Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Un cuore in inverno (1992)

[Un coeur en hiver, Francia 1992, Drammatico, durata 106']   Regia di Claude Sautet
Con Daniel Auteuil, Emmanuelle Béart, André Dussollier



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Un cuore in inverno: assente
Ritmo ritmo in Un cuore in inverno: presente
Impegno impegno in Un cuore in inverno: assente
Tensione tensione in Un cuore in inverno: minimo
Erotismo erotismo in Un cuore in inverno: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Un cuore in inverno

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Un cuore in inverno (voti: 42 media: 3,74) 42

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Un cuore in inverno

14/06/2011

Il vocabolario dei sentimenti - Indifferenza (2)

  Non si può far finire tutto nell'indifferenza generale. Altrimenti si incorrerebbe nell'ira funesta dei Pelidi( ?)  Data & Base che ancora non hanno visto uno straccio...

di bradipo68

La trama

Tra due amici di lunghissima data, improvvisamente, si insinua una donna.

Stephan e Maxime, dopo aver frequentato insieme il conservatorio, ora sono soci in affari. Nelle loro vite si inserisce Camille, giovane violinista di talento, che si lega a Maxime. Ma il freddo, scettico Stephan sente l'irresistibile impulso di portar via la donna all'amico, quasi a dimostrazione dell'impossibilità dell'amore. Ed egli stesso viene a trovarsi impigliato nel "gioco" dei sentimenti...  

Un'esemplare analisi del malessere esistenziale in un film dagli equilibri narrativi eccellenti, dalla perfetta simbiosi fra immagini e musica (di Ravel) e dall'interpretazione magistrale, lontanamente ispirato a un racconto di Michail Lermontov.

Incluso nelle taglist:

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 10/07/2010 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto buono

Stèphane e Maxime sono due amici di vecchia data. Hanno studiato insieme al conservatorio e poi sono diventati soci in un negozio di violini : il primo, liutao di gran talento, li crea e li aggiusta, il secondo gestisce il negozio e cura i rapporti con la clientela. Un giorno Maxime confida all'amico di essersi innamorato di Camille, una bellissima e talentuosa violinista. A questo punto qualcosa di non precisamente spiegabile con la sola evidenza lineare dei fatti accade e il film compie una peregrina incursione nelle pieghe più profonde dell'animo umano, nel turbinio esistenziale di persone evidentemente soggiogate "dall'irrealtà" della speculazione musicale, uno spazio che, nel mentre li eleva spiritualmente, rischia di procurargli difficoltà nei rapporti col reale. Lo fa con grazia e senza pedanteria, con una tale eleganza formale nel tratteggiare i caratteri dei protagonisti e una tale capacità di mantenersi in perfetto equilibrio tra le esigenze cinematografiche e quelle più propriamente letterarie (alla Rohmer per intenderci), che a ragione "Un cuore d'inverno" (liberamente ispirato a una novella di Michail J.Lermontov) di Claude Sautet viene considerato uno dei film più belli ed importanti degli anni novanta. La matrice principale del film sta nello stretto connubio tra immagine e musica (un Ravel impetuoso) che ricalca, tanto l'attenzione verso i più piccoli particolari (la limpidezza del suono e la perfettibilità di una partitura con l'impercettibile enigmaticità di occhi che si incrociano), quanto la propensione ad oscillare tra la difficoltà a rapportarsi con le cose ordinarie e l'amore totalizzante per la musica. E' un triangolo amoroso assai impuro quello inscenato da Sautet, dove uno solo, Maxime, dimostra con chiarezza e linearità i propri sentimenti, mentre gli altri due danno luogo a un rapporto enigmatico fatto di sguardi e sottotesti tutti da decifrare, di autentico trasporto emotivo ed  aspettative destinate a rimanere inevase. Stèphane lascia intendere più delle sue reali intenzioni probabilmente e Camille è disposta a concedersi più di quanto sarebbe stato lecito aspettarsi. Entrambi dimostrano una scarsa capacità a capirsi veramente, evidentemente perchè ognuno vede nell'altro quel qualcosa capace di ancorarlo di più alla realtà, la concretizzazione di un tabù da poter finalmente sconfiggere. Sicuramente Stèphane è un pò "geloso" di Maxime ("un uomo in stato di grazia" dice), del suo raggiunto equilibrio tra l'ordinarietà dei fatti degli uomini e la straordinarietà delle cose della musica e l'approccio con la sua Camille assume quasi le fattezze di un gioco, o più precisamente quelle di una prova per imparare a conoscere i limiti della sua innata ritrosia, per esorcizzare la paura di scoprirsi del tutto incapace di provare sentimenti che non siano quelli veicolati dal suo amore per la musica. E sembra portare frutti questa strana cura come dimostrano il coraggio di fare definitivamente chiarezza con Camille e il gesto di fraterno amore che compie per aiutare il suo vecchio maestro. Il finale ci restituisce uno Stèphane più pacificato con se stesso, più disposto a concedersi agli altri e meno problematico. Grande film che alla maniera di Eric Rohmer problematizza con raffinata precisione letteraria gli imprescrutabili percorsi dei sentimenti umani, lasciando aperta più di qualche ipotesi sulla natura dello "strano" rapporto tra Stèphane e Camille, tante quanti sono i misteri che l'amore che scalda i cuori può porre in essere. Grandi gli attori con Emmanuelle Bèart e Andrè Dussollier davvero superlativi. Menzione speciale per Daniel Auteuil. il corpo e l'anima di un enigma chiamato uomo.
Commenta l'opinione 1
SI

