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Lamerica (1994)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Lamerica: assente
Ritmo ritmo in Lamerica: presente
Impegno impegno in Lamerica: forte
Tensione tensione in Lamerica: presente
Erotismo erotismo in Lamerica: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Lamerica

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Lamerica (voti: 23 media: 3,91) 23

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La trama

Due faccendieri italiani, Fiore e Gino, comprano un calzaturificio statale in Albania. Trovano anche un "uomo di paglia" come socio locale, un povero vecchio con problemi mentali, Spiro. Quando questi si volatilizza, Gino lo cerca e lo trova, ma l'affare va a monte. Per tornare in Italia, Gino è costretto a imbarcarsi su una nave zeppa di disperati che vengono da noi, illusi di trovare "lamerica". Italiani cinici corruttori in un paese allo sfascio, un'odissea nell'inferno della miseria e nell'utopia di un vicino paese di bengodi. Amelio descrive con secca incisività e realizza un intenso messaggio di portata civile. Squarci di grande cinema. 

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La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 38/1994

Una storia di emarginazione e di emigrazione che scava nella memoria collettiva del nostro Paese, attraverso una vicenda ambientata in Albania. Un film "umanistico" che rimanda al neorealismo, opera di uno dei nostri registi più sensibili e intelligenti

Lamerica, Litalia, Lalbania: il titolo di un film, nato con l'apostrofo, come il suono di una suggestione lontana ma inevitabile, e rimasto con l'apostrofo per i 3 anni di scrittura e lavorazione del film, che un bel giorno diventa una parola tutta intera, più elementare e più sognante, Lamerica scritta come l'avrebbe scritta un emigrante, come ha detto Gianni Amelio, e come gli è venuto in mente aveva scritto Elsa Morante nella Storia. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di yume scritta il 2010-11-12 09:56:14 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto buono

Filmati d’epoca scorrono sui titoli di apertura, 1939, Mussolini entra trionfante, l’Albania è italiana.
Cinquant’anni dopo. Finito anche il regime comunista, Hoxha eliminato, caduti finalmente tutti i muri, cosa rimane da fare ad un popolo lungo la meravigliosa strada verso la felicità? Indossare un buon paio di scarpe che produrrà la ditta XY, capitali esteri ma con manodopera albanese, mediatori finanziari albanesi, e, soprattutto, presidente albanese.
E dove vanno a cercarlo Placido/Fiore e Lo Verso/Gino, azzimati e carognoni quanto basta (soprattutto il primo) per sembrare perfettamente credibili? ?In un ospizio, che però non somiglia alle comode e tranquillizzanti case per i nostri dolci e cari vecchietti, immerse nel verde delle nostre città.
No, questo è poco meno che un girone infernale, quasi quasi Gino ci lascia la pelle, stretto com’è da una morsa umana di miserabili che gli si stringono addosso (una citazione da Improvvisamente l’estate scorsa era d’obbligo).
Trovato il presidente, Fiore scappa in patria a tessere le giuste tele e fare i giusti incontri, Gino deve proseguire in loco e, soprattutto, compiere la missione a cui è preposto: riportare un po’ in qua, rendendolo presentabile, quel pezzo di fuliggine semiautistico preso all’ospizio, che dovrà metter firme sulle pratiche di questa nascente joint venture calzaturiera Italia/Albania.
Purtroppo le cose qui da noi si complicano, qualche mazzetta forse non arriva al posto giusto, fatto sta che Lo Verso, sempre più disorientato, dovrà cavarsi d’impiccio, e neanche da solo, visto che quello strano presidente albanese, che ora biascica qualche parola con accento siciliano, non è biodegradabile. Anzi, sembra addirittura umano, ora che si capisce un po’di più, ma è fermo a cinquant’anni fa, quando fu fatto prigioniero dai comunisti e sbattuto in cella, lui che stava lì, soldato, senza saper bene perché, e a Catania stava pure per nascergli il figlioletto che, secondo lui, ora ha quattro anni e chissà se lo riconoscerà!
Amelio, con la misura dell’antiretorica che sempre lo contraddistingue, eccezionale in tempi tanto urlati e di cinema tanto autocompiaciuto, ha preso un pezzo della storia d’Italia, gli ultimi sessant’anni, e ci ha detto con poche parole e senza enfatici proclami “Signori, guardate di cosa siamo capaci”.
Il viaggio di Gino abbandonato a sé stesso, in cerca di un sistema per tornare indietro fra gli orrori di un mondo privato della sua identità, svuotato della sua cultura millenaria, dato in pasto ai miti di un falso benessere, un paese che riempie barconi di clandestini diretti verso il paese di Bengodi, diventa allora un viaggio di formazione.
Quando riuscirà a salire su quella barca di folli che va verso Lamerica, nuova sponda non al di là dell’oceano, stavolta, ma solo a cento miglia marine fino a Otranto e dintorni, avrà perso quell’aria strafottente e sicura di sé che l’ignoranza gli aveva cucito addosso.
Ora ha visto, ne ha vissuto per un po’ le durezze, forse non ha capito bene tutto, ma ci penserà, mentre la ripresa dall’ alto sfuma sulla scia di schiuma e la barca va.
http://www.viadelcinema.it/viadelcinema/Cinema_Italia_monografie/Voci/2011/4/24_Gianni_Amelio.html
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SI

