Prima linea (1956)
Con Jack Palance, Lee Marvin, Eddie Albert, Robert Strauss
La trama
Una compagnia dell'esercito americano impegnata sul fronte francese contro i tedeschi viene decimata a causa della codardia del suo comandante, il capitano Cooney. Uno dei superstiti lo ucciderà. Uno dei più bei film di guerra di tutta la storia del cinema: realistico e crudo nella sua spoglia semplicità. Certo, non è un film contro la guerra ma "contro chi la fa male"; ma lo stile parossistico di Aldrich è di una modernità assoluta, e il furore con cui è pedinato Palance è quasi coppoliano.
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 30/03/2011 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
Continuando la sua analisi sull’indole venduta del Potere, il regista racconta la storia di un’insurrezione individuale tra le forze armate statunitensi, accerchiate dall’artiglieria pesante nazista al principio dello scontro sulle Ardenne, nel 1944. Un’opposizione doppia quella messa in scena: da una parte il nemico vero e dall’altra un ostacolo interno. Il doppio contrasto è destinato a generare sconfitte; perché l’Autorità è come un carro armato che schiaccia inesorabilmente chi tenta di scalzare coloro i quali sono votati all’egemonia politica, per merito o per stupida ambizione, sotterrando il cosiddetto “peso popolare” del comando in un accidioso inserimento nel Sistema ormai votato alla cancrena.
Da questo si può facilmente capire come l’America e le forze militari dell’epoca fecero il possibile, visto che Aldrich non conosceva esaltazione per l’amor di patria, nell’osteggiare la produzione e la distribuzione di “Attack!”. Di conseguenza l’ambientazione dove poter svolgere le azioni di guerra vere e proprie fu ridimensionata, e ciò non fece altro che acuire la drammaticità di alcune scene girate in spazi ristretti, lasciando perdere quelle ambizioni di ariosità e panoramicità che avrebbero apportato le scene di attacco aereo. Tra le curiosità della pellicola, c’è la doppia ripresa dalla stessa angolazione dello stesso cingolato, proprio per i motivi suddetti.
Suggestiva la dualità tra il potere ottuso e i soldati di prima linea più deboli, che subiscono perdite fisiche e morali (ci si salva per il rotto della cuffia e ironizzando, non senza aver regalato qualche arto rotto prima di far ritorno a casa). Soprattutto il personaggio interpretato da Jack Palance (il Tenente Joe Costa), è davvero una volpe fragile.
Scaltro e tutto d’un pezzo in battaglia, è costretto a scontrarsi con qualcosa che nemmeno conosce e immagina: una debolezza a metà tra lo psicologico e il corruttibile che lo obbliga a trascinarsi per terra, ai piedi di una figura più gracile eppure più spalleggiata di lui. Il rapporto di forza sulle strategie d’attacco giocato con Eddie Albert (il Capitano Erskine Cooney, interpretato dall’attore che ritornerà, altrettanto odioso, in “Quella sporca ultima meta”), mette in evidenza la posizione dell’uomo sbagliato nel posto sbagliato, colui che si trova in quell’avamposto per accontentare un desiderio paterno.
Un nesso che smuove una serie di emozioni così articolate: c’è la paura degli uomini del reparto militare più avanzato, la fiducia quasi incondizionata che essi riconoscono al loro tenente, la validità e l’importanza della parola nel rapporto tra uomini integri, e c’è il bilanciamento del trasformismo di certi colonnelli, il tradimento dei valori umani, le vigliaccherie di chi non sa svolgere i suoi compiti, fino ad arrivare all’omicidio. Nessuno brilla come modello integerrimo e non c’è riabilitazione nemmeno per il Tenente Woodruff che agirà per conto di Costa, offrendosi alla mercé di una democrazia che ormai presta fede senza riserve all’arte del compromesso dei suoi superiori. Leggermente disordinato per l’elevato numero di personaggi coinvolti nell’affaire, tra i quali un Lee Marvin lasciato nell’ombra, “Prima linea” rimane un film dal grande impatto visivo e dalla forte connotazione socio-politica.
