Un cuore in inverno (1992)
Con Daniel Auteuil, Emmanuelle Béart, André Dussollier
14/06/2011
Il vocabolario dei sentimenti - Indifferenza (2)
Non si può far finire tutto nell'indifferenza generale. Altrimenti si incorrerebbe nell'ira funesta dei Pelidi( ?) Data & Base che ancora non hanno visto uno straccio...
di bradipo68
La trama
Tra due amici di lunghissima data, improvvisamente, si insinua una donna.
Stephan e Maxime, dopo aver frequentato insieme il conservatorio, ora sono soci in affari. Nelle loro vite si inserisce Camille, giovane violinista di talento, che si lega a Maxime. Ma il freddo, scettico Stephan sente l'irresistibile impulso di portar via la donna all'amico, quasi a dimostrazione dell'impossibilità dell'amore. Ed egli stesso viene a trovarsi impigliato nel "gioco" dei sentimenti...
Un'esemplare analisi del malessere esistenziale in un film dagli equilibri narrativi eccellenti, dalla perfetta simbiosi fra immagini e musica (di Ravel) e dall'interpretazione magistrale, lontanamente ispirato a un racconto di Michail Lermontov.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 10/07/2010 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [5]
- positive [18]
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10 luglio 2010 Opinione di Peppe Comune su "Un cuore in inverno"
Stèphane e Maxime sono due amici di vecchia data. Hanno studiato insieme al conservatorio e poi sono diventati soci in un negozio di violini : il primo, liutao di gran talento, li crea e li aggiusta, il secondo gestisce il negozio e cura i rapporti con la clientela. Un giorno Maxime confida all'amico di essersi innamorato di Camille, una bellissima e talentuosa violinista. A questo punto qualcosa di non precisamente spiegabile con la sola evidenza lineare dei fatti accade e il film...
voto al film: 
6 aprile 2010 Opinione di kotrab su "Un cuore in inverno"
Quando la rassegnazione prevale e l'ostinazione distruttiva manda il cuore in letargo, si diventa un enigma o un paradosso. Quando si nasconde qualcosa o non accettiamo noi stessi, o non ci riteniamo degni di qualcosa o qualcuno, senza un briciolo di sano orgoglio, la fredda invidia annienta l'altro e prima di tutto la coscienza di sé. Sautet scruta nel loro ambiente e nella nostra quotidianità questo trio che genera scariche elettriche sottese ma fulminanti, sconcertanti...
voto al film: 
6 agosto 2009 Opinione di VAJONT su "Un cuore in inverno"
uno dei film più noiosi a cui abbia assistito! Ma dov'è il capolavoro?mah....
voto al film: 
5 luglio 2009 Opinione di sillaba su "Un cuore in inverno"
Non amo questo genere di film francese che si dilunga troppo sull'analisi interiore, tutto vissuto dentro perché sono film che passano senza troppo colpire. Lo stesso concetto di base (la scommessa) non mi piace affatto. Sufficiente in tutti, si salvano solo alcuni momenti.
voto al film: 
5 aprile 2009 Opinione di franci76 su "Un cuore in inverno"
La straordinaria capacità di alcuni eletti che hanno il proprio cuore in inverno è quella di invogliare spesso il soccorso di quelle persone che il proprio cuore invece lo ascoltano e lo capiscono. E’ un’infida alchimia perché i primi appaiono come esseri dotati di un’emotività profonda, incomprensibile, impervia, tortuosa, tanto più schiva quanto più attraente e stimolante la curiosità di chi questa emotività vorrebbe, se apparentemente concesso, quasi ordinarla, incanalarla,...
voto al film: 
2 aprile 2009 Opinione di toni70 su "Un cuore in inverno"
Voto: 6/7 - Un film in cui il forte contrasto amore-freddezza è reso evidente grazie alla sopraffina regia. Immagino non sia facile rappresentare un ossimoro come gelido amore, ma il regista ci riesce benissimo grazie alla telecamera, praticamente sempre fissa, inquadrature raggelanti, espressioni monotematiche perse nel vuoto e dialoghi ridotti all'essenziale. Ammetto che è il primo film di Sautet che vedo e sono rimasto ben colpito; consigliato da una mia amica di cui mi fido molto, mi...
voto al film: 
17 dicembre 2008 Opinione di Dalton su "Un cuore in inverno"
Dedicata a Bradipo68 e ad OGM, la cui recensione sembra scritta da Sautet in persona. Il film che ha conclamato Auteuil al grande pubblico. Nemmeno la Bèart si dimentica facilmente. Il magistrale copione - imperdibili la cena con diatriba sulla necessità di rendere èlitaria la cultura o l’alterco al ristorante - lo ha reso uno dei migliori film francesi dei '90. Poi, ci sono due annosi equivoci da chiarire. Il Mereghetti ’04 lo giudica farneticando di "impressione di esercizio di...
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4 dicembre 2008 Opinione di MegaDrill su "Un cuore in inverno"
La musica come espressione cinematografica, in particolare la musica di Ravel. Daniel Autiel dimostra tutta la sua bravura riuscendo nell'intento di dimostrare il non mostrabile senza l'uso della parola senza l'uso della mimica facciale ma semplicemente usando lo sguardo, con la complicità delle inquadrature terribili programmate da Claude Soutet. Anche Emanuèl Beart è una Regina in questa raffinata tecnica ed in pochi semplicissimi sguardi riesce a mostrare amore e rabbia. Da guardare...
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9 agosto 2008 Opinione di harlem su "Un cuore in inverno"
Una volta tanto non sono d'accordo con la recensione FilmTV: la vostra interpretazione (il dsiderio di "portar via la donna ad un amico x negare l'esistenza dell'amore" mi sembra riduttiva e - tutto sommato - un po' gratuita. Vogliamo appiattire anche quel poco di intelligente che ogni tanto ci viene regalato?
voto al film: 
14 luglio 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Un cuore in inverno"
Se questo film non si perde nel grande mucchio di drammi strappalacrime il merito è soprattutto di Sautet, capace di costruire attorno alla curiosa figura di Auteuil una strana atmosfera, grigiastra e malinconica, che sembra faccia virare la vicenda verso una direzione imprevedibile. Alla fine non è così, ma la grande forza della sceneggiatura e la bravura del cast fanno dimenticare la delusione che tutto è finito così come avevamo temuto fin dall’inizio. I sentimenti trovano posto...
voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [5]
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