ferita ed uccisa, ma gli assassini non vengono indiziati o arrestati e continuano invece a spargere terrore ovunque vogliano. Tuttavia, una leggenda vuole che quando si verificano delle azioni così orribili, tristi e dolorose, un corvo possa portare indietro le anime di determinate vittime, affinchè ristabiliscano il giusto equilibrio fra il bene e il male giustiziando come meritano i loro carnefici e questo è proprio quanto accade. Il prescelto è Eric, un musicista che risorgendo dalla tomba, inizia a vivere un conflitto di personalità. Non è un personaggio cattivo, ma non si può neanche definire buono, nè più umano o cristiano. Gli è stato fatto così tanto male che è sprofondato in una realtà orribile, inquietante, piena di incubi e di mostri, ma ad un certo punto la trama decide di concedergli anche delle sfumature dignitose. Lo mostra come una sorta di paladino novello che salva la propria città da un'oltraggiosa banda di criminali e piromani e lascia soprattutto notare che è ancora capace di provare amore verso quelle persone che gli sono state care.
Il film è zeppo di violenza resa comunque un pochino sopportabile dall'assenza di splatter e dalla "non pietà" che ispirano tutti gangster della storia. Inoltre, concedono un po' di respiro anche la presenza di dialoghi farciti di un azzeccato humor nero e la presenza di scene delicate e commoventi.
Può sembrare che dopo il primo quarto d'ora, la trama diventi piatta e prevedibile, ma in realtà tutti gli avvenimenti che si ripetono (azione, morte, nostalgia, vendetta), dovrebbero far riflettere che solo con l'amore è possibile salvare ogni tipo di dolore e tormento interiore. Nell'epilogo infatti viene mostrata Shelley, la fidanzata di Eric, che emergendo dalle tenebre va verso di lui pronta a salvarlo colmandolo ancora d'amore perchè l'amore, quando è vero amore, niente potrà separare due persone fatte per stare insieme... questo anche perchè è sempre il bene a rivelarsi più potente d'ogni male, tanto da lasciare sbalordito perfino il diavolo... (sbalordito il diavolo rimase quando comprese quanto osceno fosse il bene...)
Sulla regia di Alex Proyas
Prima dirigeva videoclip e se ne riconosce lo stile nelle sequenze d'azione spezzate ed invase puntualmente dalla colonna sonora rock. Non un grande regista dunque ed in fondo, anche lui ha sfruttato come i produttori del film, la morte del figlio di Bruce Lee per arricchirsi e per dar fama al proprio nome.
Sull'interpretazione di Brandon Lee
Ha interpretato un ruolo che è diventato analogo a quello della sua vita... anche lui stava per sposarsi prima di morire ingiustamente. Per ironia della sorte, affermò che anche lui avrebbe agito come Eric se si fosse trovato nella sua situazione. Per questo poi, la sua strana morte sul set provocò una morbosa e macabra curiosità nella gente che riempì di conseguenza le sale cinematografiche.
Quindi se Brandon Lee fosse ancora vivo, questo film avrebbe ugualmente avuto successo? Non lo so con certezza, ma è probabile di sì. Con questo film di genere finalmente diverso da quelli che aveva interpretato prima, si stava avviando verso il successo e sebbene non fosse ancora un attore eccelso, era abbastanza bravo e molto, molto espressivo. Con questo ruolo è stato capace di trasmettere molte emozioni. Ci provano ad imitarlo nei vari sequel del Corvo, ma falliscono tutti miseramente. Purtroppo questo ruolo è stato consacrato alla sua vita e morte. Lui non voleva essere ricordato come il figlio di Bruce Lee, e così è stato.
Sull'interpretazione di Michael Wincott
Un'interpretazione indubbiamente impeccabile. Il ruolo del cattivo in genere gli è congeniale perchè gli riesce bene.
Sull'interpretazione di Rochelle Davis
Questa ragazzina riveste un ruolo importante nel film. Un ruolo che lascia che questo lungometraggio colmo di violenza, di tanto in tanto lasci respirare gli spettatori.
I suoi pensieri e le sue riflessioni, accompagnano le scene più importanti del film dando modo a tutti di riflettere sull'importanza del vero amore.
Tuttavia, in realtà quest'attrice che all'epoca era ancora cruda ed inesperta del mestiere, non ha interpretato nel migliore dei modi il suo ruolo. Basta infatti sentire il film in lingua originale per rendersi conto che non ha quell'espressività angelica nella voce che ha invece la doppiatrice italiana. Peccato.
Sull'interpretazione di Ernie Hudson
Davvero bravo. Ha saputo rendere il suo personaggio intenso ed ironico nella maniera più giusta ed azzeccata.
La sua battuta: "no ispettore, e' Biancaneve, l'hanno violentata i sette nani"...è quasi memorabile...
Sulla colonna sonora
Molto ispirata e particolarmente adatta ad ogni aspetto, momento ed ambientazione del film. Più della parte rock (che comunque ha dei pezzi fantastici), ho apprezzato la parte strumentale di Graeme Revell. Le sue musiche sono stupende, fanno venire davvero i brividi.
Cosa cambierei
Avrei dato maggior spazio alla storia d'amore fra Shelly ed Eric. Avrei prolungato quindi le loro scene insieme facendo conoscere meglio come si svolgeva la loro vita.
Poi avrei mostrato approfondendo i rapporti di Eric anche con la piccola Sara e col suo gruppo musicale degli Hangmen's Joke di cui quasi non si vede traccia e che non si capisce neppure come abbia reagito alla sua morte.
Inoltre avrei aumentato la dose di fantasy nel film, mostrando il viaggio di Eric nella terra dei morti e avrei mostrato il suo incontro col traghettatore di anime: il corvo che avrei fatto parlare proprio come avviene nel fumetto di James O'Barr.
Commenti
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20 aprile 2011, 16:09 di Fanny Sally
Nonostante tutto quello che avresti cambiato gli dai comunque 5 stelle...Io non l'ho mai visto. Quando lo vedrò ti dirò il mio parere.
cancella commento cancella commento e blacklista Fanny Sally -
20 aprile 2011, 16:18 di Lina
Le 5 stelle sono dovute ad una decisione emotiva. Questo film mi ha toccata ed emozionata come pochissimi film al mondo. Dunque, benchè sia imperfetto a livello tecnico, ha un'intensità ed una carica emotiva che meritano molto.
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