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30 marzo 2011 Opinione di PompiereFI su "Prima linea"
Inserito all’interno di una regia dallo stampo neanche tanto classico, “Prima linea” si avvale di una direzione degli attori sempre molto precisa e puntuale. Aldrich si concede carrelli e dissolvenze di notevole imprinting, alimentando uno stile rapido di ripresa che promuove la concitazione degli eventi e degli animi. Ma più di tutte risaltano certe inquadrature dal basso a ingigantire uomini, volti, case, carri armati, barbari e poderosi tutti. Continuando...
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15 agosto 2010 Opinione di spopola su "Prima linea"
Prima linea è un film di guerra, o meglio un film “sulla guerra” o ancora più esattamente, un film “contro la guerra”. Era il 1956 quando, già abbastanza affermato come regista ma non ancora un nome davvero di “punta” della cinematografia americana (la sua fama, il riconoscimento del “valore”, gli arrivava soprattutto dall’Europa) Aldrich, partendo da una sceneggiatura tratta da un testo teatrale di Norman A....
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28 agosto 2009 Opinione di fornarolo su "Prima linea"
Non mi ha entusiasmato: il messaggio appare più moralistico e retorico che antimilitarista. Cerchiamo di non confondere la solida tecnica spettacolare di Aldrich, tutta tesa all'esaltazione eroica, con la grandezza tragica di Orizzonti di gloria.
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18 giugno 2009 Opinione di ethan su "Prima linea"
Grande classico di Aldrich, per tematiche affrontate simile a 'Quella sporca dozzina', di 11 anni successivo. Anche qui la storia è ambientata ai tempi della Seconda Guerra Mondiale in Europa e l'avversario è sempre l'esercito tedesco, ma quello che interessa più al regista è l'analisi delle dinamiche interne al gruppo dei soldati americani, piuttosto che le opearzioni belliche in sè. Ben assortito il cast, con Jack Palance su tutti, in un insolito ruolo positivo, forse nella migliore...
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18 giugno 2009 Opinione di bradipo68 su "Prima linea"
L'atrocità della guerra usata per miseri scopi politici.Credo che ci siano parecchie analogie tra questo film di Aldrich e il quasi contemporaneo Orizzonti di gloria di Kubrick pur nella totale diversità dei due autori.Le storie che raccontano riecheggiano degli stessi valori anche se il film di Aldrich parla del ben più attuale scenario della Seconda Guerra Mondiale.Praticamente parla di una ferita ancora aperta e dolorosa,una piaga infetta ancora particolarmente vivida nel ricordo e...
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4 giugno 2009 Opinione di mr gimmick su "Prima linea"
Grande film che si svolge intorno alla guerra,dando più peso ai conflitti degli uomini dello stesso esercito (il vile/complessato,l'eroe,il bravo ragazzo,l'arrivista),in un crescendo fino al giusto finale.Tutto questo condito da scatenate scene di battaglia.Grandi attori (soprattutto Albert) e divina la regia. CAPOLAVORO
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31 maggio 2009 Opinione di Zardoz su "Prima linea"
Ottimo film di guerra, moderno, vibrante, e molto duro per i suoi tempi.
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6 dicembre 2008 Opinione di steveun su "Prima linea"
Un bel film di guerra ove giganteggia Jack Palance con Aldrich che guarda piu' alla psiche che alle azioni di guerra.
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30 agosto 2008 Opinione di will kane su "Prima linea"
Se "Orizzonti di gloria" conobbe l'ostracismo censorio della Francia, che lo proibì sul suo territorio per diciott'anni, ricordando che la guerra non ha pietà, e che non sempre far parte dell'esercito che vince significa essere quelli buoni, anche Aldrich, con "Prima linea" , a soli dieci anni dalla fine del secondo conflitto mondiale girò un film duro, semplice ma efficace, una pugnalata al petto :in una fase critica per gli Alleati come lo scontro sulle Ardenne, una battaglia interna ad...
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