Libera (1992)
Con Iaia Forte, Ninni Bruschetta, Enzo Moscato
La trama
Tre episodi. Nel primo Aurora vive in un lussuoso appartamento. Tra alcuni operai chiamati in casa riconosce un suo vecchio amante, che si rimette a farle la corte, ma poi le svuota la casa. Nel secondo un ragazzo uscito dal riformatorio scopre che la madre è in realtà suo padre: un travestito. Nel terzo un'edicolante, sospettando che il marito, che si dà sempre malato, la tradisca, piazza una telecamera nella sua stanza. Registra così i suoi amplessi in una videocassetta che venderà in edicola. Al suo esordio alla regia Corsicato dimostra un talento acido e poetico (è stato assistente di Almodovar) nel tracciare tre ritratti di donne che sono altrettanti ritratti della sua città, Napoli.
L'opinione più votata
Di kotrab scritta il 13/03/2011 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Infatti Libera ha solo apparentemente un vitalità ironica e divertita, "libera" è sia il film che il terzo episodio già cortometraggio, è sia nome proprio della terza protagonista (I. Forte) che aggettivo di una condizione che si crede soltanto di riuscire a raggiungere. La sostanza più profonda e che si alterna però anche in superficie per alcuni attimi molto pregnanti è una solitudine costante, un disagio nascosto da futili ambizioni, sconfitte e disillusioni amare costantemente contrastate e insieme esaltate dal tono grottesco e irriverente della messinscena, dalle situazioni assurde in cui convivono melodramma, fotoromanzo, kitsch volutamente marcato negli oggetti e nelle canzoni napoletane, squallore e colori abbaglianti, scheletri nei muri e lusso pacchiano, amore e tradimenti.
Aurora, il primo episodio, è quello più drammatico in cui però c'è posto per un prete effeminato da antologia (E. Moscato) che canta Angeli negri durante un battesimo, ma a parer mio gli episodi più riusciti sono Carmela e Libera, dall'umorismo scoppiettante e imprevedibile in cui, come detto, il retrogusto amaro non è impedito. Nel secondo c'è spazio per una tenera sensualità omoerotica, un affetto familiare commovente e una specie di esilarante vendetta che avviene per mezzo di un tacco di scarpa (...), nel terzo una apparente rivalsa che darà come risultato una ulteriore distanza tra moglie e marito, ancora una volta col sorriso sulle labbra e la tristezza negli occhi. 7 1/2
13 marzo 2011 Opinione di kotrab su "Libera"
L'esordio di P. Corsicato nel lungometraggio è un oggetto strambo e divertente, originale nonostante gli influssi almodovariani palesi (il regista napoletano fu assistente in Légami). Corsicato assembla tre episodi dedicati a tre figure femminili (o meglio due e mezza, dato che nella finzione la seconda è un travestito), tre ambienti sociali e tre spaccati cittadini che sono insieme un unico posto costantemente in bilico tra progresso e degrado e nessun luogo....
voto al film: 
29 luglio 2010 Opinione di Peppe Comune su "Libera"
Aurora vive sempre sola in un lussuosissimo appartamento del Centro Direzionale di Napoli. Trascurata continuamente dal marito, cede alle lusinghe di un suo vecchio spasimante. Carmela vive nei bassi di Napoli. Insieme a lei vive il figlio da poco uscito dal riformatorio che, insieme alla sua natura omosessuale, scopre anche la vera identità della madre. Libera gestisce un'edicola nella zona periferica della città. Scopre che il marito si finge malato per accogliere...
voto al film: 
26 dicembre 2004 Opinione di orlandorimbaud su "Libera"
Grandioso film grottesco! Lo adoro, mi diverte un sacco e alcune trovate sono geniali. Iaia Forte è perfetta.
voto al film: 
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