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Notti selvagge (1992)

[Les nuits fauves, Francia 1992, Drammatico, durata 106']   Regia di Cyril Collard
Con Cyril Collard, Romane Bohringer, Carlos Lopez, Corinne Blue



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Notti selvagge: assente
Ritmo ritmo in Notti selvagge: presente
Impegno impegno in Notti selvagge: forte
Tensione tensione in Notti selvagge: presente
Erotismo erotismo in Notti selvagge: minimo

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Notti selvagge (voti: 15 media: 3,80) 15

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La trama

Vita sregolata di un trentenne sieropositivo innamorato di una ragazzina.

Jean ha trent'anni e uno sfrenato desiderio di vivere: la sua disponibilità a ogni esperienza è totale, senza inibizioni. Incontra Laura, una ragazza di 17 anni. Anche con lei ha una storia d'amore, che ben presto diventa importante anche se tutt'altro che pacifica. Jean è sieropositivo, ma questo non cambia nulla nelle sue abitudini e neppure nel sentimento di Laura per lui. Grazie a lei, Jean imparerà ad amare. Cyril Collard lo ha realizzato con disposizione "eccessiva" prima di morire di Aids e questo non può lasciare indifferenti. In Francia hanno gridato al capolavoro ma, con tutto il rispetto per il dramma che riflette, non ci pare che lo sia. 

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L'opinione più votata

Di Death By Water scritta il 09/01/2011 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto ottimo

Da circa trent'anni, amore e morte sono stretti l'uno all'altro, inscindibilmente. "Les nuits fauves" parla di questo legame e della sofferenza del peso del destino, ma anche della libertà di scelta che a ognuno è concessa: "Je ne me sens plus en vie, je me sens dans la vie" dice Cyrill Collard guardando il tramonto dalla scogliera di Finisterre, un pensiero che sarà il suo epitaffio dato che l'anno dopo l'uscita di questo suo affresco generazionale morirà a causa di complicazioni dovute alla sua sieropositività. Notti selvagge lungo il Boulevard de Clichy, come recita una celebre canzone di Mano Solo, tra bar-à-putes, cinémas crasseaux, una folla di fauci che si aprono sotto le fondamenta in cemento dei nuovi palazzi in costruzione nel XIIIème. Notti Selvagge che sono un tarlo, una droga, una cosa che non lascia respiro, né traccia, sul parabrezza della decappotabile di Jean tra le luci al neon che come tante labbra luminscenti sfilano sul vetro rapidissime, durano un batter d'occhi. E l'amore, in questa gabbia, non può che avere le stesse qualità della notte: è un amore contagioso, libero, ossessivo, lacerante, disperato ma che alla fine non lascia soli, anche nel momento di afflizione massima, quando la bellezza del mondo compare e si è coscienti di doverla ben presto abbondare, sono le parole, o meglio i silenzi della persona amata a far sì di sentirsi dentro la vita. A quel punto l'amore, da selvaggio, incontrollabile, onnivoro, diventa totale e si può avere l'impressione di aver vissuto davvero (a differenza della madre di Jean, interpretata da Claude Winter che ha rinunciato a credere di aver avuto ragione della sua esistenza). La storia è questa, in fondo non c'è niente di più che un bisogno al fine di ogni inquadratura, un "besoin de tendresse" come dice Maria Schneider in una delle poche battute riservatele. L'affresco di una generazione perduta a causa di questo inguaribile amore, che secondo la chiesa del tempo altro non era che un flagello di dio; un affresco doloroso, bruciante ma bellissimo e sincero. Prima di Demme, Collard riesce a dare un nome alle cose,a liberarsi dei tabù e questo ne fa un pioniere, una persona speciale ai miei occhi. Per concludere un accenno al titolo: l'aggettivo selvaggio non rende molto bene l'idea del francese "fauve" che letteralmente significa "belva" che rimanda, dunque, all'animale ("les nuits sauvages" avrebbe funzionato lo stesso ecco perché rifletto sull'intenzione che ha portato Collard alla scelta di questo termine in particolare), alla bestialità come erano d'altronde i pittori dell'omonimo movimento, che per il loro impiego del colore furono addiatati come "bestiali" ("la cage aux fauves" disse qualcuno riferendosi all'esposizione universale di Parigi del 1905). Allora Collard si inscrive in questa categoria accanto a Derain e a Valminck dipingendo un mondo acceso di rosso, e ardente come un fuoco perpetuo.
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SI

