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La grande illusione (1937)

[La grande illusion, Francia 1937, Guerra, durata 117', b/n]   Regia di Jean Renoir
Con Pierre Fresnay, Erich Von Stroheim, Jean Gabin, Gaston Modot



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La grande illusione: assente
Ritmo ritmo in La grande illusione: presente
Impegno impegno in La grande illusione: molto forte
Tensione tensione in La grande illusione: forte
Erotismo erotismo in La grande illusione: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a La grande illusione

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a La grande illusione (voti: 63 media: 4,37) 63

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locandina di La grande illusione

La trama

Scene da un campo di prigionia tedesco durante la Grande Guerra. Un ufficiale francese di origine aristocratica si sacrifica per favorire la fuga di due suoi subalterni di origine popolare. Specchio del francese è il tedesco comandante del campo, anch'egli di vecchio stampo, minato nel fisico e nel morale. Entrambi incarnano un mondo destinato a scomparire mentre i fuggiaschi sono metafora della nuova società. Capolavoro del cinema antimilitarista, manifesto malinconico e pacifista di una generazione in via di estinzione. 

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 2011-01-25 23:13:08 - utile per 17 utenti

Voto al film: voto ottimo

Prima Guerra Mondiale. Il capitano de Boeldieu (Pierre Fresnay) e il tenente Marèchal (Jean Gabin), ufficiali dell'aviazione francese, vengono abbattuti col loro aereo durante un'operazione e fatti prigionieri dai tedeschi. Dopo qualche mese trascorsi in un campo di prigionia, in un clima di cordiale rispetto tra le parti e non prima di aver progettato qualche piano di fuga, i due vengono trasferiti insieme al tenente Rosenthal (Marcel Dalio) nella fortezza di Wintesborn comandata dal Maggiore von Rauffenstein (Erich von Stroheim). Nonostante il rapporto di umana comprensione che si instaura tra carcerieri e carcerati, il pallino di questi ultimi rimane sempre la fuga. Sarà grazie al sacrificio dell' aristocratico de Boeldieu che Marèchal e Rosenthal riusciranno a fuggire e sarà per merito di una contadina tedesca (Dita Parlo), che in guerra ha perso tutta la famiglia, che i due riusciranno a rimanere nascosti fino al momento propizio per incamminarsi oltre il confine che conduce in Svizzera. "La grande illusione" è un capolavoro per stile del racconto, contenuti etici e bravura degli attori (tra i quali menzionerei soprattutto il sorprendente Erich von Stroheim). Il film di Jean Renoir mostra le gesta di soldati che sanno riconoscersi più come uomini in uno stesso spazio ostile che come nemici impegnati su fronti contrapposti. E' considerato a ragione un film manifesto contro ogni logica di guerra, non perchè ce ne mostra il corollario di distruzione e morte che ad essa è irrimediabilmente legato, ma per come ne fa intendere l'aspetto tristemente sistemico attraverso il modo naturale con cui ognuno vive la sua particolara condizione all'interno delle più generali strategie di guerra, per il fatto che il rispetto reciproco che si instaura tra carcerieri e carcerati sembra chiaramente corrispondere al rispetto di un codice comportamentale sacralizzato dal tempo e dalla storia. Non c'è niente di più agghiacciante che rappresentare un evento tragico come la guerra mostrandocene esclusivamente gli aspetti "umanizzanti" che possono ingenerarsi sul fronte. Secondo me è un modo per rafforzare l'idea che la guerra è una triste abitudine e che alle pedine che vengono usate per portarla a compimento non resta altro da fare che mitigarne gli effetti dolorosi cercando di fraternizzare tra di loro, di riconoscersi figli delle stesse paure, di far emergere l'uomo sopra tutto e tutti, oltre ogni bandiera e ogni differenza di classe. Su questo ha investito Jean Renoir, sull'umanesimo che si autoalimenta nella comunanza di uno stesso spazio e della medesima condizione morale, piuttosto che sull'odio generato dall'istintivo spirito di sopravvivenza. Ciò non impedisce alla fuga di rimanere un'idea fissa per i prigionieri, una cosa che si pone in una posizione altra rispetto all'istintiva solidarietà che nasce tra corpi spossati dagli eventi bellici e accomunati dalla medesima voglia di evadere dalle disumane incombenze imposte dalla guerra : riguarda la coscienza viva di un idea assoluta di libertà, la volontà che si può sempre guardare avanti con rinnovata speranza, sfidando i colpi di fucile degli "amici" carcerieri che per "senso del dovere" si vedranno costretti a sparare. Come farà il fiero e cavalleresco von Rauffenstein, emblema dell'uomo prigioniero del suo ruolo e della sua casta, che colpisce mortalmente "l'amico"de Boeldieu, aristocratico come lui e specchio di una cesura storica che vede entrambi fuori dal futuro. L'ufficiale tedesco riconosce nella fine del collega francese la sua stessa fine e la tragicità della sua condizione morale riflette il decadimento di un sistema di valori che si trascina stancamente per puro "senso del dovere", la fine di un mondo che aspetta di perire con la Grande Guerra. La grande illusione non può che essere un mondo senza più guerre e la pace come valore che permea un idea alta di uomo e della politica. Stiamo ancora illudendoci. Un capolavoro di misurata eccellenza etica.
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SI

