Stalingrad (1992)
Con Dominique Horwitz, Thomas Kretschmann, Jochen Nickel, Olivier Broumis
La trama
La battaglia decisiva per il crollo nazista, vista dalla parte dagli sconfitti.
Il giovane tenete tedesco Hals viene mandato per punizione sul fronte di Stalingrado. È l'inverno 1942-43 e la situazione, fino ad allora favorevole alle truppe di Hitler, si capovolge. Nelle spaventevoli condizioni climatiche, mentre si compiono le ultime criminali follie di alcuni dei più fanatici fra i loro ufficiali, i tedeschi si rendono conto che la sconfitta è inevitabile e la morte è certa. Un "kolossal" tedesco nel cinquantenario della battaglia che segnò l'inizio della fine della guerra e del potere nazista. Diligente per fedeltà narrativa, ideologicamente onesto, il film è però anche gravato da una pesantezza tutta teutonica.
L'opinione più votata
Di giurista81 scritta il 28/10/2006 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
28 ottobre 2006 Opinione di giurista81 su "Stalingrad"
Autentico viaggio nell’inferno che si inserisce tra i più bei film di guerra degli ultimi 25 anni e che propone una sceneggiatura mai banale che oltre a proporre il dramma della guerra, sia sotto il profilo psicologico (con soldati che impazziscono, ammutinano o cadono vittime di crisi di panico) che visivo (molte le scene cruente con frequenti tuffi nel gore sebbene mai gratuiti), evita di dar spazio alla retorica e a figure stereotipate. La pellicola suscita una profonda tristezza nello...
voto al film: 
30 ottobre 2005 Opinione di Federale su "Stalingrad"
Sven Hassel sembra aver lasciato una traccia indelebile nel modo con cui i tedeschi descrivono la seconda guerra mondiale, che si rivela, anche in questo film, così come è, un macello di uomini. Da ricordare lo scontro epico tra carriarmati e la scena nel deposito.
voto al film: 
3 febbraio 2003 Opinione di Berija su "Stalingrad"
Molto bello. La storia è più incentrata sul cambiamento della personalità di Hans e dei suoi camerati che sul combattimento in sè. La seconda parte ti trasmette quel senso di fatalità, disillusione e rassegnazione al proprio destino che probabilmente provarono migliaia di soldati in quei momenti.
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