Stefano Quantestorie (1993)
Con Maurizio Nichetti, Elena Sofia Ricci, Amanda Sandrelli, Caterina Sylos Labini
La trama
Tutte (o quasi) le possibili varianti del destino nella vita di un uomo.
Il quarantenne Stefano, irresoluto quanto fantasioso, ripensa a tutte le diverse occasioni che la vita gli ha presentato: se fosse partito per l'America, se fosse stato ammesso nell'arma dei carabinieri, se si fosse laureato, se avesse preso il brevetto di pilota, se avesse sposato Angela, o Chiara, o Costanza... Tante storie possibili, un intreccio di ipotesi e di sogni. Ma, in fondo, una vita vale l'altra. Nichetti-prestigiatore "gioca" nella sua surreale vicenda con incastri che sono autentici virtuosismi narrativi senza rete, spericolati, ma, al tempo stesso, sempre tenuti sotto controllo. Peccato che la storia sia un po' troppo ripetitiva.
L'opinione più votata
Di LorCio scritta il 26/11/2010 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
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6 maggio 2012 Opinione di sillaba su "Stefano Quantestorie"
Nichetti resta un genio troppo precoce. Questo film ha dentro di sé moltissimi elementi che si sono sviluppati dopo in altri registi e ambienti. Le vite "alternative" sono create con maestria.
voto al film: 
26 novembre 2010 Opinione di LorCio su "Stefano Quantestorie"
Maurizio Nichetti, che da un po’ di anni si è defilato dal cinema un po’ perché il suo cinema non è commestibile a tutti e un po’ perché il pubblico non se lo fila più, ha diretto qualche film da ricordare, se non altro per l’originalità e la singolarità della produzione. Non fa assolutamente eccezione Stefano Quantestorie, settimo opus del fantasioso regista milanese, che può contare su molti elementi positivi a...
voto al film: 
19 maggio 2010 Opinione di mm40 su "Stefano Quantestorie"
Qualunque sia il destino, la vita è meravigliosa da vivere: per quanto la morale sia ottimista e positiva, è pure altrettanto ottusa e limitata (la scelta e l'arbitrio come elementi prescindibili nella vita umana? e allora cosa ci distinguerebbe dalle bestie?), eppure non ci si può certo accanire contro un simile inno alla gioia di vivere che è allo stesso tempo un gesto d'amore verso il cinema e le sue straordinarie posibilità espressive. Come al solito,...
voto al film: 
13 settembre 2009 Opinione di sasso67 su "Stefano Quantestorie"
Nichetti è stato uno dei pochi a crederci veramente, nella possibilità di un cinema italiano un po’ diverso dagli schemi che si è costruito nei cento e passa anni della sua storia. Con film produttivamente modesti, ma abbastanza riusciti, come “Ratataplan”, “Ho fatto splash”, “Ladri di saponette”, “Volere volare”, ha cercato una contaminazione tra il cinema classico (dal comico chapliniano al neorealismo), il mimo, il...
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13 gennaio 2009 Opinione di Carlo Ceruti su "Stefano Quantestorie"
Nichetti tenta una storia originale, com'è nel suo solito e direi che riesce nel suo intento. Riguardo al resto il film fa ridere e non è affatto banale o volgare, bravi gli interpreti. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:2 ritmo:2
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19 settembre 2004 Opinione di Ramito su "Stefano Quantestorie"
Narrazione fantastica che seppur ripetitiva, ha spunti interessanti nel suo allusivismo
voto al film: 
2 dicembre 2003 Opinione di zio_ulcera su "Stefano Quantestorie"
Bello e avvincente film si storie parallele. Non riesco più a capire cosa intendessi dire con il commento precedente, ma non mi sento di cancellarlo o modificarlo perché ha riscosso l'interesse di alcuni cibernauti che hanno poi cercato il vhs di questo film e se lo sono goduto. Questo per me è l'unico commento sensato.
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18 febbraio 2003 Opinione di zio_ulcera su "Stefano Quantestorie"
"Stefano Quantestorie", senza rinunciare a divertire, affronta a viso aperto una tematica centrale per chiunque: quale sia il ruolo della Scelta nel destino individuale di una persona. Senza richiamare esplicitamente "Aut aut", il film afferma che la Scelta è un atto di libertà, anche se la strada intrapresa ci appare talvolta come una trappola. Se, come chi ha stilato il giudizio di filmtv, se ne trae la conclusione che per Nichetti una strada vale l'altra, è perchè si è abituati a...
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