Opinione di bradipo68 su Roma
Con Peter Gonzales, Fiona Florence, Marcello Mastroianni
- sufficienti [5]
- positive [14]
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Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Fellini ritorna sul luogo del delitto una dozzina di anni dopo La dolce vita e a poca distanza dal Satyricon che quasi può essere considerato un corposo prologo a questo film per come getta il suo sguardo critico alla Roma pantagruelica dell'antichità,il regista riminese ci prende per mano e ci porta a spasso per Roma nelle varie epoche dal 1939 in avanti e con varie storie del tutto slegate tra di loro.Il trait d'union è lei,la città eterna che viene raccontata e filtrata attraverso le precedenti esperienze di vita e di cinema del grande autore riminese.Sarà poco elegante dirlo ma Roma per chi conosce il cinema di Fellini ne rappresenta un ideale antologia cinematografica in cui il nostro ripercorre tutta la sua carriera a dieci anni di distanza da 8 e 1/2.Però qui non è un bilancio della propria attività artistica,è più che altro l'esposizione di un rapporto tormentato che il regista ha con la città del titolo.Non c'è una struttura narrativa unitaria,si procede a compartimenti stagni ma se questo in Satyricon mi aveva lasciato più che perplesso(e sto usando un eufemismo),qui acquista una sorta di armonia interna che secondo me l'altro film non aveva.E poi a livello visivo soprattutto nella ricostruzione della Roma del ventennio siamo a livelli di eccellenza:Fellini non si fa schiacciare dalla sua prorompente visionarietà e disegna sequenze memorabili che si pongono idealmente a metà strada tra l'onirismo di molte sue opere e il realismo oserei dire fiabesco(perdonate l'ossimoro) di Amarcord.La macchina da presa si muove leggera a disegnare ghirigori sull'ingorgo gigantesco sul Grande Raccordo Anulare fin davanti al Colosseo,c'è una gustosa sezione di numero di avanspettacolo in cui gli spettatori "interagiscono" con l'artista sul palco,una doppia versione(per clienti danarosi e non) di bordello del ventennio che si segnala per lo squallore degli ambienti e l'aggressività delle signorine protagoniste del mercimonio della propria carne da vendere un tanto al kilo,la splendida scalinata di piazza di Spagna invasa dagli hippies,la macchina da presa allontanandosi inquadra un intera strada trasformata in trattoria all'aperto dove tutti gozzovigliano oziosamente,nel finale c'è addirittura una sfilata di moda per abiti talari.Fellini ne ha per tutti ma il suo film,di genere indefinibile,un sorta di documentario grottesco,non è totalmente denigratorio verso la città che lo ha ospitato per tutti quegli anni.E'lo specchio del suo rapporto contraddittorio con una città agli antipodi rispetto alla Romagna provinciale da cui proveniva.E il finale suggerisce ancora quella mestizia funeraria che incombe su molte opere di Fellini.Forse è più di una suggestione.Del resto l'ossessione di Fellini per la morte era già ben chiara ai tempi di 8 e 1/2....Una curiosità:Roma fu presentato al festival di Cannes in una versione lunga circa 130 minuti.Poi Fellini per il mercato internazionale decise in maniera del tutto autonoma(la versione integrale aveva passato il visto censura coin un divieto ai minori di 14 anni ) di tagliare alcune scene e di rimontarne altre e venne fuori una versione da circa 115 minuti(tra le altre vennero tagliate anche le parti con Sordi e Mastroianni).In tv passa questa versione più corta che è quella che ho visto anche io.
Sulla regia di Federico Fellini
è uno dei suoi fim più felici
Sull'interpretazione di Peter Gonzales
spaesato
Sull'interpretazione di Fiona Florence
eccessiva
Sull'interpretazione di Marcello Mastroianni
nella versione internazionale la sua parte è stata tagliata...
Commenti
-
14 luglio 2010, 22:19 di Utente rimosso (Marcello Del Cam
La sfilata ecclesiastica dell moda è uno dei 'pezzi' di cinema più strabilianti che io abbia mai visto: qui Fellini raggiunge l'acme del barocco come metafora della morte; neppure i surrealisti sono mai arrivati a una rappresentazione così ironicamente orrorifica; il finale sulle moto è avanguardia pura che tirata fuori dal contesto, si pone come un'appendice agli esperimenti americani di un Kenneth Anger. Chi accusa Fellini di provincialismo non ha capito nulla di questo grande regista. Ricordare Roma merita ampiamente la mia stima.
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14 luglio 2010, 22:22 di Utente rimosso (Marcello Del Cam
"ERRATA: "Ricordare Roma merita ampiamente la mia stima." (E' il caldo!). Leggi "chi ricorda 'Roma' merita...."
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15 luglio 2010, 08:59 di FABIO1971
Complimenti Emidio, ottima analisi di un grande film... Ciao!!!
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15 luglio 2010, 12:21 di bradipo68
grazie a entrambi,siete sempre troppo gentili...
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15 luglio 2010, 14:25 di curiosone49
bellissimo...grazie
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15 luglio 2010, 16:45 di bradipo68
grazie a te ...
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26 gennaio 2012, 16:09 di maso
Emidio la sequenza del raccordo anulare è quasi uno svarione lisergicoe vorrei tanto vedere la versione lunga di questo film che può essere classificato sotto la categoria FAKE DOCUMENTARY.
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26 gennaio 2012, 17:22 di bradipo68
io ho visto quella corta ma anche a me piacerebbe vedere quella lunga...
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26 gennaio 2012, 20:22 di steno79
Ciao Emidio ma perchè esiste una versione lunga di Roma? Io so che c'erano delle sequenze in più che Fellini tagliò dove apparivano pure Sordi e Mastroianni, e mi piacerebbe in effetti sapere se c'è qualche DVD straniero che le riporta...
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