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Giorno di festa (1947)

[Jour de fête, Francia 1947, Comico, durata 79']   Regia di Jacques Tati
Con Jacques Tati, Guy Decomble, Paul Frankeur, Santa Relli



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Giorno di festa: molto forte
Ritmo ritmo in Giorno di festa: forte
Impegno impegno in Giorno di festa: minimo
Tensione tensione in Giorno di festa: minimo
Erotismo erotismo in Giorno di festa: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Giorno di festa

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Giorno di festa (voti: 28 media: 3,93) 28

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locandina di Giorno di festa

10/03/2011

Sequenze. Le origini di Monsieur Hulot

Il mite postino di paese Francois vede un film documentario sull’efficientissimo servizio postale americano e ne rimane infatuato. Cerca così di adeguarsi ai ritmi decisamente...

di Peppe Comune

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La trama

A Sainte Sévère, piccolo centro rurale francese, si allestisce la sagra annuale. Tra le varie "attrazioni", c'è anche quella di un cinematografo ambulante e François, il postino, complice qualche bicchiere di troppo, si esalta davanti ai prodigi mostrati da un documentario sul servizio postale statunitense. Così, nel suo piccolo, cerca di emulare i "colleghi" d'oltreoceano, con risultati catastrofici. L'edizione a colori del primo lungometraggio girato da Jacques Tati si è potuta stampare solo nel 1994. Un'autentica chicca, un godimento di vivida intelligenza e di grande finezza; lo humour garbato e sottile di un indimenticabile maestro della comicità. 

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 17/02/2011 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto ottimo

Nella piccola cittadina francese di Sainte Sèvère è in corso l'annuaria festa di paese. L'atmosfera gaudiosa aleggia nell'aria e coinvolge ogni cittadino del piccolo centro rurale. Francois (Jacques Tati) fa il suo solito giro per la consegna della posta, tra saltimbanchi e bancarelle. E' un tipo ingenuo Francois e un pò tutti si divertono a prenderlo in giro, alla buona però, senza cattiveria. Alla festa arriva anche il cinema ambulante che trasmette un film documentario sul servizio postale americano, dinamico, efficiente e con dei postini che sembrano dei supereroi. Francois ne rimane colpito e invogliato da Roger (Guy Decombe) e Marcel (Paul Frankeur), quelli che più si burlano di lui, decide di adeguarsi mettendosi a consegnare le lettere facendo piroette sulla bicicletta e correndo come se stesse facendo una corsa contro il tempo. Con esiti naturalmente esilaranti. Prima della serie di film incentrati sulla figura di Monsieur Hulot, con cui Tati si è gaudiosamente divertito a mostrare in chiave grottesca i possibili effetti alienanti che gli incipienti segni del progresso tecnologico possono avere sulle persone e sugli stessi equilibri sociali, con "Giorno di festa" ha rappresentato le goffe peripezie di un umile postino di paese, punto focale del pubblico divertimento e agente dimostrativo di come si possa essere facilmente succubi delle necessità indotte partorite dallo spirito di emulazione se le persone sono portate ad adottare diversi stilemi corpontamentali senza averne misurato il grado di effettiva funzionalità sulle loro vite. Insomma, in questo suo primo lungometraggio c'è già tutta la poetica di Jacques Tati, anche se ci si trova coinvolti in un piccolo centro rurale letteralmente eccitato dalla sua sagra paesana, tra animali, anziani signori e un'umanità variopinta, e non sommersi nel caos cittadino tra architetture avveniristiche e sofisticati aggeggi elettronici che arredano appartamenti ipertecnologici. Qui, a evocare un originale tipo di critica condotta contro la società dei consumi non sono, come al solito, la vasta gamma di oggetti che popolano le città industrializzate e che in mano a Tati sembrano immani diavolerie, ma il contrasto tra quelli che potremmo chiamare il "tempo dell'attesa europeo" e "il tempo dell'efficientismo americano". Tra i ritmi lenti di un paese di campagna a cui si adegua docilmente Francois, che viene continuamente distratto da altre incombenze dato che sembra esserci sempre tempo per la consegna della posta, e quelli velocissimi praticati dai postini americani mostrati dal film documentario, dove, invece, il tempo sembra non bastargli mai. Chiaramente, ad ausilio di chi non conosce abbastanza il cinema di Jacques Tati, urge sottolineare come le invettive contro la società consumistica (tra le più radicali rinvenibili al cinema) siano cosparse di sagace spirito goliardico e bellamente pavesate a festa. Hanno la sostanza di gag esilaranti e la forma dinoccolata di un corpo malleabile, frutto di uno straordinario talento comico, di un indole anarcoide e di una rappresentazione volutamente straniante della realtà (a cui si avvicineranno autori come Otar Iosseliani e Aki Kaurismaki). Jacques Tati si comporta alla maniera di quei buffoni di corte che, dall'alto del loro ruolo d'artista, potevano satireggiare sul potere mostrandone tutte le nudità. Tati mostra gli elementi disfunzionali di una società che correndo sempre troppo in fretta non sa più fermarsi ad aspettare. Un grande autore con un corpo rivoluzionario.
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SI

