Opinione di kotrab su Libera
Con Iaia Forte, Ninni Bruschetta, Enzo Moscato
- positive [4]
- leggi tutte le opinioni
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
L'esordio di P. Corsicato nel lungometraggio è un oggetto strambo e divertente, originale nonostante gli influssi almodovariani palesi (il regista napoletano fu assistente in Légami). Corsicato assembla tre episodi dedicati a tre figure femminili (o meglio due e mezza, dato che nella finzione la seconda è un travestito), tre ambienti sociali e tre spaccati cittadini che sono insieme un unico posto costantemente in bilico tra progresso e degrado e nessun luogo. L'alienazione ha l'ultima parola anche negli interni, nelle case in cui si cercherebbe un rifugio accogliente e dove si vorrebbero cercare gli affetti.
Infatti Libera ha solo apparentemente un vitalità ironica e divertita, "libera" è sia il film che il terzo episodio già cortometraggio, è sia nome proprio della terza protagonista (I. Forte) che aggettivo di una condizione che si crede soltanto di riuscire a raggiungere. La sostanza più profonda e che si alterna però anche in superficie per alcuni attimi molto pregnanti è una solitudine costante, un disagio nascosto da futili ambizioni, sconfitte e disillusioni amare costantemente contrastate e insieme esaltate dal tono grottesco e irriverente della messinscena, dalle situazioni assurde in cui convivono melodramma, fotoromanzo, kitsch volutamente marcato negli oggetti e nelle canzoni napoletane, squallore e colori abbaglianti, scheletri nei muri e lusso pacchiano, amore e tradimenti.
Aurora, il primo episodio, è quello più drammatico in cui però c'è posto per un prete effeminato da antologia (E. Moscato) che canta Angeli negri durante un battesimo, ma a parer mio gli episodi più riusciti sono Carmela e Libera, dall'umorismo scoppiettante e imprevedibile in cui, come detto, il retrogusto amaro non è impedito. Nel secondo c'è spazio per una tenera sensualità omoerotica, un affetto familiare commovente e una specie di esilarante vendetta che avviene per mezzo di un tacco di scarpa (...), nel terzo una apparente rivalsa che darà come risultato una ulteriore distanza tra moglie e marito, ancora una volta col sorriso sulle labbra e la tristezza negli occhi. 7 1/2
Commenti
-
14 marzo 2011, 00:21 di Peppe Comune
Buona analisi Marco, restituisci il dovuto a questo piccolo gioiello grezzo. Quando uscì, almeno qui nel napoletano e tra diversi miei amici, questo film divenne un autentico cult. Da allora conservo una stima incondizionata per Enzo Moscato. Ti saluto.
cancella commento cancella commento e blacklista Peppe Comune -
14 marzo 2011, 09:35 di kotrab
Grazie Peppe, era un po' che dovevo vederlo e finalmente me lo sono goduto, nonostante la scarsa qualità della copia scaricata (mi auguro che venga finalmente edito). In effetti ha tutte le carte in regola per essere un cult e conferma la mia stima verso Corsicato. Ciao!
cancella commento
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra
dal 14/5 al 20/5
- 1 Dark Shadows 2.369.011,00
- 2 The Avengers 1.022.353,00
- 3 American Pie: Ancora insieme 1.005.020,00
- 4 Quella casa nel bosco 472.907,00
- 5 Hunger Games 352.566,00
- 6 La fredda luce del giorno 312.884,00
- 7 Chronicle 310.716,00
- 8 Il pescatore di sogni 232.725,00
- 9 Margin Call 165.394,00