Opinioni su Notti selvagge


9 gennaio 2011 Opinione di Death By Water su "Notti selvagge"
Death By Water

Da circa trent'anni, amore e morte sono stretti l'uno all'altro, inscindibilmente. "Les nuits fauves" parla di questo legame e della sofferenza del peso del destino, ma anche della libertà di scelta che a ognuno è concessa: "Je ne me sens plus en vie, je me sens dans la vie" dice Cyrill Collard guardando il tramonto dalla scogliera di Finisterre, un pensiero che sarà il suo epitaffio dato che l'anno dopo l'uscita di questo suo affresco generazionale morirà a causa...

voto al film: Death By Water assegna il voto ottimo a Notti selvagge (1992)

3 commenti
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14 maggio 2009 Opinione di chribio1 su "Notti selvagge"
chribio1

film che ho avuto una quindicina di anni fa in vhs e che ricordo molto crudo e forte.voto.7.

voto al film: chribio1 assegna il voto sufficiente a Notti selvagge (1992)

nessun commento
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25 marzo 2009 Opinione di mmciak su "Notti selvagge"
mmciak

"Notti selvagge",opera prima e unica di Cyril Collard, l'ho trovato strepitoso. La storia racconta di Jean,trent'enne bisex, che ha uno sfrenato desiderio di vivere,con l'obbiettivo di essere sempre disponibile a ogni esperienza totale, senza inibizioni. Poi in un provino incontra Laura,una ragazza di 17 anni e con lei ha una storia d'amore che diventerà importante anche se burrascosa. Però Jean da circa un mese è venuto a sapere di essere sieropositivo,ma questo non...

voto al film: mmciak assegna il voto buono a Notti selvagge (1992)


21 novembre 2008 Opinione di kotrab su "Notti selvagge"
kotrab

Un film molto coraggioso, pieno di vita, di passione sincera, dominato dal dramma della malattia come dal dramma dei sentimenti plurimi e sfaccettati: non è certo un capolavoro, ma è sicuramente coinvolgente, delicato anche quando tratta situazioni difficili e fastidiose, perché riesce a non essere mai volgare e a far capire la vera capacità di amare il prossimo proprio per mezzo della consapevolezza del disfacimento; ma è spesso anche parossistico, al limite dell'isteria, ha un...

voto al film: kotrab assegna il voto buono a Notti selvagge (1992)

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30 novembre 2004 Opinione di barryegan983 su "Notti selvagge"
barryegan983

Premesso che in tivù sicuramente vediamo una versione ultra-tagliata e oscurata, siamo nei paraggi di un film molto coraggioso, soprattutto per la grande componente autobiografica della vicenda. Collard, morto praticamente dopo la realizzazione del film, si mette in discussione. Non ha nulla da perdere. Può solo scioccare, stupire, emozionare. Ma si tratta di un'emozione che scaturisce dal rigetto, dal fastidio di una vita volutamente autodistruttiva. E così, meglio di come accade in...

voto al film: barryegan983 assegna il voto buono a Notti selvagge (1992)


8 luglio 2003 Opinione di sgoa su "Notti selvagge"
sgoa

Unico film di Cyril Collard che francamente stupisce, un film senza ombra di dubbio imperfetto ma che vive dell’energia dei suoi interpreti e che trasmette una carica positiva incommensurabile. Un film da vedere e rivedere all’infinito.

voto al film: sgoa assegna il voto buono a Notti selvagge (1992)



8 dicembre 2002 Opinione di strangelove su "Notti selvagge"
strangelove

Un film che va visto con 3 occhi,forse 4.Ma in fondo tutti i film vanno visti con più occhi.In questo caso ciò è dovuto principalmente alla prematura scomparsa dell'allora debuttante Cyril Collard,in questo caso regista-attore,oltre ad essere l'ispirazione diretta del film stesso (è stato tratto da un suo romanzo).Già prima della morte un film ai limiti dell'autobiografia:Collard era realmente malato di AIDS (tanto che ne mori' 4 giorni prima dell'assegnazione dei premi Cesar),cosi'...

voto al film: strangelove assegna il voto buono a Notti selvagge (1992)



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