Opinioni su Lamerica


2011-09-15 19:28:04 Opinione di emmepi8 su "Lamerica"
emmepi8

Rivedere un film è sempre una cosa da fare, almeno in determinati casi, e magari si cambia parere o questo lo si acuisce ancora di più e nel caso de Lamerica l’idea è entrata più nel cuore  della storia, che nella prima visione era rimasta in fase aerea. Un soggetto, scritto, sceneggiato e diretto dallo stresso Amelio, che ha più mezzi per poterlo portare vanti, dopo il successo europeo, grazie alla vittoria a Cannes, di Ladro di Bambini. Gli...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Lamerica (1994)

nessun commento
[utile per 4 utenti]

2011-01-31 13:24:52 Opinione di mm40 su "Lamerica"
mm40

E' un racconto così pacato, sereno, privo di grandi colpi di scena (anche se non mancano assolutamente i momenti memorabili), che questo Lamerica neppure sembra poter contenere un messaggio così devastante, così prorompente come quello in effetti sotteso. Si tratta di un triplice paragone, su scale spaziotemporali differenti, ma preciso in maniera ineccepibile: si comincia con vecchi documentari sulla conquista dell'Albania da parte dei fascisti; si prosegue con l'esodo...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Lamerica (1994)

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2010-11-12 09:56:14 Opinione di yume su "Lamerica"
yume

Filmati d’epoca scorrono sui titoli di apertura, 1939, Mussolini entra trionfante, l’Albania è italiana. Cinquant’anni dopo. Finito anche il regime comunista, Hoxha eliminato, caduti finalmente tutti i muri, cosa rimane da fare ad un popolo lungo la meravigliosa strada verso la felicità? Indossare un buon paio di scarpe che produrrà la ditta XY, capitali esteri ma con manodopera albanese, mediatori finanziari albanesi, e, soprattutto, presidente...

voto al film: yume assegna il voto buono a Lamerica (1994)

nessun commento
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2005-12-09 21:19:16 Opinione di IlSuoNomeE'RobertPaulsen su "Lamerica"
IlSuoNomeE'RobertPaulsen

LAMERICA Odissea e formazione attraverso un paese allo sfascio. E’ il 1991, in Albania si respira un terribile fetore di povertà e l’economia è a pezzi. Fiore, uno speculatore italiano, decide assieme al suo aiutante Gino, di truffare il ministero dell’economia italiano, impiantando una fittizia impresa in territorio albanese e godendo, in questo modo, di enormi finanziamenti. Trovano un mediatore albanese che intrattenga i contatti tra loro e l’autorità ministeriale del luogo...

voto al film: IlSuoNomeE'RobertPaulsen assegna il voto buono a Lamerica (1994)



2005-09-01 14:12:00 Opinione di nelson mandela su "Lamerica"
nelson mandela

Gino e Fiore, due imprenditori-faccendieri italiani del settore calzaturiero, tentano di creare con intenti speculativi una società fantasma nell’Albania post-comunista, e trovano in Spiro la persona giusta da mettere a capo della loro fantomatica azienda, eleggendolo presidente. Ma Spiro in realtà è Michele, un italiano che combattè nell’esercito mussoliniano durante la seconda guerra mondiale, privo di memoria che crede di essere ancora in Italia e che consuma la sua stanca...

voto al film: nelson mandela assegna il voto buono a Lamerica (1994)


2005-05-27 11:15:22 Opinione di totinos su "Lamerica"
totinos

L'Italia per gli albanesi oggi come l'America per gli italiani 60 anni fa

voto al film: totinos assegna il voto buono a Lamerica (1994)



2005-02-16 17:08:46 Opinione di incallito su "Lamerica"
incallito

8

voto al film: incallito assegna il voto buono a Lamerica (1994)


2005-01-19 14:49:28 Opinione di truffaut su "Lamerica"
truffaut

Lamerica come dice Useppe nella storia di Elsa Morante. Lamerica per gli albanesi era l'Italia. Un miraggio, che si è rivelato tale, come tutte le Americhe. Grazie Gianni per avercelo spiegato in tempo

voto al film: truffaut assegna il voto buono a Lamerica (1994)



2004-11-20 00:09:20 Opinione di Aquilant su "Lamerica"
Aquilant

Dramma dell’emigrazione, della disperazione, delle vittime della ferocia dell’uomo di ieri e di oggi può essere definito questo epico film di Amelio che ci mostra con estremo realismo la realtà di un esercito di reietti alla frenetica ricerca di una nuova patria in grado di garantire pane e lavoro, sovraeccitati dal miraggio di un’Italia simile ad un’America vista con gli occhi di un emigrante italiano degli inizi del secolo, ma in realtà più fredda ed inospitale che mai. Tramite...

voto al film: Aquilant assegna il voto buono a Lamerica (1994)


2004-08-27 18:24:20 Opinione di dazo su "Lamerica"
dazo

E' il mio film del cuore Non perchè sia il più bel film che io abbia mai visto, soltanto che ad esso sono legate sensazioni ed emozioni che lo rendono infinitamente prezioso. Adoro da sempre Amelio: la sua sincerità, il suo sguardo puro e fortemente cinematografico. E' una persona che ama il cinema, vive di cinema nel senso più dolce ed emozionante: la sua passione per la settima arte è contagiosa per ognuno che il sincero desiderio di avvicinarsi ai suoi film. Lamerica è il...

voto al film: dazo assegna il voto buono a Lamerica (1994)




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