Opinioni su La grande illusione


2011-11-12 20:58:24 Opinione di michel su "La grande illusione"
michel

Dalla scricchiolante fortezza Europa fugge una nuova umanità, estranea ai rituali cavallereschi, libera, egualitarista. Era il 1937, l'illusione fu grande. E breve.

voto al film: michel assegna il voto sufficiente a La grande illusione (1937)


2011-09-26 20:31:28 Opinione di angelina su "La grande illusione"
angelina

"Permettete una domanda?Perchè avete fatto di me un'eccezione,ricevendomi qui?" "Perchè voi vi chiamate de Boeldieu,ufficiale di carriera dell'esercito francese e io von Rauffelstein,ufficiale di carriera dell'esercito imperiale germanico." "Ma i miei commilitoni sono anch'essi ottimi ufficiali." "Sono i regali della Rivoluzione francese." "Credo che nè io,nè voi,si possa arrestare la marcia del tempo." "Io ignoro come andrà a finire questa guerra,ma sarà la fine dei von Rauffestein e...

voto al film: angelina assegna il voto ottimo a La grande illusione (1937)

2 commenti
[utile per 16 utenti]


2011-01-25 23:13:08 Opinione di Peppe Comune su "La grande illusione"
Peppe Comune

Prima Guerra Mondiale. Il capitano de Boeldieu (Pierre Fresnay) e il tenente Marèchal (Jean Gabin), ufficiali dell'aviazione francese, vengono abbattuti col loro aereo durante un'operazione e fatti prigionieri dai tedeschi. Dopo qualche mese trascorsi in un campo di prigionia, in un clima di cordiale rispetto tra le parti e non prima di aver progettato qualche piano di fuga, i due vengono trasferiti insieme al tenente Rosenthal (Marcel Dalio) nella fortezza di Wintesborn comandata dal...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a La grande illusione (1937)

nessun commento
[utile per 17 utenti]

2010-07-31 14:19:49 Opinione di chribio1 su "La grande illusione"
chribio1

ci sara' un po' di tutto quello che dite Voi di positivo di questo film,ma io non ho visto quel gran misto di sentimenti e bellezza visiva nel film stesso.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a La grande illusione (1937)



2010-07-26 21:09:24 Opinione di luisasalvi su "La grande illusione"
luisasalvi

Vita e fughe di prigionieri francesi in Germania nella prima guerra mondiale. Tre ufficiali, il meccanico Maréchal, l'ebreo ricchissimo e generoso Rosenthal (attaccato alla terra francese poiché ne possiede molta!) e il nobile de Boëldieu, da un campo all'altro, finiscono nel castello del nobile Rauffenstein, amico di de Boëldieu; questi si farà uccidere per favorire la fuga degli altri due. Maréchal trova l'amore in casa di una vedova di un ufficiale,...

voto al film: luisasalvi assegna il voto ottimo a La grande illusione (1937)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

2010-04-14 20:00:34 Opinione di PP su "La grande illusione"
PP

Voto 8. [13.04.2010]

voto al film: PP assegna il voto buono a La grande illusione (1937)



2010-04-01 00:52:28 Opinione di steno79 su "La grande illusione"
steno79

VOTO 10/10  Nel 1916, il tenente Marechal (Jean Gabin) e il capitano De Boeldieu(Pierre Fresnay), ufficiali francesi, sono prigionieri in un campo tedesco e sperano di riuscire ad evadere. La fuga avverrà, dopo molti tentativi andati a vuoto, solo per Marechal e il soldato Rosenthal di origine proletaria, dalla fortezza di Wintesborn, mentre De Boeldieu verrà ucciso dall'aristocratico Von Rauffenstein (Erich Von Stroheim), comandante del castello. Film che ha segnato una data importante...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a La grande illusione (1937)

nessun commento
[utile per 8 utenti]

2009-03-09 17:02:43 Opinione di jonas su "La grande illusione"
jonas

Più che un esplicito messaggio di pace e fratellanza, il film veicola l’idea che le aristocrazie guerriere della vecchia Europa siano definitivamente uscite dalla storia con il 1918 e la speranza che l’avvento delle masse possa portare la pace universale (speranza brutalmente smentita: le dittature del ’900 si basavano proprio sulla manovra delle masse e non delle élites). La vicenda tarda a ingranare, all’inizio si disperde un po’, ma quando i prigionieri arrivano alla...

voto al film: jonas assegna il voto buono a La grande illusione (1937)



2008-10-30 14:49:54 Opinione di Mathiasparrow su "La grande illusione"
Mathiasparrow

Difficile aggiungere qualcosa riguardo un film su cui è stato spiegato già tutto; ma nel caso de “La grande illusione” forse è stato detto anche troppo. La prima impressione del dopo visione è che il film sia stato un po’ sopravvalutato nel corso degli anni per via del suo messaggio. Non è un’opera che trasuda dolore e sofferenza da tutti i pori; ha da dire delle cose importanti e lo fa nel modo più corretto e sincero, ma senza commuovere o meravigliare in particolar modo,...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a La grande illusione (1937)


2008-10-20 20:40:50 Opinione di mm40 su "La grande illusione"
mm40

La guerra come spreco di umanità e, come principio ispiratore, l'illusione di una fraternità, di un'uguaglianza nei fatti fra gli esseri umani. Tutto in un capolavoro di tecnica cinematografica. Sarà un gran bel film (indiscutibilmente lo è), ma talvolta la retorica mi ha un po' annoiato.

voto al film: mm40 assegna il voto buono a La grande illusione (1937)




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