Tempeste sul Congo (1953)
Con Susan Hayward, Robert Mitchum, Timothy Carey, Walter Slezak
La trama
Storia d'amore africana tra un'infermiera e un cacciatore che le fa da guida.
Elena è vedova di un medico specializzato in malattie equatoriali. Quasi per continuarne l'opera, si reca in Congo come infermiera. Nel viaggio viene scortata da una guida, Loney Douglas, che si innamora di lei. Giunta al villaggio, Elena apprende che l'anziana dottoressa è morta; accetta di sostituirla e Loney resta con lei. Dopo che Elena si è conquistata la fiducia del re dei Baku, guarendone il figlio, ricompare un avventuriero di pochi scrupoli, vecchia conoscenza di Loney, in cerca di giacimenti d'oro. Avventura equatoriale per la coppia Hayward-Mitchum, che poco tempo prima aveva lavorato insieme nel memorabile "Il temerario" di Nicholas Ray. Il film resta un collage di stereotipi del cinema esotico-avventuroso, anche se Mitchum ogni tanto sa ravvivarlo. Buona la fotografia di Leon Shamroy, mentre Hathaway sbriga le pratiche di regia senza slanci. La musica è di Bernard Herrmann.
L'opinione più votata
Di Baliverna scritta il 14/11/2010 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
Insomma, è un film non banale e ben condotto; non è esente da difettucci, ma la somma algebrica è ampiamente positiva.
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14 novembre 2010 Opinione di Baliverna su "Tempeste sul Congo"
Mi rendo conto di essere una voce fuori dal coro, ma a me il film è piaciuto. Anzi, mi sono confermato nella convinzione che il nome di Hathaway è una garanzia. Certo, non è tra le migliori opere del regista, ma la sua mano sicura nel condurre la vicenda e i due attori non mi hanno causato un momento di noia. L'unico rimprovero che faccio al regista è quello di aver dato un po' troppo spazio all'ambientazione esotica e alle tribù indigene a spese dei due...
voto al film: 
8 dicembre 2002 Opinione di woody su "Tempeste sul Congo"
E' prerogativa di ogni vero appassionato di cinema apprezzare anche quelle pellicole che nonostante siano prive di invenzioni, piatte come un'asse da stiro, assai convenzionali e per nulla distintive, possiedano ugualmente un loro oscuro fascino. La mia personalissima naïveté mi conforta in tal senso una volta di più proprio per il summenzionato titolo. La testolona imbronciata e ciondolante di Mitchum, sorretta da solide ed impavide spallone, e tutto il pepe della Hayward son ben in...
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