Electric Dreams (1984)
Con Lenny Von Dohlen, Virginia Madsen, Maxwell Caulfield, Bud Cort
La trama
Miles è un giovane architetto con un grosso lavoro da eseguire e, da pochi giorni, anche con un personal computer nuovo fiammante. Il problema è che i computer non sono infallibili e, a volte, hanno anche un cuore. Così quello di Miles, a seguito di una sorta di collasso informatico, si risveglia e si dimostra un affabile conversatore, un buon musicista e, per di più un incorreggibile sentimentale.
Una favola moderna piena di buoni sentimenti e di situazioni comiche. Questo nelle intenzioni degli autori. Il risultato è invece un brutto pateracchio di luoghi comuni e di stoltezze. La musica di Giorgio Moroder non basta a salvare la situazione.
L'opinione più votata
Di Stefano L scritta il 18/12/2011 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
La trama di questo lungometraggio è molto carina, "Edgar" ricorda vagamente Hal 9000, le colorate "visioni orgasmiche" dello stesso sono ammalianti e la regia è ottima. Si tratta di un racconto che alterna efficacemente le scene recitate con dei veri e propri collage musicali degli artisti pop più influenti di quel periodo (Culture Club, Phil Collins, Heaven 17, Jeff Lynne e, naturalmente, il mitico compositore Giorgio Moroder). Virginia Madsen è molto convincente nel suo ruolo, soprattutto nell'interpretare una giovane artista particolarmente appassionata al suo strumento. Meno trascinante invece il personaggio di Lenny von Dohlen, ma abbastanza simpatico nella sua goffagine.
Il vero difetto è il fatto che la colonna sonora diventa fin da subito più importante dello stesso film, e che, a parte la conversazione finale tra la macchina e Miles, lo script è troppo noioso. Non mi sarei aspettato mica la sceneggiatura di "Butch Cassidy", ma dei dialoghi più intensi non avrebbero certamente reso "ED" meno interessante. L'esito è quindi solo un piacevole amalgama di videoclip musicali e il derivato rappresenta una realizzazione propedeutica allo splendido video di "Take on me" che lo stesso Barron avrebbe girato un anno dopo.
Voto: 5
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18 dicembre 2011 Opinione di Stefano L su "Electric Dreams"
"Electric Dreams" di Steve Barron prende chiaramente spunto dal boom degli home-computer avvenuto a metà degli anni ottanta. In questa storia un architetto di nome Miles Harding compra un nuovo elaboratore elettronico che prende letteralmente vita e comincia a gestire tutti gli elettrodomestici della casa del protagonista. Il computer (che si farà chiamare Edgar) inizia anche a comporre e suonare musica autonomamente, mettendosi a ritmo con le prove di violoncello...
voto al film: 
5 settembre 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Electric Dreams"
Curioso film degli anni 80 con un insolito triangolo: lei, lui, l'altro...cioè un computer geloso! L'altra faccia di CORTO CIRCUITO. Però a differenza della citata pellicola e dei lavori analoghi del periodo qui c'è un finale riflessivo e metaforico che fà a pezzi lo yuppismo americano. In alcuni tratti sembra più inquetante che comico. Peccato che in tempi di FACEBOOK sembri troppo datato.
voto al film: 
8 marzo 2009 Opinione di Tex Murphy su "Electric Dreams"
Un piccolo cult per tutti gli adolescenti che negli anni 80 sognavano un PC ma soprattutto una ragazza come Virginia Madsen. Basato sostanzialmente sulla musica, si può vedere come un lungo videoclip del periodo. Peccato che il protagonista non sia propriamente un nerd; simpaticissimo il computer che nell'immaginario collettivo dell'epoca era ben superiore ai nostri attuali PC.
voto al film: 
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