Opinioni su Un cuore in inverno


10 luglio 2010 Opinione di Peppe Comune su "Un cuore in inverno"
Peppe Comune

Stèphane e Maxime sono due amici di vecchia data. Hanno studiato insieme al conservatorio e poi sono diventati soci in un negozio di violini : il primo, liutao di gran talento, li crea e li aggiusta, il secondo gestisce il negozio e cura i rapporti con la clientela. Un giorno Maxime confida all'amico di essersi innamorato di Camille, una bellissima e talentuosa violinista. A questo punto qualcosa di non precisamente spiegabile con la sola evidenza lineare dei fatti accade e il film...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Un cuore in inverno (1992)

1 commento
[utile per 9 utenti]

6 aprile 2010 Opinione di kotrab su "Un cuore in inverno"
kotrab

Quando la rassegnazione prevale e l'ostinazione distruttiva manda il cuore in letargo, si diventa un enigma o un paradosso. Quando si nasconde qualcosa o non accettiamo noi stessi, o non ci riteniamo degni di qualcosa o qualcuno, senza un briciolo di sano orgoglio, la fredda invidia annienta l'altro e prima di tutto la coscienza di sé. Sautet scruta nel loro ambiente e nella nostra quotidianità questo trio che genera scariche elettriche sottese ma fulminanti, sconcertanti...

voto al film: kotrab assegna il voto buono a Un cuore in inverno (1992)

nessun commento
[utile per 9 utenti]


6 agosto 2009 Opinione di VAJONT su "Un cuore in inverno"
VAJONT

uno dei film più noiosi a cui abbia assistito! Ma dov'è il capolavoro?mah....

voto al film: VAJONT assegna il voto pessimo a Un cuore in inverno (1992)


5 luglio 2009 Opinione di sillaba su "Un cuore in inverno"
sillaba

Non amo questo genere di film francese che si dilunga troppo sull'analisi interiore, tutto vissuto dentro perché sono film che passano senza troppo colpire. Lo stesso concetto di base (la scommessa) non mi piace affatto. Sufficiente in tutti, si salvano solo alcuni momenti.

voto al film: sillaba assegna il voto sufficiente a Un cuore in inverno (1992)