Opinioni su Giorno di festa


6 agosto 2011 Opinione di XANDER su "Giorno di festa"
XANDER

Non mi è piaciuto per niente, per via di colori sbiaditi, di un pessimo sonoro, di sottotitoli quasi illeggibili e soprattutto che non fa ridere per niente. Siamo nel 1947 e il cinema era gia nel suo splendore.  Carina la sceneggiatura ma doveva essere molto più divertente. I film di Stanlio e Ollio sono tutt'altra cosa

voto al film: XANDER assegna il voto mediocre a Giorno di festa (1947)

nessun commento
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17 febbraio 2011 Opinione di Peppe Comune su "Giorno di festa"
Peppe Comune

Nella piccola cittadina francese di Sainte Sèvère è in corso l'annuaria festa di paese. L'atmosfera gaudiosa aleggia nell'aria e coinvolge ogni cittadino del piccolo centro rurale. Francois (Jacques Tati) fa il suo solito giro per la consegna della posta, tra saltimbanchi e bancarelle. E' un tipo ingenuo Francois e un pò tutti si divertono a prenderlo in giro, alla buona però, senza cattiveria. Alla festa arriva anche il cinema ambulante che trasmette un...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a Giorno di festa (1947)

nessun commento
[utile per 15 utenti]


31 luglio 2009 Opinione di rebis su "Giorno di festa"
rebis

Prim’ancora di incarnarsi in Hulot, Tati aveva già una concezione gerontologica dello humour, basata sullo sfruttamento della dialettica degli opposti: tradizione e progresso, Francia e America, reiterata fino allo sfinimento. La chiosa della vecchina del paese alle azioni dei personaggi è semplicemente stucchevole; le gag, mutuate dal burlesque, non hanno davvero nulla di cinematografico. Il colorito ritratto della provincia rurale invece è evocato con gusto e...

voto al film: rebis assegna il voto mediocre a Giorno di festa (1947)


17 gennaio 2009 Opinione di harlem su "Giorno di festa"
harlem

E' una fotografia del "come eravamo", noi ed i nostri cugini d'Oltralpe; al contrario del nostro (glorioso) cinema di quel periodo, qui il neorealismo ha tinte altrettanto poetiche ma più giocose. Io non parlerei di comico, che rischia di travisare il metro di giudizio delle nuove generazioni abituate a Pieraccioni, Vanzina & C.(!!): qui si ride, anzi si sorride con tenerezza. Tati-Hulot non mi ha fatto (e non mi fa) impazzire, ma qui tutto è godibilissimo:vere macchiette che noi over-60...

voto al film: harlem assegna il voto ottimo a Giorno di festa (1947)



14 luglio 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Giorno di festa"
Mathiasparrow

Atmosfera rustica e allegra per il primo lungometraggio di Tati, che fin da subito stabilisce quali siano i contenuti e i temi che gli stanno a cuore. Forse il suo film più divertente, anche se non il più profondo. Il postino François rimarrà l’unico personaggio importante che Tati interpreterà nella sua breve carriera, tutta all’insegna di monsieur Hulot.

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Giorno di festa (1947)


12 aprile 2008 Opinione di L utente che visse due volte su "Giorno di festa"
L utente che visse due volte

Discreta comicità con idee divertenti

voto al film: L utente che visse due volte assegna il voto sufficiente a Giorno di festa (1947)



7 aprile 2007 Opinione di Dalton su "Giorno di festa"
Dalton

ma quale film comico? Vertici di poetica!

voto al film: Dalton assegna il voto buono a Giorno di festa (1947)


7 gennaio 2007 Opinione di sasso67 su "Giorno di festa"
sasso67

"Giorno di festa" è un film simpatico e gentile, basato sulla figura dinoccolata del regista - interprete, dalla mimica accattivante e geniale, e sulla sua comicità stralunata e surreale. E' un film parlato (l'ho visto in originale con i sottotitoli), ma potrebbe anche essere muto, visto che il sonoro, più che parlato, è bofonchiato. E' il capostipite di tanto cinema comico a venire, primo tra tutti quello di Jerry Lewis, ed è anche intelligente nell'anticipare (nel 1949, mica ieri...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Giorno di festa (1947)



24 maggio 2006 Opinione di sokurov su "Giorno di festa"
sokurov

Si respira una piacevolissima aria di serenità in questo film, in cui il postino sbiellato viene preso in giro da tutti e voluto bene da tutti. La versione restaurata a colori pastello rende ancora di più l'aria fresca ed innocente di campagna. Innumerevoli gags di Tati, per niente scontate. Da evitare come la peste la versione in bianco e nero e il pietoso doppiaggio in italiano. Voto 9/10

voto al film: sokurov assegna il voto buono a Giorno di festa (1947)


11 giugno 2005 Opinione di daveper su "Giorno di festa"
daveper

Tati è un comico geniale. Tale è questo film (splendido) che dovrebbe essere proiettato non solo nelle scuole ma anche in tutte le case, a tutte le ore del giorno, una sorta di “tassa obbligatoria” che ci depuri dagli orrori della tv moderna! Ogni giorno sarebbe una vera festa!

voto al film: daveper assegna il voto ottimo a Giorno di festa (1947)




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