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Nostra Signora dei Turchi (1968)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Nostra Signora dei Turchi: forte
Ritmo ritmo in Nostra Signora dei Turchi: presente
Impegno impegno in Nostra Signora dei Turchi: molto forte
Tensione tensione in Nostra Signora dei Turchi: presente
Erotismo erotismo in Nostra Signora dei Turchi: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Nostra Signora dei Turchi

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Nostra Signora dei Turchi (voti: 11 media: 4,45) 11

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24/06/2011

Gli autori raccontano le loro opere – Carmelo Bene su: “Nostra Signora dei Turchi” (e non solo)

Siamo alla parentesi “eroica”. Quella cosiddetta cinematografica. Il ciclo della dépense. Immane spreco di energia di ben cinque film consecutivi, diretti, prodotti e...

di spopola

La trama

Nel profondo Sud tra visioni di morte e visioni della Santa Maria d'Otranto.

Alla base di tutto c'è il ricordo di una strage compiuta dai turchi ad Otranto. Un ricordo ovviamente non personale, ma quasi genetico, visto che il protagonista è un intellettuale dei nostri giorni. Tra le sue visioni prendono posto ricordi infantili, colloqui immaginari e la presenza di una donna di nome Margherita (Lydia Mancinelli), ma che si annuncia sotto le spoglie di Santa Maria d'Otranto. È passato del tempo e intanto Bene ha smesso da un po' di fare cinema. È molto facile odiarlo e considerarlo addirittura sorpassato, ma i suoi cinque film sono quanto di più vitale, originale e interessante il cinema italiano sia mai riuscito a produrre. 

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 24/06/2011 - utile per 28 utenti

Voto al film: voto ottimo

Il talento fa quello che vuole, il genio fa quello che può.
Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento. (Carmelo Bene, Autobiografia di un ritratto in Opere, Bompiani Editore, 1995)
 
Il cinema di Carmelo Bene in generale, e Nostra Signora dei Turchi (sua folgorante opera d’esordio nel lungometraggio) in particolare, non ammette mezze misure: o l’adesione dello spettatore è totale, una condizione indispensabile per accedere pienamente – e indiscriminatamente - al “godimento” anche sensoriale che può derivare dalla visione di un’opera vitale e “fuori schema” come questa  e che si determina credo solo se l’approccio avviene senza preconcetti fuorvianti o vecchi pregiudizi, e soprattutto senza alcuna  titubanza  anche “ideologica” verso le avanguardie più ardite del novecento (meglio se si conosce anche chi è stato e cosa ha rappresentato complessivamente l’Artista nel panorama culturale italiano della seconda metà del secolo scorso), oppure scatta l’insofferenza ed il “rifiuto”, elementi questi che purtroppo impediscono una valutazione obiettiva del risultato che è poi anche il punto di partenza per poter formulare una competente analisi critica che può essere benissimo espressa persino in negativo, si badi bene, ma che “deve” poggiarsi necessariamente su argomentazioni “oggettivamente” circostanziate e non tendenziose per risultare davvero e “credibilmente” attendibile (e come tale, di qualche utilità anche per aprire un dibattito, una discussione o addirittura un “civile” scontro dialettico fra le parti).
Nostra Signora dei Turchi è infatti e prima di tutto, un’esplosione di narcisismo dichiarato il cui perno essenziale ( Jean-Paul Manganaro, Carmelo Bene: il corpo devastato, bATIK Film Festival, Perugia, 2001) è il corpo stesso dell’attore, il corpo attoriale, che investe nello stesso tempo il corpo dell’opera: proprio l’antico “corpus” (…) con  un intimismo che inscena la passione come meccanismo motorio delle volontà possibili e immaginarie del corpo stesso, in quel suo farsi e disfarsi che da sempre è sembrato essere l’epicentro di ogni meccanica creativa, dal romanzo al cinema, passando attraverso il teatro. Meglio ancora, si potrebbe definire come l’apoteosi  dell’ego estremizzato del regista/attore che, spostandosi dalle assi del palcoscenico allo schermo, viene amplificato ed enfatizzato a dismisura grazie alla capacità creativa posta nell’utilizzare  “magicamente” il nuovo mezzo a disposizione, e proseguire così senza interruzioni o “frenate”, in quel percorso di egocentrica dissacrazione delle cose da sempre portato avanti con una carica di  intelligente ed eversiva provocazione  verso tutto e tutti, “perfidamente” demistificante, se vogliamo, ma di indiscutibile e significativa pregnanza, un eccellente lavoro “mediato” vitalizzato in questo caso da un tripudio di invenzioni sia sonore  che visive (un turbinio di immagini, di riflessioni, di ammiccamenti, di borbottii apparentemente senza scopo e senza senso, ma che non risultano poi del tutto così alla resa dei conti, come giustamente osservò la critica dell’epoca, poiché nel film ogni cosa è invece precisa e riconoscibile, e anche l’esile filo conduttore del suicida che rivive la propria esistenza, parte da constatazioni di fatto banali  ma che vengono poi caricate di una eccellente, baroccheggiante ricchezza espressiva. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Nostra Signora dei Turchi


24 giugno 2011 Opinione di spopola su "Nostra Signora dei Turchi"
spopola

Il talento fa quello che vuole, il genio fa quello che può. Del genio ho sempre avuto la mancanza di talento. (Carmelo Bene, Autobiografia di un ritratto in Opere, Bompiani Editore, 1995)   Il cinema di Carmelo Bene in generale, e Nostra Signora dei Turchi (sua folgorante opera d’esordio nel lungometraggio) in particolare, non ammette mezze misure: o l’adesione dello spettatore è totale, una condizione indispensabile per accedere pienamente – e...

voto al film: spopola assegna il voto ottimo a Nostra Signora dei Turchi (1968)

7 commenti
[utile per 28 utenti]

4 settembre 2009 Opinione di mm40 su "Nostra Signora dei Turchi"
mm40

Il piacere di vedere il genio di Bene scatenarsi su un monologo irrequieto, spasmodico, instabile. Altro non c'è in queste due ore di pellicola: nessuna logica, nessuna storia, nessun filo conduttore. Briglie sciolte. Scritto durante un periodo di follia creativa, Nostra signora dei Turchi rappresenta perfettamente l'approccio innovativo e destrutturante di Bene al cinema; la Mancinelli a suo fianco e la massima libertà nella costruzione/decostruzione delle scene, nell'uso del...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Nostra Signora dei Turchi (1968)



27 dicembre 2006 Opinione di Zarathustra su "Nostra Signora dei Turchi"
Zarathustra

In questa distruzione audio-visiva di ogni coerenza linguistica, Carmelo Bene disegna il suo un mondo violento e allucinato, macabro e sconvolgente che sa essere, però, anche poetico e radicalmete riflessivo. Un film a tratti insopportabile ed intollerabile che scava nei ricordi e nelle paure della mente umana con una convergenza tra immagini e sonoro data solamente da una irriverente confusione mistica della follia. E' un viaggio all'interno dei propri incubi e delle proprie ossessioni, un...

voto al film: Zarathustra assegna il voto buono a Nostra Signora dei Turchi (1968)

nessun commento
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11 novembre 2002 Opinione di Totoro su "Nostra Signora dei Turchi"
Totoro

Dunque...... che dire. Ho visto questo meraviglioso "film" qualche giorno fa. E'stata una folgorazione. Ogni scena ogni immagine è perfetta ogni avvenimento ogni azione tutto è armonioso. Non so proprio come si riesca a partorire magnificenze del genere.

voto al film: Totoro assegna il voto buono a Nostra Signora dei Turchi (1968)




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