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C'era un castello con quaranta cani (1989)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in C'era un castello con quaranta cani: minimo
Ritmo ritmo in C'era un castello con quaranta cani: presente
Impegno impegno in C'era un castello con quaranta cani: minimo
Tensione tensione in C'era un castello con quaranta cani: minimo
Erotismo erotismo in C'era un castello con quaranta cani: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a C'era un castello con quaranta cani

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a C'era un castello con quaranta cani (voti: 5 media: 2,60) 5

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locandina di C'era un castello con quaranta cani

La trama

Bob eredita un castello in Toscana e vi si trasferisce con la sua compagna Giovanna e con il figlio adottivo Tom. Sul posto, il saggio veterinario e la bella Violetta lo aiuteranno a sventare un'odiosa speculazione immobiliare. Alla fine, c'è amore e felicità per tutti.  

Morale ecologista per questa commedia tratta dal romanzo di Remo Forlani "Au bonheur des chiens" e raccontata con molta semplicità da Duccio Tessari. Tra gli interpreti, nella parte di Tom, c'è il piccolo Salvatore Cascio, reso celebre da "Nuovo cinema Paradiso".

L'opinione più votata

Di mm40 scritta il 01/11/2011 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto mediocre

L'ultimo lavoro di Duccio Tessari per il grande schermo è in realtà già fortemente indirizzato verso il piccolo: luci, scene, musiche, la stessa facilità e piattezza con cui la trama si sviluppa dimostrano (oltre a un budget limitato) che l'obiettivo è quello più ampio possibile: famiglie, bambini, un pubblico che non sta cercando altro che intrattenimento senza alcun sottinteso intellettuale. Non che il film sia sciocco, intendiamoci: semplicemente la sceneggiatura (Marcello Coscia, Mahnahen Velasco, Ennio De Concini, Tessari stesso) riduce in maniera stilizzata situazioni e personaggi, utilizza un linguaggio povero e privo di qualsivoglia accenno di volgarità ed è platealmente costruita attorno a un lieto fine inevitabile. Come una sorta di fiaba anticapitalista, ma fin troppo grossolana, con l'unico effetto speciale (oltre alla presenza di Totò Cascio, il piccolo co-protagonista di Nuovo cinema Paradiso, di Tornatore, uscito pochi mesi prima) rappresentato da una mandria di cani allo sbaraglio che 'recitano' alcuni divertenti sketch. Sensazionale un'idea: quella di far intonare (con latrati intonati in studio, chiaramente) il Va pensiero ai cani; tutto il resto è però ai livelli di una qualsiasi mostra-concorso di animali ammaestrati. Peter Ustinov, Jean-Claude Brialy, Delphine Forest (emergente grazie al ruolo televisivo, di pochissimi mesi precedente, di Lucia Mondella nei Promessi sposi di Nocita) completano la parte 'alta' dei nomi in cartellone. Un lavoro onestissimo, ma comunque fortemente limitato. 4/10.
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SI

Opinioni su C'era un castello con quaranta cani


1 novembre 2011 Opinione di mm40 su "C'era un castello con quaranta cani"
mm40

L'ultimo lavoro di Duccio Tessari per il grande schermo è in realtà già fortemente indirizzato verso il piccolo: luci, scene, musiche, la stessa facilità e piattezza con cui la trama si sviluppa dimostrano (oltre a un budget limitato) che l'obiettivo è quello più ampio possibile: famiglie, bambini, un pubblico che non sta cercando altro che intrattenimento senza alcun sottinteso intellettuale. Non che il film sia sciocco, intendiamoci: semplicemente la sceneggiatura (Marcello Coscia,...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a C'era un castello con quaranta cani (1989)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

19 maggio 2011 Opinione di chribio1 su "C'era un castello con quaranta cani"
chribio1

sopportabile (per lunghi tratti) commediola di fine anni '80.voto.6.

voto al film: chribio1 assegna il voto sufficiente a C'era un castello con quaranta cani (1989)



2 agosto 2008 Opinione di Light su "C'era un castello con quaranta cani"
Light

Forse per questo film bisognerebbe scrivere due pareri differenti: uno scritto attraverso gli occhi di un bambino, l'altro con quelli di un adulto. Iniziamo alla seconda maniera. Per un adulto e' una piatta commedia, ricca di buone intenzioni e senza tensione. Per non sbagliare, il film prende un po' qui e un po' lì: qualcosa dall' avventura, dai gialli, dalla commedia, addirittura dal dramma. La noia però incombe. Gli attori sono mediocri e la regia pure. Per un bambino questo è un...

voto al film: Light assegna il voto sufficiente a C'era un castello con quaranta cani (1989)



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