Prima della pioggia (1994)
Con Rade Serbedzija, Katrin Cartlidge, Gregoire Colin, Labina Mitevska
La trama
Storie intrecciate di odio e di amore nella tragedia dell'ex Jugoslavia
Il giovane monaco Kiril nasconde nel suo convento in Macedonia una ragazza di ceppo albanese che alcuni macedoni vogliono uccidere; la uccideranno invece i suoi. Aleksandar, fotografo macedone che lavora per un'agenzia londinese, torna nel villaggio natio; viene ucciso il marito della sua donna.
Leone d'oro a Venezia '94, il film si avvale di un'inconsueta costruzione per denunciare gli orrori di una guerra fratricida, ma si chiude con un messaggio di speranza. Sociologicamente onesto, ma cinematograficamente troppo furbo.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 45/1994
Cita Leone, Peckinpah e Butch Cassidy il film macedone premiato a Venezia: un'operazione di «cinema politico» che sa di vecchio, anche se civetta con le mode
L'opinione più votata
Di sasso67 scritta il 08/01/2012 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
Questa frase enigmatica, apparentemente incongrua, pronunciata da un monaco all'inizio del primo segmento (Parole), scritta anche su un muro di Londra durante il secondo (Volti), rappresenta la chiave di lettura del film. Perché se il cerchio fosse rotondo, allora non ci sarebbe davvero scampo, in un mondo nel quale «la guerra è la regola, la pace un'eccezione», come constata Aleksander. E non ci sarebbe scampo non soltanto per i protagonisti di quella guerra, ma anche per chi vive a migliaia di chilometri di distanza, come sta a dimostrare l'eccidio nel ristorante londinese. Se il cerchio fosse rotondo, il destino dell'umanità non potrebbe che essere lo stesso delle povere tartarughe che un gruppo di ragazzini utilizza per giocare alla guerra all'inizio del primo episodio, chiudendole senza possibilità di fuga in un cerchio di fuoco.
In ogni caso, preannunciata dai morsi degli insetti, dai tuoni in lontananza e dalle nuvole nere, arriva la pioggia, che sembra indicare quelle interruzioni nel cerchio del tempo, nelle quali ci si può inserire per spezzare il circolo vizioso della ripetizione della guerra e della violenza senza soluzione di continuità. In quegli interstizi si può inserire qualche figura eroica, o, meglio, redentrice, come quella di Aleksander, che sacrifica la propria vita di macedone cristiano (ortodosso), per salvare quella di una ragazza albanese musulmana. Apparentemente, il sacrificio del fotografo (Aleksander ha appena vinto il Premio Pulitzer per la fotografia) è inutile, perché dopo la sua morte, ad opera dei propri cugini, anche Zamira, la ragazza albanese, viene uccisa da altri albanesi: sembra che la guerra fratricida non voglia placarsi. Quella, purtroppo, è la regola, ma il meccanismo, forse, può essere inceppato, come mi sembrano dimostrare le incongruenze cronologiche inserite nella vicenda dal regista (non possono essere certo una svista, in un film uscito nell'anno di Pulp Fiction): per esempio, se Aleksander muore alla fine del terzo episodio, che cronologicamente precede il primo, come può egli essere vivo nel secondo? Aleksander, macedone, attraverso la trasfigurazione nel personaggio del grande condottiero di quelle terre, che portava il suo stesso nome, morto a 33 anni, incarna quella figura Christi che può spezzare il cerchio della violenza. Nell'immagine ripresa dall'alto di Aleksander ucciso, sembra di vedere il Cristo dipinto sulle icone appese nella chiesa del convento di Kiril, il giovane monaco del primo episodio.
8 gennaio 2012 Opinione di sasso67 su "Prima della pioggia"
«Il tempo non muore mai: il cerchio non è rotondo» Questa frase enigmatica, apparentemente incongrua, pronunciata da un monaco all'inizio del primo segmento (Parole), scritta anche su un muro di Londra durante il secondo (Volti), rappresenta la chiave di lettura del film. Perché se il cerchio fosse rotondo, allora non ci sarebbe davvero scampo, in un mondo nel quale «la guerra è la regola, la pace un'eccezione», come constata Aleksander. E non ci sarebbe scampo non soltanto per i...
voto al film: 
15 ottobre 2010 Opinione di riorob su "Prima della pioggia"
E' un film bellissimo. Il protagonista Alexander fugge. Ma la sua fuga è un circolo vizioso. Fugge dagli orrori della guerra per rifinirci dentro. E' un film a tre episodi. Parole. Visi. Fotografie. E storie minuscole di minuscoli personaggi si attorcigliano attorno ai resti della guerra della ex-Jugoslavia. Come se la guerra fosse un marchio da cui non si può sfuggire per tanto e tanto tempo. E nei silenzi. E nelle armi in mano ai bambini. Nelle case diroccate. Nelle galline...
voto al film: 
18 novembre 2005 Opinione di scandoniano su "Prima della pioggia"
Storia intricata, struttura sui generis e una vagonata di simbolismi per uno dei film più sottovalutati degli anni ’90. Prima della pioggia è l’opera d’esordio del regista macedone Milcho Manchevski. Il film tratta di tre diversi episodi, non direttamente collegati, ma che lentamente si rivelano curve di una stessa circonferenza. La storia comincia in un convento macedone, col monaco Kiril che coltiva l’orticello prima dell’arrivo della pioggia e, dopo essersi spostato a Londra,...
voto al film: 
4 marzo 2005 Opinione di roccabeach su "Prima della pioggia"
rappresentazione originale e elaborata di una guerra vista con gli occhi di un uomo che dopo anni ritorna nella sua terra e spera in un futuro migliore per la sua gente.
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