Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Il giorno della locusta (1974)

[The Day of the Locust, USA 1974, Drammatico, durata 140']   Regia di John Schlesinger
Con Donald Sutherland, Karen Black, Burgess Meredith, William Castle



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il giorno della locusta: assente
Ritmo ritmo in Il giorno della locusta: presente
Impegno impegno in Il giorno della locusta: presente
Tensione tensione in Il giorno della locusta: presente
Erotismo erotismo in Il giorno della locusta: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Il giorno della locusta

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Il giorno della locusta (voti: 17 media: 3,94) 17

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Il giorno della locusta

Acquista Il giorno della locusta

Scegli tra i formati disponibili

Il giorno della locusta disponibile in DvdIl giorno della locusta non disponibile in Blu-RayIl giorno della locusta non disponibile in Umd

La trama

Alla fine degli anni Trenta, mentre Tod e Faye cercano vanamente di farsi strada a Hollywood, Homer finisce per farsi linciare dalla folla. Un film amaro e cattivo, tratto da un celebre libro di Nathanael West. 

Incluso nelle taglist:

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 18/04/2007 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

Ogni volta che mi capita di rivedere “Il giorno della locusta” (cosa che è accaduta proprio in questi giorni), ritrovo inalterate tutte le emozioni “della prima volta” che sono state molteplici, profonde e avvolgenti, tanto che mi sembra davvero impossibile che l’opera abbia suscitato alla sua uscita sugli schermi, una levata di scudi così consistente e abbastanza omogenea, da parte di una critica particolarmente feroce (soprattutto in patria) più interessata ad evidenziare principalmente i “limiti” del risultato, piuttosto che sottolineare gli indubbi “pregi” dell’operazione che pure esistono e sono molteplici, comunque la si pensi. Colpa forse dell’eccessivo (e per alcuni “scomodo”) successo riscosso da Schlesinger, a quei tempi decisamente sulla cresta dell’onda (un periodo particolarmente fecondo per il regista che proprio in quegli anni avrebbe realizzato alcune opere “fondamentali” della fase americana della sua carriera). Il film viene infatti dopo gli osannanti riconoscimenti decretati a un assoluto “cult” come “Un uomo da marciapiede” (solo di pochi anni precedente) e immediatamente prima de “Il maratoneta”, un altro indiscutibile trionfo planetario anche sotto il profilo degli incassi. E’ inevitabile persino dubitare che tanta acrimonia sia attribuibile per lo meno in buona parte, a una forma implicita di “accanimento” programmato che spesso in America (ma non solo) trova il bersaglio preferenziale proprio in coloro che sono arrivati troppo in fretta (e forse inaspettatamente) al successo e al riconoscimento massimo del “premio dei premi” come spesso si ama definire con eccessiva enfasi e supponenza, l’Oscar (siano essi registi o attori), e devono essere di conseguenza “ridimensionati” ad ogni costo (persino “puniti” per l’ardire) per riportare in parità la bilancia ed evitare (o per lo meno scoraggiare) pericolose “alzate di testa” mai gradite (gli esempi sotto gli occhi di tutti, sono molteplici ed eclatanti: quanti nomi altisonanti sono stati precipitosamente ricacciati nella polvere direttamente dalla gloria effimera degli altari al primo impercettibile “passo falso”!!!). Quale migliore occasione di questa allora, visto che l’opera sulla quale era “necessario” infierire stava registrando un imprevedibile e clamoroso “flop” al botteghino (un peccato tutt’altro che veniale per l’industria cinematografica di oltreoceano) e che questa circostanza “sfavorevole” avrebbe sicuramente neutralizzato la levata di scudi di possibili “difensori d’ufficio” che potevano essere intenzionati a difenderne le sorti? Esisteva inoltre anche un’altra fazione decisamente ostile (che per ragioni opposte avvertiva il bisogno di sfogare il livore per la propria delusione), una congrega eccessivamente “idealista” indisponibile a perdonargli quelle che venivano considerate le “facili e inopportune” concessioni alle regole e ai “bisogni” imposti dall’industria Hollywoodiana, valutate quasi come una vera e propria “messa in svendita del proprio talento” (una preoccupazione premonizione tutt’altro che peregrina, visto come sarebbero poi andate le cose, soprattutto nella spenta fase conclusiva della sua carriera, che vede probabilmente “emergere” e “galleggiare” solo “Cold Comfort Farm”, non a caso girato ancora una volta a basso costo e in Inghilterra) che lo avevano portato, secondo il loro punto di vista, ad incamminarsi su una strada più “comoda” e accattivante ma di gran lunga meno “personale”, che sembrava voler contraddire – pur mantenendo comunque alto il livello - non solo lo sguardo più “francescano” e intimista, decisamente stimolante e innovativo dei suoi esordi, ma anche quello del pregnante intermezzo di “Domenica, maledetta domenica” nuovamente girato in patria immediatamente prima di quest’opera, che riconfermava con forte evidenza quale poteva essere la differenza del suo “tocco” quando l’ispirazione era stimolata in maniera adeguata, il “tema” fortemente provocatorio e sentito, e forse poteva appoggiarsi su un sistema produttivo che gli garantiva maggiore libertà di movimento. ESPANDI +
Commenta l'opinione 2
SI