5 aprile 2009 Opinione di franci76 su "Un cuore in inverno"
franci76

La straordinaria capacità di alcuni eletti che hanno il proprio cuore in inverno è quella di invogliare spesso il soccorso di quelle persone che il proprio cuore invece lo ascoltano e lo capiscono. E’ un’infida alchimia perché i primi appaiono come esseri dotati di un’emotività profonda, incomprensibile, impervia, tortuosa, tanto più schiva quanto più attraente e stimolante la curiosità di chi questa emotività vorrebbe, se apparentemente concesso, quasi ordinarla, incanalarla,...

voto al film: franci76 assegna il voto buono a Un cuore in inverno (1992)

2 commenti
[utile per 2 utenti]

2 aprile 2009 Opinione di toni70 su "Un cuore in inverno"
toni70

Voto: 6/7 - Un film in cui il forte contrasto amore-freddezza è reso evidente grazie alla sopraffina regia. Immagino non sia facile rappresentare un ossimoro come gelido amore, ma il regista ci riesce benissimo grazie alla telecamera, praticamente sempre fissa, inquadrature raggelanti, espressioni monotematiche perse nel vuoto e dialoghi ridotti all'essenziale. Ammetto che è il primo film di Sautet che vedo e sono rimasto ben colpito; consigliato da una mia amica di cui mi fido molto, mi...

voto al film: toni70 assegna il voto buono a Un cuore in inverno (1992)



17 dicembre 2008 Opinione di Dalton su "Un cuore in inverno"
Dalton

Dedicata a Bradipo68 e ad OGM, la cui recensione sembra scritta da Sautet in persona. Il film che ha conclamato Auteuil al grande pubblico. Nemmeno la Bèart si dimentica facilmente. Il magistrale copione - imperdibili la cena con diatriba sulla necessità di rendere èlitaria la cultura o l’alterco al ristorante - lo ha reso uno dei migliori film francesi dei '90. Poi, ci sono due annosi equivoci da chiarire. Il Mereghetti ’04 lo giudica farneticando di "impressione di esercizio di...

voto al film: Dalton assegna il voto ottimo a Un cuore in inverno (1992)

4 commenti
[utile per 4 utenti]

4 dicembre 2008 Opinione di MegaDrill su "Un cuore in inverno"
MegaDrill

La musica come espressione cinematografica, in particolare la musica di Ravel. Daniel Autiel dimostra tutta la sua bravura riuscendo nell'intento di dimostrare il non mostrabile senza l'uso della parola senza l'uso della mimica facciale ma semplicemente usando lo sguardo, con la complicità delle inquadrature terribili programmate da Claude Soutet. Anche Emanuèl Beart è una Regina in questa raffinata tecnica ed in pochi semplicissimi sguardi riesce a mostrare amore e rabbia. Da guardare...

voto al film: MegaDrill assegna il voto buono a Un cuore in inverno (1992)



9 agosto 2008 Opinione di harlem su "Un cuore in inverno"
harlem

Una volta tanto non sono d'accordo con la recensione FilmTV: la vostra interpretazione (il dsiderio di "portar via la donna ad un amico x negare l'esistenza dell'amore" mi sembra riduttiva e - tutto sommato - un po' gratuita. Vogliamo appiattire anche quel poco di intelligente che ogni tanto ci viene regalato?

voto al film: harlem assegna il voto buono a Un cuore in inverno (1992)

2 commenti
[utile per 2 utenti]

14 luglio 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Un cuore in inverno"
Mathiasparrow

Se questo film non si perde nel grande mucchio di drammi strappalacrime il merito è soprattutto di Sautet, capace di costruire attorno alla curiosa figura di Auteuil una strana atmosfera, grigiastra e malinconica, che sembra faccia virare la vicenda verso una direzione imprevedibile. Alla fine non è così, ma la grande forza della sceneggiatura e la bravura del cast fanno dimenticare la delusione che tutto è finito così come avevamo temuto fin dall’inizio. I sentimenti trovano posto...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Un cuore in inverno (1992)

1 commento



scrivi la tua opinione su Un cuore in inverno


Voti a Un cuore in inverno


login

hai dimenticato la password?