Opinioni su Il giorno della locusta


17 aprile 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Il giorno della locusta"
alfatocoferolo

Pro: ottimo spaccato della cinica macchina sforna celebrità hollywoodiana, bravi interpreti, tecnica registica innegabile, estetica superba e soprattutto un finale da Oscar. Contro: più di due ore di una storia che rigira su se stessa sono tante e forse troppe. Nel complesso il circo di personaggi è ben assortito ed il film si fa guardare con piacere. Voto: 7,5/8.

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a Il giorno della locusta (1974)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

8 febbraio 2012 Opinione di scandoniano su "Il giorno della locusta"
scandoniano

Nella Hollywood degli anni ’30, l’aspirante scenografo Tod Hackwett  (William Atherton) si innamora della femme fatale Faye Greener (Karen Black); il loro rapporto ambiguo e contrastato, per via del carattere svampito e misterioso di Faye, viene messo in discussione quando il padre di lei muore e la ragazza si avvicina all’impacciato, ma economicamente solido, ragionier Homer Simpson (Donald Sutherland). Il carattere imprevedibile e svampito di lei plagia completamente il timido...

voto al film: scandoniano assegna il voto buono a Il giorno della locusta (1974)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


14 maggio 2009 Opinione di bradipo68 su "Il giorno della locusta"
bradipo68

Difficile trovare un racconto più caustico di questo sulla fabbrica dei sogni.Hollywood ,il supremo demone che plasma e appiattisce le coscienze è inquadrato dal basso,da quel sottobosco che la anima alla base,da tutti quei personaggi che vi orbitano attorno e che vorrebbero sfruttarne i vantaggi.Sinceramente non sono sicuro di aver capito fino in fondo questo film e forse il mio giudizio risente di questo.E'un film ambientato negli anni 30 in cui tre personaggi che sono nell'anonimato(uno...

voto al film: bradipo68 assegna il voto sufficiente a Il giorno della locusta (1974)


17 aprile 2009 Opinione di ethan su "Il giorno della locusta"
ethan

Tratto dal romanzo di Nathanael West, il film di Schlesinger affronta il tema della 'Fabbrica dei sogni' vista attraverso alcuni 'addetti ai lavori': uno scenografo (William Atherton) ed una comparsa (Karen Black) ed i personaggi che si intrecciano con loro. Il soggetto, che smaschera ciò che c'è dietro alla macchina cinema, è molto interessante ma la regia non sempre è all'altezza; non tanto nella resa delle singole scene ma nella mancanza di un amalgama fra di esse. In alcuni momenti...

voto al film: ethan assegna il voto sufficiente a Il giorno della locusta (1974)



18 aprile 2007 Opinione di spopola su "Il giorno della locusta"
spopola

Ogni volta che mi capita di rivedere “Il giorno della locusta” (cosa che è accaduta proprio in questi giorni), ritrovo inalterate tutte le emozioni “della prima volta” che sono state molteplici, profonde e avvolgenti, tanto che mi sembra davvero impossibile che l’opera abbia suscitato alla sua uscita sugli schermi, una levata di scudi così consistente e abbastanza omogenea, da parte di una critica particolarmente feroce (soprattutto in patria) più interessata ad evidenziare...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Il giorno della locusta (1974)

2 commenti
[utile per 4 utenti]

30 gennaio 2007 Opinione di Xiao su "Il giorno della locusta"
Xiao

Una lunga scena finale di delirio collettivo davvero indimenticabile!

voto al film: Xiao assegna il voto buono a Il giorno della locusta (1974)



2 novembre 2002 Opinione di strangelove su "Il giorno della locusta"
strangelove

Dal celeberrimo romanzo di Nathanael West (che non ho ancora letto),uno dei protagonisti del free cinema ne ricava un opera diseguale a tutti i livelli.Se la ricostruzione d'epoca riesce a convincere (grazie ad una bella fotografia,sontuose scenografie,e regia attenta ai particolari),la narrazione appare sfilacciata.Colpa forse di una sceneggiatura non proprio all'altezza,ma anche della mancata cattiveria che ci si aspetterebbe dal rabbioso Schlesinger (come dimenticare il bellissimo...

voto al film: strangelove assegna il voto sufficiente a Il giorno della locusta (1974)



scrivi la tua opinione su Il giorno della locusta


Voti a Il giorno della locusta


login

hai dimenticato la password?